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Tennis, Tomic accusa: AusOpen non fa i tamponi. E si ammala

Panatta: "Boicottaggio? Non è più il tempo di Wimbledon '73"

"Sono sicuro che nei prossimi due giorni risulterò positivo, te lo dico io. Ti offro la cena se non risulto positivo entro tre giorni". Bernard Tomic è il classico giocatore talentuoso quanto propenso a sfuriate sopra le righe. Un carattere impetuoso, che spesso lo ha messo nei guai. Ma le frasi rivolte dal 29enne australiano (di origini croate) al giudice di sedia Aline Da Rocha Nocinto non possono cadere nel vuoto, perché al di là dello sfogo, pongono seri dubbi sul protocollo anticovid adottato dal primo torneo dello Slam 2022, al via lunedì sui campi in cemento di Melbourne, da giorni alle prese con il 'caso Djokovic'.
    "Non posso credere che nessuno venga controllato. Stanno permettendo ai giocatori di scendere in campo con test rapidi fatti in stanza. Nessun tampone molecolare" si è stizzito Tomic, in una pausa del match di qualificazione con il russo Roman Safiullin, perso in due rapidi set. Convinto di essersi ammalato durante l'incontro, è tornato in albergo da dove ha pubblicato su Instagram un aggiornamento sul proprio stato di salute: "Mi sento davvero male. Ho appena parlato con i medici in loco e mi hanno chiesto di isolarmi. Dicono che non possono ancora curarmi per evitare il contatto". Possibile che la prevenzione ai contagi abbia le lacune denunciate da Tomic? In tal caso il torneo (con un montepremi di 54,2 milioni di dollari) sarebbe a rischio fin dalle prime battute.
    In attesa di capire se Djokovic, nove AusOpen già vinti in carriera, potrà restare a Melbourne o verrà cacciato come un clandestino qualsiasi, ci si interroga sull'eventualità che qualche giocatore rifiuti di incrociare la racchetta con il n.1 del mondo perché non è vaccinato. Domanda girata da 'Radio anch'io sport' ad Adriano Panatta. Premessa: "Sinceramente non ne posso più di questa storia". Comunque, è una eventualità che trova scettico l'ex campione. "Nel 1973 boicottammo Wimbledon in massa", 81 giocatori, "per una questione di principio - ha ricordato Panatta - Un nostro collega, Nikola Pilic, era stato squalificato dalla propria federazione per non aver voluto partecipare alla Coppa Davis con la Jugoslavia. Oggi mi sembra difficile. La presenza al primo turno degli Australian Open vale 70mila euro... Se perdi". Pilic aveva rifiutato di affrontare la Nuova Zelanda, scegliendo i dollari di un torneo di doppio, a Montreal, in un'epoca in cui nel tennis giravano cifre assai più modeste di quelle attuali.
    Intanto domani, alle 5.00 italiane, si conoscerà la composizione dei tabelloni del singolare, maschile e femminile. E Djokovic è stato comunque inserito come testa di serie n.1 del primo. Al momento sono 11 gli italiani già ammessi: tra gli uomini Matteo Berrettini, Jannik Sinner, Lorenzo Sonego (teste di serie), Fabio Fognini, Lorenzo Musetti, Gianluca Mager, Stefano Travaglia, Marco Cecchinato ed Andreas Seppi. Tra le donne Camila Giorgi e Jasmine Paolini. Lucia Bronzetti, Thomas Fabbiano, Alessandro Giannessi, Flavio Cobolli, Martina Trevisan, Salvatore Caruso e Gian Marco Moroni sono ancora in ballo.

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