Piero Piccioni, la storia in musica del cinema italiano

A Roma mostra negli ex studi che il compositore aprì nel 1970

di Luciano Fioramonti ROMA

Il grande pianista che riversò la sua passione per il jazz in tante colonne sonore entrate nella storia del cinema della seconda metà del Novecento, l' inventore della via italiana alla Bossa Nova, il musicista colto e raffinato che non amava i riflettori, lo sperimentatore che ha aperto strade sonore nuove per le pellicole destinate al grande schermo, l' autore conosciuto e apprezzato più all' estero che in Italia e che, a quasi venti anni dalla morte, continua ad avere un incredibile seguito tra i giovani. C' è tutto il mondo di Piero Piccioni (Torino 1921 - Roma 2004) nella mostra aperta proprio nel giorno del centesimo anniversario della nascita nei Forum Theatre accanto ai Forum Studios, gli studi di registrazione ai Parioli che il compositore aprì con il nome di Ortophonic nel 1970 insieme con altri paladini della musica, Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Luis Bacalov ed Enrico De Melis. Piero Piccioni 100 Experience - a cura dal figlio Jason con Nicola Vicidomini e Marco Patrignani - proporrà per un mese il racconto a tutto campo della carriera del compositore costellata di successi attraverso oltre 150 fra manifesti cinematografici d'epoca, bozzetti originali, locandine e fotobuste, circa 200 dischi originali in 33 e 45 giri, più di 500 registrazioni master, fotografie, dediche delle più disparate personalità del mondo della cultura, del cinema e dell'alta società, premi, i contratti e gli accordi per i compensi delle colonne sonore commissionate in Italia e negli Stati Uniti, proiezioni e ascolti.

Le decine di grandi poster originali concessi dal collezionista Alessandro Orsucci, compongono un lungo amarcord tra le pietre miliari della filmografia italiana. Mani sulla Citta, Polvere di Stelle, Il medico della mutua, Travolti da un insolito destino…, Fumo di Londra, Camille 2000, La decima vittima, Il Dio sotto la pelle, Amore mio aiutami, Il disprezzo, La notte brava, Io la conoscevo bene, Le Streghe, C'era una volta, Cronaca di una morte annunciata, Il caso Mattei… sono tra i titoli più noti degli oltre 300 film per i quali Piccioni scrisse la musica. Con Francesco Rosi lavorò per ben 13 dei suoi 17 film, e poi Visconti, De Sica, Rossellini, Monicelli, Bertolucci, Douglas, Bolognini, Lattuada, Godard, Comencini, Pietrangeli, Elio Petri, Risi, Wertmüller, Brass.

''Da questa mostra esce l' uomo noto a pochi - dice all' ANSA il figlio Jason -. Tutti conoscono le musiche dei film di Sordi, il suo più grande amico. La sua musica si ascolta di più all' estero, però, è quella del Piccioni pioniere, le colonne sonore come Camille 2000 o Colpo Rovente, con quel sound fine anni Sessanta che oggi molti producers internazionali stanno campionando. Il Piccioni retrofuturista poco conosciuto rispetto ai brani famosissimi come Amore, amore, amore o Fumo di Londra''. La sua musica è attualissima, fa notare il figlio. ''L' età media di chi lo ascolta nel mondo è tra i 19 e i 25 anni, per l' 80 per cento negli Stati Uniti seguiti dal Giappone, Inghilterra, Francia. L' Italia è al settimo posto. E' la sua musica più sperimentale… In Camille 2000 ci sono brani di hip-hop puro, fatto però nel 1969, fusioni che vengono dal jazz e dalla musica classica contemporanea con un missaggio molto originale di ritmica batteria e basso''.

Autodidatta sofisticato del jazz - suonò negli anni 40 con uno pseudonimo di quando quel genere musicale in Italia era proibito e formò l'Orchestra 013 con Piero Morgan, Bruno Martino e Stelio Subelli che suonò pubblicamente in Piazza Esedra la notte in cui i nazisti lasciarono Roma - Piero Piccioni fu a New York l' unico jazzista europeo ad esibirsi sul palco insieme con Charlie Parker. Marco Patrignani, ceo di Forum Studios, ha osservato che Piccioni ''ha definito la strada italiana del jazz sul piano compositivo. La sua musica è autosufficiente, non ha bisogno delle immagini''. Per il giornalista e storico del jazz Adriano Mazzoletti il compositore ''sembra un musicista americano degli anni Quaranta, i suoi brani hanno pensare a Gershwin e Cole Porter''. Alla presentazione ha assistito anche l' attrice Gloria Paul, compagna di una vita di Piccioni- ''guardando le locandine mi chiedo come abbia potuto scrivere le musiche per tutti quei film'' -. Tra il pubblico c' era anche Giovanna Ralli, commossa nel ricordare di aver vinto nel 1964 il primo nastro d' argento per il film ''La Fuga'' con la sua colonna sonora. ''La sua musica - ha detto - ci accompagnerà per sempre''.

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