Bosch accompagna transizione con attività R&D a 360 gradi

Stefan Hartung 'Ev da soli non bastano per migliorare ambiente'

Redazione ANSA ROMA

Da sempre impegnata nell'innovare la mobilità (si pensi al contributo decisivo dei sistemi di accensione e di alimentazione dei motori agli albori del settore automotive, e poi le grandi 'invenzioni' come l'Abs e l'Esp) Bosch deve farsi carico, quasi sempre, di 'anticipare' il progresso, così da poter fornire ai costruttori, in anticipo rispetto all'uscita dei nuovi modelli, le soluzioni high tech capaci di risolvere i problemi del rispetto ambientale, della sicurezza e del piacere di guida.
    Così, anche in tempi di pandemia e di difficoltà globali dei mercati, risulta particolarmente significativo proseguire negli investimenti per ricerca e siviluppo, che nell'esercizio 2020 - come risulta dai dati comunicati nella tradizionale conferenza stampa - sono rimasti al livello di 5,9 miliardi di euro (nel 2019 erano stati 6,1) ma con una incidenza maggiore sul fatturato (8,2% anziché 7,8%). Significativo anche che gli occupati - quasi tutti ingegneri e laureati nelle più diverse discipline scientifiche - siano passati da 72.617 unità del 2019 ai 73.172 dello scorso anno. Che il 2021, da questo punto di vista, sia un anno molto importante per il colosso tedesco dell'innovazione e dei servizi è evidente perché l'allineamento del business della mobilità con aree di importanza futura quali l'elettromobilità, la guida autonoma e le architetture future dell'elettronica richiedono enormi investimenti anticipati.
    "Bosch non può permettersi di trascurare nessun settore - ha detto all'ANSA Stefan Hartung membro del board di Robert Bosch GmbH e responsabile del settore Mobility Solutions, a margine della conferenza di bilancio 2020 - anche perché i nostri clienti ci chiedono di innovare e sviluppare tutto il ventaglio delle tecnologie, dai motori termici alla elettrificazione, dalle soluzioni 100% a batteria alle fuel cell alimentate a idrogeno". La trasformazione del mercato sta, evidentemente, condizionando il mix dei programmi e degli impegni: negli stabilimenti principali, Bosch sta ad esempio sfruttando le abilità acquisite dallo sviluppo e dalla produzione di sistemi a benzina e diesel per applicarle a nuove tecnologie quali le celle a combustibile. "Abbiamo già ricoperto oltre metà delle posizioni legate all'elettromobilità con collaboratori del settore dei motori a combustione" ha dichiarato Volkmar Denner, Ceo di Bosch. Inoltre, è stata creata una piattaforma di collocamento a livello aziendale per individuare rapidamente gli specialisti per le posizioni nelle aree di importanza futura".
    Ed è chiaro che alcuni fenomeni, come il problema delle forniture di microprocessori o lo stesso atteggiamento del mondo politico nei confronti del motori benzina e diesel, stanno influenzando le decisioni o, quantomeno, condizionando i programmi a medio termine. "E' evidente che se anche le vendite di auto elettriche, con i relativi sistemi di ricarica, viaggiassero a tutta velocità - ha detto Hartung - occorrerebbero almeno 30-40 anni per trasformare l'intero parco circolante del mondo, lasciando spazio a due gravi incertezze: l'efficacia di questo sforzo per ridurre l'impatto della CO2 e la drammatica necessità di moltiplicare le fonti di produzione dell'energia elettrica". Sul tema dei chip, Hartung ha affermato che Bosch è fortemente impegnata per programmare nuove unità produttive in Europa. "Ne parliamo a livello Ue, dobbiamo contare su una maggiore indipendenza. E l'Italia per le sue capacità potrebbe essere adatta a ospitare nuove produzioni in questo ambito".
    Come ha ricordato il Ceo del gruppo tedesco Denner, "l'elettromobilità si sta affermando come il core business di Bosch". E l'azienda sta effettuando ingenti investimenti in questo settore: solo per quest'anno sono previsti ulteriori 700 milioni di euro. Ad oggi sono già stati investiti 5 miliardi di euro nell'elettromobilità. Attualmente il fatturato Bosch dei componenti dei sistemi di propulsione elettrici sta registrando una crescita doppia rispetto al mercato, pari a quasi il 40%.
    L'obiettivo è incrementare il fatturato annuale di cinque volte, per un totale di circa cinque miliardi di euro entro il 2025. Ma per accompagnare la trasformazione Bosch punta, coerentemente, sulla neutralità tecnologica. E' il caso del settore delle fuel cell, un settore che a livello globale vale miliardi. Bosch si sta anche concentrando sul mercato in crescita dell'idrogeno: l'azienda ritiene in particolare che il settore legato all'idrogeno verde nell'UE avrà un valore di quasi 40 miliardi di euro entro il 2030, con tassi di crescita annuali del 65%. Le celle a combustibile convertono l'idrogeno in elettricità e Bosch sta sviluppando soluzioni per tutte le applicazioni. Dal 2021 al 2024 Bosch prevede di investire oltre un miliardo di euro in questa tecnologia. "Da noi in azienda si dice che non ci sono auto al mondo senza almeno un componente di Bosch - ha concluso Hartung - In futuro, questo varrà includendo anche le auto elettrificate, quelle elettriche e quelle a idrogeno. Ovunque si guarderà sotto il cofano, in Asia, Europa o Nord America, si troverà sempre il nostro marchio, l'armatura di un magnete racchiusa in un cerchio".
   

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