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Policlinico 'a rischio', da Comitato appello a consiglieri

Policlinico 'a rischio', da Comitato appello a consiglieri

A Chieti lunedì 27 Consiglio comunale straordinario su sanità

CHIETI, 25 giugno 2022, 13:44

Redazione ANSA

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Il Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti scende in campo per "difendere" il policlinico e lancia un appello ai consiglieri comunali "a mettere da parte le casacche dei rispettivi schieramenti partitici, a superare le divisioni ideologiche e le sterili polemiche da campagna elettorale per trovare una linea comune in difesa della nostra collettività e delle sue esigenze che nel campo della sanità si identificano con quelle di un più ampio territorio": ciò in vista della seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Chieti sulla sanità in programma lunedì 27 giugno. Il Comitato teme infatti il depotenziamento del nosocomio teatino, se dovessero passare le osservazioni ministeriali al piano regionale ospedaliero che prevede quattro Dea di 1° livello, comprese le strutture che attengono alle discipline più complesse, per Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo, e nessun Dea di 2° livello. "Ma da Roma - dicono dal Comitato - si insiste per un Dea di secondo livello che, stando a voci trapelate o messe in giro ad arte, dovrebbe essere quello di Pescara, con conseguente ridimensionamento di fatto degli altri nosocomi".
    Secondo il Comitato, che ricorda come la precedente Giunta regionale, con delibera del 27 maggio 2017, avesse previsto un Dea funzionale di 2° livello Chieti-Pescara "che rimase però sulla carta, al pari di un consimile Dea L'Aquila-Teramo", "se quanto temuto dovesse verificarsi, verrebbe messa a grave rischio la permanenza delle cliniche universitarie al "SS.
    Annunziata" la cui presenza, da sola darebbe, invece, allo stato attuale dei fatti titolo al nostro policlinico per aspirare a un Dea di 2° livello. E le stesse cliniche universitarie finirebbero col prendere la strada del nosocomio pescarese innestando una serie di provvedimenti a cascata con il più che probabile trasloco, nel tempo, della facoltà di Medicina, dei corsi di laurea per professioni sanitarie e delle scuole di specializzazione sulle rive dell'Adriatico".
   

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