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  • Dialoghi in terrazza a Bari cercando l' 'Alfabeto del sud'

Dialoghi in terrazza a Bari cercando l' 'Alfabeto del sud'

Iniziativa "Donne in Corriera" con il giornalista Iarussi

(ANSA) - BARI, 28 GIU - A, B, C… SUD. Quali sono le parole per dirlo? Anche nella fase della ripresa post-Covid - in cui tutti confidiamo - il Mezzogiorno d'Italia resta "invisibile" o inesprimibile, non acquisisce nel dibattito pubblico il rilievo che gli spetta e meriterebbe. Eppure, il Sud era e resta la grande occasione, finora incompiuta, di un'Italia altrimenti "stanca" e ferma da troppo tempo, ben prima della pandemia.
    L'associazione culturale "Donne in Corriera" prova a individuare talune tracce del presente nella tradizione letteraria meridionale, perché tra cultura e società v'è sempre una relazione fervida e feconda. Quattro parole chiave saranno al centro di altrettanti incontri, ispirati ciascuno a un autore pugliese del '900, per cominciare a ridefinire un possibile "Alfabeto del Sud". È la formula originale, il concept ideato e curato dal giornalista e saggista Oscar Iarussi, direttore artistico dell'"Alfabeto del Sud".
    La rassegna, che comincia il 29 giugno prevede i dialoghi tra Edoardo Winspeare e Silvio Perrella, Nadia Terranova e Giuseppe Lupo, Patrizia Luogo e Onofrio Romano, Gloria Giorgianni e Oscar Iarussi, nella meravigliosa terrazza della Biblioteca De Gemmis della Città Metropolitana. A ogni autore è stata "abbinata" una parola per un Sud che riprenda a raccontare se stesso con autenticità e sguardo critico. Abbandono, Incanto, Coraggio, Futuro: ecco il principio dell'"Alfabeto del Sud" che è stato e che verrà.Gli incontri si terranno tra fine giugno (il 29 e il 30) e luglio (il 20 e il 22) a Bari nella terrazza della Biblioteca De Gemmis della Città Metropolitana, nel cuore di Bari vecchia. "I discorsi sul Sud "annoiano" - dice Iarussi - a meno che non riguardino le vacanze, come se le nostre regioni fossero una riserva dell'immaginario cui attingere contro gli affanni del presente. Beh, non è così e non va bene. In autori come Bodini, Marniti, Di Lascia, Fiore, e nelle loro parole vi sono le premesse e le promesse di un Sud vivido, il cui ruolo sarà cruciale per tutto il Paese" (ANSA).
   

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