Borrell, da Russia e Cina disinformazione per indebolirci

'Di fronte a tali minacce ibride serve una risposta solida'

Redazione ANSA

BRUXELLES - "La pandemia da covid-19 è stata un vero e proprio test di prova per le minacce ibride, con attori statali e non statali che hanno utilizzato questa crisi di salute globale per portare avanti i propri obiettivi economici e sociali, con campagna ibride che hanno attaccato i nostri valori democratici e anche le nostre infrastrutture critiche in un tentativo di indebolire le nostre società e democrazie". Così l'Alto rappresentante Ue Josep Borrell nel corso della sua audizione alla commissione speciale del Parlamento europeo sulla disinformazione, facendo riferimento alle fake news divulgate ad esempio sui vaccini o sull'uso delle mascherine. "Ci sono stati attori come la Russia che hanno divulgato informazioni fuorvianti o false con l'intenzione di minare la fiducia e di indebolire le nostre alleanze internazionali - ha aggiunto Borrell -, mentre altri, ad esempio come la Cina hanno distorto le informazioni, hanno silenziato le voci critiche indipendenti e hanno alzato la loro voce intimidendo gli altri e limitando lo spazio per il dibattito". Di fronte "a tali minacce ibride per la sicurezza globale serve una risposta solida e una più forte cooperazione tra le nostre istituzioni", ha precisato lo spagnolo. 

"Dopo la mia visita a Mosca, in Russia è partito un macchinario di informazioni scorrette, presentandole in modo distorto", e i russi hanno "spiegato dal loro punto di vista e con mezze bugie e mezze verità che cosa era successo", ha detto l'Alto rappresentante, precisando che "quando ci sono queste narrative dobbiamo agire più in fretta ed essere preparati". Lo spagnolo ha poi ricordato che il ministro degli Esteri russo Lavrov dopo la sua visita a Mosca "ha fatto circolare molte informazioni errate". I "nostri servizi hanno studiato queste informazioni e hanno risposto puntualmente spiegando la realtà", ma ha sottolineato Borrell si è trattato di "risposte che non hanno avuto lo stesso impatto di un attacco". E la risposta a un attacco, ha concluso l'Alto rappresentante Ue, può essere una "replica con informazioni corrette, illustrando i dati e i fatti corretti".

"Nel corso della mia visita a Mosca ho chiesto al ministro degli esteri russo Lavrov innanzitutto delle nostre preoccupazioni sul caso Navalny, sottolineando come la Russia non rispetti la convenzioni sui diritti umani del Consiglio d'Europa", ha proseguito Borrell, spiegando che nel colloquio con Lavrov si è parlato anche "di tutti gli altri fronti in cui le nostre relazioni non funzionano come la disinformazione, gli attacchi ibridi e i cyberattacchi. Abbiamo discusso di tutti i punti dolenti, come i diritti umani e anche di tutto quello che la Russia fa e dei problemi che ci crea". Secondo l'Alto rappresentante Ue l'obiettivo è "interrompere questa specie di guerra e cercare di migliorare le nostre relazioni", ma, ha ammesso di "non aver incontrato grande interesse da parte delle autorità russe nel voler migliorare le nostre relazioni". "Dobbiamo contenere la Russia quando ci minaccia, dobbiamo respingere la Russia quando c'è una violazione del diritto internazionale e dei diritti umani e infine dobbiamo impegnarci con la Russia perché abbiamo un interesse nel portare avanti questo impegno".

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