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Escort:difesa Berlusconi, nessun rinvio,ogni processo è diverso

Riprende procedimento, Cav imputato per induzione a mentire

(ANSA) - BARI, 21 GEN - Riprende oggi a Bari il processo che vede imputato il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi per induzione a mentire: si tratta di uno stralcio della vicenda escort sulle donne portate da Gianpaolo Tarantini nelle residenze dell'allora presidente del Consiglio dei ministri.
    Berlusconi è accusato di aver pagato Tarantini perché mentisse ai pm baresi che indagavano sulle serate a Palazzo Grazioli e Villa Certosa tra il 2008 e il 2009. Nel processo la presidenza del Consiglio del ministri è costituita parte civile.
    Nell'udienza odierna è prevista l'audizione di due testimoni dell'accusa.
    Entrando a palazzo di giustizia prima dell'udienza, l'avvocato Roberto Sisto, difensore di Berlusconi, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano come mai non abbiano ritenuto di chiedere un rinvio per le elezioni del presidente della Repubblica, come invece è stato fatto nel processo in corso a Milano, spiegando che "ogni processo è diverso dall'altro e conseguentemente può avere scelte diverse". (ANSA).
  

 

Nel processo in corso a Bari nel quale Silvio Berlusconi è imputato per induzione a mentire sono state acquisite, su accordo di accusa e difesa, le dichiarazioni del ragioniere Giuseppe Spinelli, il contabile dell'ex presidente del Consiglio citato come testimone. Spinelli è colui che, stando alle dichiarazioni rese ai pm di Milano nel febbraio 2015, avrebbe consegnato 10 mila euro a una delle donne chiamate a testimoniare nel processo barese sulle escort "apparentemente per coprire le spese di viaggio ma - si legge negli atti - finalizzati alla cosiddetta falsità giudiziale", cioè perché mentisse nel processo. La stessa cosa che, secondo la Procura di Bari, Berlusconi avrebbe fatto con Tarantini tramite Valter Lavitola: pagarlo perché mentisse ai pm baresi durante le indagini sulle escort. In apertura di udienza, inoltre, i difensori dell'imputato, gli avvocati Roberto Sisto e Valentina Bolis, hanno chiesto la trasmissione alla Camera dei deputati della richiesta di autorizzazione all'utilizzazione di 5 intercettazioni telefoniche nelle quali Berlusconi parla con Lavitola, l'ex direttore dell'Avanti ritenuto dalla Procura di Bari il tramite tra l'ex premier e Tarantini. La Procura ha quindi per il momento rinunciato alla richiesta di trascrizione di quelle intercettazioni. L'accusa, rappresentata dalla ex pm barese Eugenia Pontassuglia (attualmente sostituta della Direzione nazionale Antimafia applicata al processo su Berlusconi e già nominata procuratrice di Taranto), ha depositato anche la recente sentenza della Cassazione sul processo escort che ha reso irrevocabile la condanna di Tarantini, "ai fini - ha detto la pm in aula - della prova dell'attività di prostituzione che veniva svolta nelle residenze" dell'ex presidente del Consiglio. Nella prossima udienza del 25 febbraio sarà sentito come testimone Rafael Chavez, ex collaboratore di Lavitola, citato già per oggi ma arrivato in Tribunale in ritardo, quando l'udienza era già finita. Il processo si celebra dinanzi al Tribunale monocratico, giudice Valentina Tripaldi.

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