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Libri Come, apre Franceschini in dialogo con editori

Ministro della Cultura in collegamento

"Affrontare il mercato e le sfide nuove senza paure e chiedere l'impegno a una politica di sostegno per chi è meno protetto". E' questa la via indicata dal ministro della Cultura Dario Franceschini protagonista, in collegamento, di un incontro con il mondo dell'editoria che ha aperto Libri come 2021. La festa del libro e della lettura all'Auditorium Parco della Musica di Roma, dal 11 al 13 giugno in presenza e in streaming, quest'anno non ha un tema.
    Tante le questioni sollevate nel dibattito, dalla App 18, ai sostegni ai piccoli editori, alla situazione dei traduttori, alle detrazioni fiscali e la minaccia di Amazon. Moderato da Marino Sinibaldi, nuovo presidente del Centro per il Libro e la Lettura e ideatore e curatore con Michele De Mieri e Rosa Polacco di Libri Come, l'incontro ha visto tra gli altri gli interventi del direttore del Centro per il Libro e la Lettura Angelo Piero Cappello, del presidente dell'Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi, degli editori Giuseppe Laterza, Isabella Ferretti, Sandro Ferri, di librai e traduttori.
    Tutti concordi che le misure adottate dal governo a sostegno del mondo del libro e della lettura, hanno avuto un'importanza fondamentale per la resistenza del settore che ha registrato addirittura un'inversione positiva di tendenza. "Ma i risultati conseguiti sono effetto delle misure?" ha chiesto il ministro. E ancora: "è un dato occasionale l'inversione di tendenza e poi tornerà tutto come prima , oppure la pandemia e il lockdown lasciano qualcosa? Io penso sia la seconda cosa" ha detto il ministro della Cultura.
    "Questo mi conferma nella convinzione che il percorso sulla legge per il libro complessiva deve uscire da un meccanismo partecipato in cui non dimenticare nessuno e valorizzare tutti" ha sottolineato Franceschini che vorrebbe "venisse approvata prima della fine della legislatura" e guardasse come modello a quella del cinema".
    Alcuni temi posti, ha sottolineato il ministro, "meritano attenzione come la quota dei piccoli editori che è un po' complicato far entrare nel fondo emergenza biblioteche, ma che abbiamo identificato e sostenuto attraverso i fondi di emergenza. Come nel cinema si aiutano i giovani autori, le opere esordienti, gli under 35 ci sono diversi sistemi che si possono individuare dentro una legge organica".
    Il ministro ha anche spiegato che vorrebbe rendere strutturale "il fondo biblioteche, finanziato una seconda volta con 30 milioni, ma sempre con un decreto fondi di emergenza. Proverò nella legge di bilancio a presentare una norma che renda permanente questo strumento, poi vediamo con quale cifra, perché a mio avviso aiuta tutti: biblioteche, librerie, autori, editori". Una misura che è stato chiesto venga estesa anche alle biblioteche scolastiche. "Finora non lo abbiamo fatto per un problema di identificazione. Ma, andando a rendere strutturale una misura mi sembra giusto aiutare il patrimonio delle biblioteche scolastiche che sono state molto trascurate negli anni" ha spiegato.
    Per quanto riguarda la detrazione fiscale, Franceschini è "a favore di tutte le misure che aiutano, ma non mette in cima alle priorità la detrazione fiscale che avvantaggia chi ha le tasse da cui detrarre. "Sono per andare di più su aiuti diretti" e per quanto riguarda i traduttori "si può fare di più incentivando direttamente chi traduce opere italiane e a rovescio aiutando traduzione opere straniere".
    Al centro anche il problema dell'e-commerce, che poi alla fine si identifica con Amazon, sollevato soprattutto da Sandro Ferri che, dati alla mano, ha sottolineato come in questi ultimi due anni si sia passati dal 24% al 45% della quota di mercato mentre le librerie di catena sono scese dal 44% al 29% e quelle indipendenti dal 21,6% al 16,7%.
    "Si sta discutendo a livello europeo di una misura che riguarda tutti i grandi della rete che paghino una parte di tasse nei territori in cui vendono il prodotto. Però penso che in generale non si debba fare una guerra sulla torta che c'è già ma si debba provare tutti insieme ad allargare la torta, ad aumentare i lettori. Amazon impatta di più sulla grande distruzione, sulla grande libreria di catena e meno sulla piccola libreria che va sostenuta se mantiene il suo valore di aggregazione sociale.
    Penso, ma sono idee che non vorrei venissero scambiate per promesse, che se c'è un valore sociale nel tenere aperta una libreria lo Stato non deve chiedergli quasi niente. Se tu tieni aperta una piccola libreria in un luogo marginale, un piccolo centro, un comune, un luogo periferico, lo Stato deve aiutarti, non chiederti" ha spiegato il ministro.
    Cappello ha annunciato che al festival Taobuk di Taormina si farà il primo passo verso i Patti per la Lettura. "Anziché calare dall'alto un modello a Taormina vogliamo far nascere tutti insieme un manifesto. I segni più che abbiamo registrato nelle vendite riguardano anche la lettura dove abbiamo registrato il dato storico del +3% di lettori" ha detto Cappello. Levi ha spiegato che "L'Italia in questo momento sta agendo sul mercato del Libro come un paese nordico, e l'Europa l'ha copiata" e si è detto preoccupato "per uno sciopero che ha bloccato da più di una settimana il centro logistico di Stradella da cui passa la metà del libro italiano".
   

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