Sisma&Ricostruzione

Maturità a Norcia, tra sisma e Covid "mai sereni"

"Non abbiamo mai mollato" dicono ragazzi dopo la prova

(di Gianluigi Basilietti) (ANSA) - NORCIA (PERUGIA), 16 GIU - "Sono stati anni tanto complicati. Prima il terremoto, poi il Covid, non abbiamo avuto un momento di serenità. Ma non abbiamo mai mollato": a parlare con l'ANSA sono Chiara, Ludovica e Carlotta e lo fanno anche a nome di tutti i maturandi che da stamani stanno affrontando a Norcia l'esame di maturità. Sono una quarantina gli studenti che nella città di San Benedetto chiamati a sostenere l'esame di Stato. La prova dura circa sessanta minuti, prima di entrare in aula, ai maturandi viene misurata la temperatura. "Abbiamo iniziato le superiori nel 2016, proprio l'anno del sisma" ricordano le tre ragazze. "Prima le lezioni in tenda - aggiungono -, poi i container è soltanto quest'anno siamo potuti stare dentro una scuola vera, seppur temporanea". "Vivo in una casetta Sae di 60 metri quadrati - dice Ludovica -, non è semplice studiare, rimanere concentrati quando ti trovi in uno spazio ristretto, tanto che spesso me ne sono andata all'aria aperta". "Quelli delle Superiori dovevano essere gli anni più belli, con tante esperienze da fare, invece non abbiamo vissuto praticamente nulla di tutto questo", sottolinea Chiara, la prima ad aver sostenuto la prova orale, l'unica prevista quest'anno è come fu lo scorso, per via della pandemia. Chi alle emergenze sisma e Covid ha dovuto aggiungere anche una tragedia familiare è Carlotta, che vive a Cascia. "Ad aprile scorso ho perso mamma, questa maturità la dedico a lei", racconta nei minuti successivi all'esame e dopo avere abbracciato il papà fuori dall'istituto "De Gasperi-Battaglia". Nei corridoi e nel piazzale antistante la scuola le emozioni corrono veloci. Sui volti dei maturandi le mascherine non sono sufficienti a nascondere l'ansia e anche i professori che compongono le due commissioni mostrano il volto più umano. Una dei due presidenti rassicura i ragazzi, invitandoli alla calma. Altrettanto fanno i collaboratori scolastici che queste ragazze e ragazzi l'hanno visti crescere e lottare. "Arrivano a questo appuntamento preparati e fortificati dagli eventi che hanno dovuto affrontare, quelli vissuti sono stati anni molto difficili, ma sono convinta che questo ragazzi non avranno alcuna difficoltà ad affrontare la vita", conclude la dirigente scolastica, Rosella Tonti. (ANSA).
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