Marsilio (Abruzzo), serve Agenzia Ue di coesione sociale

Proposta oggi nell'intervento al Comitato delle Regioni

Redazione ANSA

BRUXELLES - Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, è intervenuto alla riunione plenaria della Conferenza delle Regioni, anche a nome del Gruppo Ecr di cui è vicepresidente, durante il dibattito con la commissario europeo per la Coesione e le riforme, Elisa Ferreira. Con l'obiettivo di unire le forze per lanciare e attuare nuovi programmi della politica di coesione in sinergia con tutti gli strumenti per la ripresa, Marsilio ha lanciato la proposta di creare una Agenzia europea dedicata alla coesione sociale.

"Scopo qualificante dell'azione del Comitato delle Regioni, una sorta di prerequisito della sua stessa esistenza, è che lo stanziamento dei fondi risponda effettivamente alle esigenze sul campo attraverso un'alleanza per la coesione che sia in grado di interloquire con i territori - ha messo in evidenza Marsilio - Sinora ci siamo trovati a inseguire le emergenze: la pandemia da Covid 19 è il caso più eclatante, perché ha messo a dura prova le strutture sanitarie dei Paesi europei. A distanza di un anno e nella prospettiva ancora incerta circa la sua durata (penso alle difficoltà che sta incontrando la campagna vaccinale), ha provocato la perdita di migliaia di posti di lavoro e molte attività economiche hanno chiuso e sono a rischio chiusura".

Marsilio ha sottolineato che i membri del Comitato "si sono detti preoccupati per la tendenza all'accentramento dell'elaborazione e della realizzazione delle politiche evidenziata dalle misure introdotte per affrontare l'impatto socioeconomico della pandemia di Covid 19. La ripresa deve essere equa e basata sulla coesione sociale, economica e territoriale e deve coinvolgere gli enti locali nell'elaborazione dei piani per la ripresa attraverso una cooperazione strutturata con gli Stati membri".

"Questa agenzia - ha concluso il presidente della Regione Abruzzo - dovrebbe essere fornita di disponibilità finanziare adeguate in grado di monitorare costantemente lo stato di salute (in senso lato) di tutti i Paesi europei e che di fronte a una qualsiasi emergenza, a un qualsiasi cataclisma naturale, possa agire con tempestività e concretezza, saltando passaggi burocratici che renderebbero tutto più lento. L'agenzia significherebbe anche maggiore vicinanza dell'Europa alle nostre aree più vulnerabili, cosa che faciliterebbe non poco il ruolo delle Regioni che rimarrebbe quello di ponte tra le istituzioni".

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