Alla ricerca del … paesaggio perduto

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Giornata nazionale del Paesaggio 14 marzo 2018

Alla ricerca del … paesaggio perduto

La particolare sorte avuta nell’Antichità dall’area vesuviana, sepolta dalle eruzioni del Vesuvio che hanno distrutto e al tempo stesso conservato e restituito importanti testimonianze, ha reso possibile, grazie all’Archeologia, la ricostruzione non solo delle città, delle fattorie e della vita degli abitanti ma anche delle caratteristiche ambientali relative al territorio e alla Natura circostanti.

In occasione della Giornata del Paesaggio, il Parco Archeologico di Pompei propone un itinerario particolare, dal titolo “Alla ricerca del … paesaggio perduto”, che si snoderà nei vari siti di competenza (Scavi di Pompei, Villa di Poppea a Torre Annunziata, Villa San Marco a Castellammare di Stabia, Antiquarium di Boscoreale), alla ricerca di quei reperti che consentono di ricostruire quale era il paesaggio antico, quale l’importanza del paesaggio nella vita degli abitanti e quale l’influsso da esso esercitato nelle manifestazioni artistiche degli Antichi.

L’itinerario avrà inizio dall’ingresso di Piazza Anfiteatro con la visita alla Palestra Grande, dove sono in luce i calchi, eseguiti durante lo scavo, delle radici dei grandi platani che ombreggiavano lo spazio aperto di questo edificio dedicato alle attività sportive; tali testimonianze sono ora affiancate da nuovi alberi che ripropongono l’ambiente antico.

A seguire, l’itinerario include la visita alla Casa del Frutteto, sulle cui pareti sono dipinti un rigoglioso giardino ed un vero e proprio frutteto con piante di limone, susino, ciliegio, fico, simili a quelle che crescevano nelle floride colline della zona. Nella Casa degli Amorini dorati è invece il giardino posto al centro del peristilio che ricostruisce, sulla base del tracciato delle antiche aiuole, l’impianto originario di questo spazio verde.

Presso l’Antiquarium, nell’ambito della mostra dedicata alle case dell’ Insula Occidentalis, verrà eccezionalmente esposto un affresco proveniente dalla Casa di Marco Fabio Rufo, che raffigura una scena di  paesaggio; esso fa parte di un gruppo di dipinti chiamati “monocromi”, realizzati con una tecnica pittorica particolare che utilizza varie sfumature di un solo colore.

La visita a tema continuerà alla Villa di Poppea di Torre Annunziata: negli ambienti adiacenti alla piscina, aperti tramite ampie finestre su piccoli giardini interni, gli antichi pittori hanno giocato ad alternare Natura e Arte riproducendo sulle pareti la vegetazione reale esistente.

Il percorso prosegue con la visita all’Antiquarium di Boscoreale, dove è esposto un altro particolare affresco che riproduce lo schema di un cosiddetto “hortus conclusus”, vale a dire un’area verde urbana recintata da staccionate e graticci e arredata da fontane e padiglioni. All’Antiquarium di Boscoreale si possono inoltre osservare alcuni esemplari di radici e tronchi di cipressi, rinvenuti nella piana del Sarno, che attestano la presenza di cipresseti coltivati; essi consentono di ricostruire l’ambiente antico, così come le impronte lasciate da due foglie (di leccio e di oleandro), rinvenute nello strato di cenere dell’eruzione durante gli scavi alle ville di Stabia.

Il percorso si conclude a Villa San Marco, a Castellammare di Stabia, dove il grande peristilio che si apriva con la vista panoramica sul Golfo era ornato da vari quadretti con paesaggi, alcuni dei quali staccati nel Settecento e conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, mentre la piscina al centro era ugualmente ornata da grandi platani, ora ripiantati.

Dalla Villa si riesce ad abbracciare con lo sguardo, oltre al Golfo, anche il Vesuvio, le cui pendici ancora parzialmente ricoperte da boschi e vigneti, come descritto dal poeta latino Marziale, delineano un paesaggio simile a quello antico, paesaggio che abbiamo il compito di tutelare e preservare per le generazioni future.


via Plinio, 4, Pompei (Napoli)

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