Forniture di materiale sanitario

Redazione ANSA

Per rispondere all'emergenza Coronavirus, il Consiglio ha introdotto importanti modifiche al suo bilancio per il 2020 in modo rapido, approvando una dotazione aggiuntiva pari a 3,1 miliardi di euro lo scorso 14 aprile, confermate in tempi strettissimi dall'Europarlamento. Le risorse serviranno ad acquistare e distribuire forniture mediche, incentivare la produzione di dispositivi diagnostici, installare ospedali da campo, trasferire pazienti affinché siano curati in altri Stati membri e a rimpatriare cittadini dell'Ue bloccati all'estero.

L'Ue è impegnata anche per garantire la fornitura di dispositivi di protezione individuale come le mascherine e forniture mediche in tutta Europa. Questo avviene anche mediante stretti contatti con l'industria europea, con lo scopo convertire la produzione e accrescere la fornitura di tutte le attrezzature necessarie. Sono stati inoltre lanciati quattro appalti pubblici congiunti dal valore di 1,5 miliardi di euro per mascherine protettive e altri dispositivi di protezione individuale.

Tra i provvedimenti più importanti approvati dall'Ue, c'è anche la messa a punto di "corsie preferenziali" per agevolare la libera circolazione delle merci e delle persone che devono attraversare le frontiere, oltre a norme europee armonizzate per le forniture mediche al fine di sostenere l'aumento della produzione. Nell’ambito del Meccanismo di protezione civile europeo, l’Ue ha coordinato l'invio di squadre mediche nelle zone più colpite, ha agevolato l'approvvigionamento di dispositivi di protezione supplementari e ha attivato il centro di coordinamento della risposta alle emergenze per coordinare il sostegno 24 ore su 24, sette giorni su sette. Infine, è stata creata una “nuova riserva” comune europea di attrezzature mediche di emergenza come ventilatori, mascherine di protezione e materiale di laboratorio per aiutare i paesi dell'Ue che ne hanno bisogno.

 

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