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Morto Arturo Di Modica, realizzò "Toro di Wall Street"

Arte

Morto Arturo Di Modica, realizzò "Toro di Wall Street"

Scultore siciliano vissuto negli Usa era tornato a Vittoria

PALERMO, 20 febbraio 2021, 12:32

Redazione ANSA

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 E' morto a 80 anni, a Vittoria, nel Ragusano, nella sua casa di contrada Pozzo Bollente, lo scultore Arturo di Modica, il 'papà' del celebre 'Toro di Wall Street', la famosa scultura bronzea che campeggia da oltre 33 anni davanti la sede della Borsa di New York. Un'opera che pesa circa 3,2 tonnellate, negli Usa nota come 'Wall Street Bull' o 'Charging Bull', che è formalmente 'abusiva'. Lo scultore siciliano, che ha trascorso gran parte della sua vita negli Stati Uniti, la realizzò interamente a sue spese, sarebbe costata circa 350 mila dollari, nel 1987, dopo il crollo delle quotazioni a Wall Street. E la installò, senza alcuna autorizzazione, il 16 dicembre di quell'anno proprio davanti il palazzo della Borsa di New York. Di Modica, che in quegli anni viveva negli Usa, voleva simboleggiare la forza possente e la capacità di rinascita del popolo americano nei momenti difficili, e anche della Borsa, di risollevarsi. L'opera avrebbe dovuto essere rimossa, ma dopo alcuni tentativi andati a vuoto e rimasta al 'suo' posto. E nel tempo è diventata uno dei simboli più noti degli Stati Uniti ed uno dei monumenti più visitati e fotografati di New York. Tornato in Sicilia, nella sua città d'origine, a Vittoria, Di Modica aveva costruito la sua dimora fuori città, in contrada Pozzo Bollente. Arturo Di Modica aveva lasciato la Sicilia a 19 anni per andare a Firenze, dove ha frequento la Scuola libera di nudo dell'Accademia di Belle arti. Nel 1973 ha deciso di trasferirsi a New York dove ha aperto uno studio in Crosby Street, nel quartiere di Soho.

Il 1987 è l'anno che gli ha regalato la fama con un'opera provocatoria che è diventata invece, col passare degli anni, un 'classico', un'icona di New York e uno dei simboli degli Usa. Di Modica aveva un altro sogno da realizzare e stava lavorando a un'ultima grande opera che voleva regalare alla sua città: due cavalli in bronzo da 40 metri situati uno di fronte all'altro a sormontare il fiume Ippari, opera rimasta però incompiuta. Inoltre voleva fare diventare casa sua un centro di aggregazione mondiale di artisti giovani. La sua ultima apparizione pubblica risale al settembre scorso quando i quattro candidati sindaco di Vittoria lo andarono a trovare a casa sua per pianificare questi progetti. Il suo "amore per la Sicilia e del filo indissolubile che ad essa lo legava" è stato ricordato dal presidente della Regione, Nello Musumeci. "Siciliano di fama internazionale - ha aggiunto il governatore - Di Modica aveva mantenuto la sua umiltà e dovunque era stimato e ben voluto". L'assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà, ha parlato di "giorno triste per la Sicilia e il mondo intero" e ha ricordato che "un'altra sua opera, 'Bund Bull', questa volta raffigurante un animale più giovane e rappresentante la rampante società cinese, è stata installata, nel 2010, a Shangai". La camera ardente sarà allestita a Vittoria nell'ex convento delle Grazie, vicino piazza del Popolo. La Commissione straordinaria del Comune siciliano ha proclamato il lutto cittadino per lunedì prossimo, giorno dei funerali che saranno celebrati alle 16 nella Chiesa di San Giovanni Battista.

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