Teatro del Segno, 4 spettacoli a maggio per la ripartenza

Al via la stagione al TsE di Is Mirrionis, c'è anche una prima

Monologhi, ritratti d'artista e una prima nazionale: al TsE di Is Mirrionis a Cagliari, "spazio ritrovato" nella periferia metropolitana, si riparte. Sono quattro i titoli in cartellone dal 9 al 30 maggio per la stagione del "Teatro Senza Quartiere" organizzata dal Teatro del Segno. "Il teatro, per citare Grotowski, è 'ciò che avviene tra l'attore e lo spettatore' - sottolinea il direttore artistico Stefano Ledda - dopo i mesi di lockdown e la chiusura dei teatri non vediamo l'ora di incontrare di nuovo il pubblico, anche se con posti contingentati e mascherina. Con l'iniziativa Teatri Sicuri, un biglietto omaggio per chi si è sottoposto al tampone, proviamo a conciliare salute e cultura".

Si parte da "Senza Fiato. Una risata vi seppellirà. A me la fibrosi cistica. (Forse)" di e con Pierpaolo Baingiu, cronaca di un'esistenza in compagnia della rara malattia genetica, 9 maggio alle 20.30 in streaming sul canale You Tube Teatro del Segno - web. Si ritorna in sala dal 15 maggio con "Fashion Victims" di Giovanni Follesa, con Giuseppe Ligios diretto da Sonia Borsato: una commedia nera sul senso della vita e della morte al tempo della pandemia. "La moglie di nessuno. Un incontro possibile con Joyce Lussu" con Rita Atzeri, drammaturgia e regia di Virginia Martini - il 22 maggio - rievoca invece la figura della scrittrice e poetessa, partigiana e attivista attraverso lo sguardo di una donna costretta a ripensare le proprie scelte e il proprio futuro.

Debutta poi in prima nazionale il 29 e 30 maggio "Dov'è il filo?", il nuovo lavoro del Teatro Tages in coproduzione con il Teatro del Segno, con la regia di Stefano Ledda e Gennaro Ponticelli: Agostino Cacciabue e Rita Xaxa, raffinati marionettisti e burattinai, si raccontano, tra trame sospese, in un onirico viaggio dietro le quinte. La stagione si inserisce nel progetto "Teatro Senza Quartiere/ per un quartiere senza teatro", prorogato al 2026. Una importante collaborazione con la parrocchia di Sant'Eusebio e don Ferdinando Caschili, che quattro anni fa ha dato vita a un presidio culturale per il rione e per la città.
   

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