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Dal Sure al Mes, gli strumenti anti-crisi dell'Ue

Circa 70 mld di crediti per l'Italia in attesa del Recovery Fund

Con il via libera definitivo al Sure, che servirà a finanziare la cassa integrazione dei Paesi Ue, i ministri delle Finanze europei hanno confermato l'arsenale anti-crisi da 540 miliardi di euro che partirà a giugno. Di questa torta, tra Sure, Mes e Bei, si calcola che l'Italia potrebbe avere a disposizione, in termini di crediti agevolati, circa 70 miliardi di euro. Le trattative ora si concentrano tutte sul Recovery Fund e il bilancio 2021-2027, dossier su cui Bruxelles è al lavoro e conta di presentare le sue proposte il 27 maggio. Ecco in sintesi i principali strumenti sul tavolo.
    * SURE. Il meccanismo voluto dalla Commissione Ue per rimpolpare la cassa integrazione dei 27 concederà prestiti agevolati ai governi fino a 100 miliardi, sulla base di 25 miliardi di garanzie che gli Stati verseranno in rapporto al loro contributo al bilancio Ue. Sarà attivo fino al 31 dicembre 2022.
    * BEI. La Banca europea per gli investimenti darà vita ad un fondo di garanzia di 25 miliardi per offrire alle Pmi europee liquidità per investimenti fino a 200 miliardi.
    * MES. Il fondo Salva-Stati metterà a disposizione una nuova linea di credito da 240 miliardi dedicata alla pandemia. Ogni Paese potrà prendere in prestito fino al 2% del suo Pil per finanziare le spese sanitarie dirette e indirette collegate al Covid-19. I prestiti saranno a condizioni agevolate: scadenza a dieci anni, tasso annuale a 0,1%, costo una tantum di 0,25% e costo annuale di 0,005%. Le richieste potranno essere inviate fino alla fine del 2022.
    * BCE. A marzo ha lanciato il nuovo bazooka da 750 miliardi di euro (Pandemic Emergency Purchase Programme - Pepp) per l'acquisto di titoli di Stato. Andrà avanti fino alla fine della crisi del coronavirus e sarà ampliato se necessario.
    * RECOVERY FUND. Sul maxi fondo per il rilancio l'Ue è spaccata tra i falchi del Nord e i Paesi del Sud. Servirà ancora tempo per un accordo, ma la carta messa sul tavolo da Angela Merkel ed Emmanuel Macron apre al compromesso: un fondo da 500 miliardi legato al bilancio Ue e finanziato da emissioni di debito comune.

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