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A Capodimonte gli Spagnoli di Napoli e Raffaello

A Capodimonte gli Spagnoli di Napoli e Raffaello

La 'Madonna del pesce' torna dopo 400 anni. Fino al 25 giugno

NAPOLI, 14 marzo 2023, 19:03

di Francesca De Lucia

ANSACheck

A Capodimonte gli Spagnoli di Napoli e Raffaello - RIPRODUZIONE RISERVATA

A Capodimonte gli Spagnoli di Napoli e Raffaello - RIPRODUZIONE RISERVATA
A Capodimonte gli Spagnoli di Napoli e Raffaello - RIPRODUZIONE RISERVATA

NAPOLI - E' tornata a Napoli dopo 400 anni la Madonna del pesce di Raffaello, dipinto-evento centrale della mostra che si è aperta al Museo e Real Bosco di Capodimonte "Gli Spagnoli a Napoli. Il Rinascimento meridionale" (fino al 25 giugno 2023, sala Causa). Il quadro, destinato alla cappella della famiglia del Doce in San Domenico Maggiore a Napoli, divenne un punto di riferimento fondamentale per gli artisti attivi a Napoli durante il Cinquecento. Fu poi trasferita a Madrid intorno alla metà del Seicento.

La mostra, curata da Riccardo Naldi e Andrea Zezza, realizzata con il Museo Nacional del Prado, propone opere di Pedro Fernández, Bartolomé Ordóñez, Diego de Siloe, Pedro Machuca, Alonso Berruguete. Stamane l'inaugurazione con il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Alla base del percorso espositivo vi è la convinzione che la fioritura d'arte di quegli anni (1503-1523) vide una strettissima connessione tra pittura e scultura della scuola locale, con opere di pittori come Andrea Sabatini da Salerno e Marco Cardisco, gli scultori Giovanni da Nola e Girolamo Santacroce.

La differenza principale tra l'esposizione napoletana e quella già allestita con successo a Madrid è il forte legame con il territorio: molte delle opere degli artisti del periodo sono presenti nelle chiese cittadine, in particolare a San Giovanni a Carbonara, nel complesso conventuale di San Severino e Sossio e anche a San Giacomo degli Spagnoli. "Napoli non è solo grandi musei, ma è un grande museo diffuso che rende la città unica al mondo", sottolinea il sindaco Gaetano Manfredi.

Per Sangiuliano (che ha aperto la mostra ringraziando il direttore Sylvain Bellenger "per la nuova testimonianza d'amore verso questo luogo") si tratta di "una grande operazione identitaria che esalta le nostre radici". Auspicando una revisione storica sul tema del rapporti tra Napoli e la Spagna: "Più che di dominazione parlerei di integrazione, di monarchia con una doppia testa, proprio per il peso che Napoli ebbe nella geopolitica dell'epoca" riflette il ministro citando gli studi di Benedetto Croce e l'idea di una "Europa di valori profondi, storia comune, arte, costumi". "Le mostre scrivono la storia dell'arte e dell'allestimento dei musei' dichiara Bellenger sottolineando la presenza nell'esposizione di "prestiti difficili, alcuni impossibili". Nel ringraziare la sua squadra, il direttore francese lancia anche un messaggio al ministro: "Dirigo una orchestra da Camera che ogni giorno deve suonare il grande concerto della Filarmonica di Capodimonte" dice riferendosi all'organico.

L'ambasciatore di Spagna Miguel Ángel Fernández-Palacios Martínez sottolinea: "Napoli sta vivendo una straordinaria stagione culturale e la Spagna, che è di casa a Napoli, vuole contribuire saldamente". Ricordando il sostegno alle mostre di Capodimonte e al rilancio delI'Istituto Caselli per la ceramica, il presidente della Regione Vincenzo De Luca aggiunge: "Napoli, città mondo, in ogni stagione ha sempre prodotto cultura ed arte arricchendo il suo carattere multiculturale" .

La mostra è realizzata in collaborazione con l'Ambasciata di Spagna in Italia e l'Ambasciata italiana a Madrid, con il Ministero dell'Interno-FEC Fondo edifici di culto e la Curia di Napoli, è finanziata grazie al progetto POC Capodimonte.

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