Piemonte

Cybersecurity: Toothpic, con smart working più violazioni

Ibm Security, per aziende costo di 4,24 mln dlr per incidente

(ANSA) - TORINO, 02 SET - Con l'introduzione dello smart working sono aumentati gli attacchi informatici ai danni delle aziende. Uno studio di Ibm Security ha rilevato un forte incremento durante la pandemia, con un costo molto elevato per le aziende: 4,24 milioni di dollari per incidente, il più alto nei 17 anni di storia del rapporto. In particolare, le violazioni dei dati risultano più costose (in media oltre 1 milione di dollari) quando viene indicato il lavoro a distanza tra i fattori dell'evento. A completare lo scenario è il Rapporto sulla Sicurezza Ict in Italia (2021) di Clusit che racconta come nell'anno della pandemia si sia registrato il record degli attacchi informatici a livello globale: nel 2020 sono stati rilevati 1.871 attacchi gravi di dominio pubblico, il 12% in più del 2019. Al centro della violazione dei dati ci sono le password: secondo il Verizon Data Breach Investigations Report del 2019, l'80% delle violazioni legate all'hacking riguardava credenziali compromesse e deboli e il 29% di tutte le violazioni riguardava l'uso di credenziali rubate. A fare il punto, proprio in occasione del "back to work" di settembre, è ToothPic, startup innovativa made in Torino, che opera nella cyber sicurezza.
    "Purtroppo i numerosi furti di credenziali avvenuti negli ultimi mesi hanno dimostrato quanto i metodi di accesso tradizionali ancora oggi siano troppo vulnerabili, oltre che poco user-friendly, soprattutto per chi lavora in grandi aziende, istituti finanziari e Pubblica Amministrazione", sottolineano i fondatori di ToothPic. La startup ha inventato, progettato, sviluppato e brevettato una tecnologia Mfa (Multifactor Authentication) che permette allo smartphone di diventare una chiave di accesso sicura per l'autenticazione online, sfruttando la firma nascosta e involontaria che lascia ciascuna fotocamera, eliminando così la necessità di ulteriori password, strumenti o device esterni. Una soluzione sicura che sfrutta la firma nascosta e involontaria che lascia ciascuna fotocamera, trasformando lo smartphone in uno strumento di autenticazione univoca. (ANSA).
   

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