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Storaro, io tra Bertolucci e Woody Allen

A Roma sua mostra fotografica La civiltà romana

(ANSA) - ROMA, 16 GIU - Per Vittorio Storaro, autore della fotografia tre volte premio Oscar, prendersi delle pause "per percorsi di conoscenza" dopo progetti importanti è stata sempre un'abitudine, già "da Apocalypse Now, quando mi ero reso conto che usavo i colori ma nessuno me li aveva realmente insegnati, volevo approfondirne tutti gli aspetti così mi sono fermato un anno per studiarli" racconta il grande cinematographer, che presenta a Roma la sua mostra fotografica La civiltà romana.
    L'esposizione arriva per la prima volta in Italia (alla galleria La Nuova pesa di Simona Marchini, dal 17 giugno al 10 settembre) ma nasce da un progetto, nato proprio in una pausa dal cinema, al quale Storaro ha dedicato cinque anni a inizio anni '90, che aveva preso forma anche attraverso il racconto documentaristico e un libro. "Ora con la pandemia, mi sono rifermato ma mi è servito per mettere ordine nella mia biblioteca e nel tantissimo materiale dei miei viaggi cinematografici con Bernardo Bertolucci. Un percorso che racconterò in un libro e una mostra in preparazione, che potrebbero debuttare l'anno prossimo". A questo si aggiunge il lavoro "di restauro visivo e conservazione dei film realizzati con il regista de L'ultimo imperatore: "Mantengo una promessa che avevo fatto a Bernardo nell'ultimo periodo. Ho già lavorato su Il piccolo Buddha e Novecento". Nei prossimi mesi poi "forse - spiega - dovrei anche girare il quinto film con Woody Allen. L'appuntamento per ora è a Parigi a inizio agosto, ma nel cinema non si sa mai finché non sei sul set". Storaro nel rispondere con l'abituale grazia ai giornalisti, fa anche un accenno alle accuse fatte al regista newyorchese: "Cose non vere - dice - . Io 20 anni fa non lo frequentavo ma per come l'ho conosciuto non lo reputo in grado di fare quelle cose. E poi so che ci sono state due inchieste da cui è uscito assolto".
    Recentemente Storaro è tornato sul set anche con un altro "dei maestri dai quali continuo ad imparare", Carlos Saura, per il musical drama El rey de todo el mundo "ed insieme stiamo pensando a un grande progetto per la tv su Garcia Lorca".
    (ANSA).
   

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