Liguria

Covid: Consiglio regionale discute su campagna vaccinale

Minoranze,inizio male poi accelerato. Toti,campagna per scettici

Dibattito sulle comunicazioni del presidente Toti sull'andamento della campagna vaccinale in Consiglio regionale. Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha rilevato la necessità di un monitoraggio dei soggetti a rischio che devono essere ancora vaccinati e ha avanzato alcune proposte in merito. «Occorrono ancora azioni straordinarie per il recupero delle fasce over 70 e 80 - ha detto - ripristinando l'utilizzo ancora maggiore dei medici di medicina generale, introducendo centri vaccinali mobili e costruendo una campagna di sensibilizzazione attraverso gli operatori del Terzo Settore e de servizi sociali». Garibaldi ha suggerito un meccanismo diverso per le vaccinazioni sul posto di lavoro e ha posto l'attenzione sull'immunizzazione nel settore scolastico. Il consigliere ha chiesto, inoltre, «linee dedicate per ampliare il numero dei care giver immunizzati», la possibilità di effettuare «prenotazioni last minute» e, infine, di favorire le somministrazioni monodose per determinate categorie di persone.
    Roberto Centi (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha rilevato che «c'è stata una prima fase vaccinale largamente deficitaria e una seconda fase dove abbiamo assistito ad una grande accelerazione per merito della Giunta, di ALiSa e del Governo».
    Il Consigliere ha rilevato una scarsa trasparenza in Liguria sulle categorie di persone vaccinate e ha ricordato l'iniziale incapacità di utilizzare tutte le dosi ricevute. Anche Centi ha sottolineato la necessità di un ulteriore coinvolgimento dei medici di medicina generale, di uno snellimento delle procedure di prenotazione e di disdetta rilevando che occorre colmare le carenze su studenti e insegnanti. «Riconsideriamo, infine, il ruolo delle Regioni - ha concluso - rispetto allo Stato».
    Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha auspicato che «anche in futuro ci sia un confronto fra giunta e Consiglio, che è fondamentale su questa materia, un confronto - ha sottolineato - che è mancato dal marzo 2020». Tosi ha aggiunto: «Dobbiamo essere pronti già in anticipo, come stanno facendo altre Regioni, per una possibile terza dose o richiamo perché - ha detto - non possiamo e non dobbiamo correre il rischio di perdere tempo quando sarà definita la terza dose. Questa - ha specificato - è una priorità del futuro». Tosi, infine, ha sottolineato: «Dobbiamo destinare importanti risorse per la copertura vaccinale degli operatori turistici, per l'abbattimento delle liste di attesa, la riapertura in tutti gli ospedali dei reparti e di servizi fondamentali, come i punti di primo intervento, che oggi sono ancora chiusi» Il presidente della giunta con delega alla sanità Giovanni Toti ha aggiornato sui dati dell'andamento vaccinale ricordando che la Liguria riesce a somministrare fini al 96% delle dosi consegnate quindi «andiamo avanti in modo spedito». Il presidente ha ritenuto condivisibili molte delle osservazioni emerse nel dibattito e ha rilevato che la Regione sta organizzando una campagna per convincere a vaccinarsi coloro che sono rimasti scettici e sulla necessità di raggiungere anche coloro che non sono iscritti all'anagrafe vaccinale, e ha citato le persone senza fissa dimora, i migranti e i crocieristi non italiani oggi.
    Rispetto alla vaccinazione di nuove categorie il presidente ha invitato a tenere presente che, fra il numero di dosi consegnate e quelle somministrate, il margine di manovra per altre categorie, oltre a quelle previste dallal programmazione nazionale, è molto stretto. Il presidente ha poi sottolineato i ripetuti richiami alle Regioni della struttura commissariale a rispettare le indicazioni nazionali. Comunque il presidente ha dichiarato che la percentuale di cittadini vaccinati fino al 31 maggio è del 41,01 per cento per la prima dose e che la profilassi è stata conclusa per il 21,43%. «In una settimana, grazie al primo Open day Astrazeneca - ha aggiunto - abbiamo vaccinato il 5,6% della popolazione fra prime e seconde dosi».
    «Rispetto alla chiusura dei grandi hub abbiamo dato indicazioni alle asl di individuare luoghi idonei, per mantenere un presidio Covid uno in ogni provincia, quindi - ha detto - non ci sarà una smobilitazione sul territorio». 
   

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