Covid: non ci sono prove che si trasmetta dai cibi

Per il ministero della Salute è trascurabile il rischio di contagio da imballaggi di alimenti

Salute & Benessere Alimentazione
Chiudi  (ANSA)

 Non ci sono evidenze scientifiche che il Sars-CoV-2 si trasmetta attraverso gli alimenti crudi o cotti e il rischio di contagio da imballaggi contaminati è "trascurabile". È quanto chiarisce in un documento il Comitato nazionale sicurezza alimentare (Cnas), organo tecnico-consultivo che opera all'interno del ministero della Salute.
    In considerazione dell'importanza dell'argomento e di specifiche richieste di chiarimento avanzate dalla Sezione consultiva delle Associazioni dei consumatori e dei produttori, si legge sul documento, "la Sezione Sicurezza Alimentare ha ritenuto opportuno procedere ad un'analisi delle conoscenze attuali in merito al rapporto tra virus e alimenti". Sulla base degli studi attualmente presenti a livello internazionale, "si può concludere che non sono presenti evidenze scientifiche che permettano di affermare che il virus Sars-CoV-2 si trasmetta per via alimentare, attraverso gli alimenti crudi o cotti. In condizioni normali, non ci sono ancora prove che gli imballaggi contaminati trasmettano l'infezione e il rischio di contagio del virus Sars-CoV-2 attraverso il packaging e le superfici a contatto con gli alimenti appare trascurabile".
    A casa, pertanto, "non è necessario disinfettare gli involucri che contengono gli alimenti, ma bisogna lavare le mani dopo aver manipolato le confezioni". Infine "il lavaggio con solo acqua potabile sembra essere sufficiente per sanificare la frutta e la verdura". 
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Elizabeth Olsen, la Wanda di WandaVision, evito social e mondanità

L'attrice californiana al Filming Sardegna Festival

Lifestyle People
Chiudi  (ANSA)

Elizabeth Olsen, 32 anni, da bambina prodigio insieme alle due sorelle gemelle Mary-Kate e Ashley al ruolo di Wanda nella prima serie Marvel su Disney+, WandaVision. L'attrice californiana si racconta al Filming Sardegna Festival di Tiziana Rocca. E' sicuramente un'antidiva, una che non ama i social (ha cancellato il suo account Instagram nel 2020) e ha paura della mondanità, delle feste di Hollywood che se può evita. Ha ottenuto un grande successo di critica per La fuga di Martha, per il quale è stata nominata ai Critics' Choice Movie Awards e agli Independent Spirit Awards come Miglior attrice. È stata produttrice esecutiva della serie drammatica Sorry for Your Loss, nella quale ha recitato come protagonista e che le è valsa una candidatura ai Critics' Choice Television Awards, ma il successo internazionale è arrivato per la sua interpretazione di Wanda Maximoff (alias Scarlet) nei film del Marvel Cinematic Universe, tra cui Avengers: Age of Ultron, Captain America: Civil War, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame, riprendendo poi il ruolo in WandaVision serie originale distribuita su Disney+.

    Un po' come come ci si aspetta dal suo personaggio di Wanda, l'attrice dice di sè: "Mi piace fare solo cose che mi sembrano autentiche e vere per me stessa. E molto spesso i social più che mettere in contatto le persone vengono usati per fare soldi, per vendere qualcosa".
    I film della Marvel spiega poi: "Sono molto difficili da fare, ma sono orgogliosa di aver fatto parte di queste produzioni in cui c'è tanta gente che ci lavora come anche del risultato".
    WandaVision? "Per me è un punto di arrivo nella mia carriera. È un film di genere, una comedy che ha tirato fuori una parte diversa di me e che mi ha fatto poi anche esplorare questa parte. Comunque una grande opportunità secondo molti punti di vista. Mi sono ritrovata come in un parco giochi a mostrare qualcosa di me che non sapevo di avere".
    E ancora su WandaVision? "Credo sia un genere di intrattenimento tipicamente americano, una di quelle sit-com a cui siamo abituati, una comfort-zone da seguire da un divano".
    La Pandemia? "Grazie alla pandemia ho imparato a vivere alla giornata ad ascoltare i momenti che vivo. In quel periodo siamo tutti vissuti come un criceto dentro la sua gabbia con tanto di ruota per giocare. Per la prima volta - aggiunge la Olsen - il mondo si è fermato e credo che anche grazie a questo si è creata un'empatia tra le persone che prima non c'era". 
Cosa ama la Olsen? "Amo molto stare sul set, ma non stare in pubblico, non sono una persona mondana, non mi piace andare alle feste. Amo invece stare qui a questo festival dove si celebra il cinema, si fa promozione".
Cosa è cambiato per le donne in quest'ultimo periodo? "È cambiato molto. I produttori intanto cominciano a dare più possibilità alle donne e questo è molto bello. Ci sono più protagoniste davanti alla macchina da presa ora devono diventare altrettante anche dietro la macchina da presa e raccontare le loro storie".
Fare la regista? £Credo che la regia sia un'arte e ho ancora molto da imparare per poter affrontare una cosa così importante".   

 

Sorella minore delle gemelle Mary-Kate e Ashley Olsen, ha ottenuto un grande successo di critica per La fuga di Martha, thriller drammatico indipendente per il quale è stata nominata ai Critics' Choice Movie Awards e agli Independent Spirit Awards come Miglior attrice. È stata produttrice esecutiva della serie drammatica Sorry for Your Loss, nella quale ha recitato come protagonista e che le è valsa una candidatura ai Critics' Choice Television Awards.

Ha ottenuto il successo internazionale per la sua interpretazione di Wanda Maximoff (alias Scarlet) nei film del Marvel Cinematic Universe, tra cui Avengers: Age of UltronCaptain America: Civil WarAvengers: Infinity War e Avengers: Endgame, riprendendo poi il ruolo in WandaVision serie originale distribuita su Disney+.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Internisti, presto per dire pericolo scampato

Fadoi, tempestivi se pressione su ospedali sale. Green pass con 2 dosi

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Internisti, presto per dire pericolo scampato (ANSA) Internisti, presto per dire pericolo scampato

 "La crescita dei contagi è sotto gli occhi di tutti. Fortunatamente questo ancora non ha esercitato una maggiore pressione sugli ospedali ma è presto per dire che il pericolo è scampato perchè gli effetti in termini di ricoveri potrebbero manifestarsi fra un paio di settimane dato che la crescita è stata imponente da 7-10 giorni a questa parte".
    Così all'ANSA il presidente della Federazione dei medici internisti ospedalieri (Fadoi), Dario Manfellotto, in merito alla situazione negli ospedali rispetto all' andamento della pandemia da Covid-19 in Italia e i nuovi parametri di occupazione in terapia intensiva (10%) e area medica (15%) per far scattare la zona gialla in una regione.
    "Se guardiamo a quanto è accaduto ai Paesi che ci hanno preceduto, Gran Bretagna e Israele, questa crescita dei contagi - spiega Manfellotto - temo finisca di generare anche da noi un aumento dei ricoveri, anche se sicuramente non come quelli che abbiamo visto nelle precednti ondate".
    E sul Green pass gli internisti ospedalieri chiedono più coraggio. "Bene il certificato verde ma si deve osare di più.
    Una sola dose non basta. Perchè gli studi dimostrano che senza un ciclo vaccinale completo purtroppo la variante Delta riesce a bucare in una misura importante i vaccini, anche se non con esiti gravi della malattia. Quindi - è l'appello del presidente Fadoi - si approvi al più presto la modifica anche con la seconda dose e venga introdotto il green pass nei settori che sono stati al momento esentati, come i trasporti, perchè la tutela della salute, che poi coincide anche con la nostra economia, viene prima di qualsiasi business". E per entrare in ospedale "giusta è stata la scelta del governo di richiedere anche ai visitatori il green pass". "I medici e gli infermieri internisti che hanno avuto in cura due terzi dei pazienti Covid sono al 100% vaccinati". (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

La pittura del '300 a Padova è patrimonio Unesco

Anche Montecatini Terme nella lista Patrimonio dell'Umanità

ViaggiArt UNESCO Italia
Chiudi La pittura del '300 a Padova patrimonio Unesco (ANSA) La pittura del '300 a Padova patrimonio Unesco

Tutto il ciclo pittorico di Padova del Trecento è patrimonio Unesco: è arrivato il via libera ad entrare nella World Heritage List da Fuzhou in Cina dove si è svolta la 44ma sessione del Comitato del Patrimonio mondiale Unesco. La Padova Urbs Picta comprende tutto il ciclo pittorico degli otto edifici e complessi monumentali nel centro storico della città, tra i quali la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto, e gli affreschi del Palazzo della Ragione. E' il secondo sito Unesco della città, che è già nella lista con l'Orto Botanico.

Riconoscimento anche per Montecatini Terme: "Oggi è una giornata storica per l'Italia: Montecatini Terme è iscritto nella lista del patrimonio Unesco" dice il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, che sta partecipando in collegamento da Roma alla sessione del 44/o Comitato del Patrimonio Mondiale riunito a Fuzhou, in Cina. "Montecatini Terme - dice Borgonzoni -, che rientra in una candidatura transanazionale "The Great Spas of Europe" assieme ad altri 7 Stati, è l'esempio di sistema termale italiano unico, da tutelare e valorizzare. Il riconoscimento - conclude - è il risultato di un impegnativo percorso compiuto dal Ministero della Cultura e dal Comune". 

Con l'inserimento del ciclo pittorico di Padova del Trecento e di Montecatini Terme nella lista Unesco "sale a 57 il numero dei Siti italiani presenti nella World Heritage List, facendo dell'Italia il Paese con il maggior numero di iscrizioni nella Lista dei Beni Patrimonio dell'Umanità". Lo riferisce la Farnesina in una nota sottolineando che questo risultato "testimonia una volta di più la straordinaria ricchezza del Patrimonio culturale e naturalistico del nostro Paese". 

 "Con Padova Urbs Picta e Montecatini tra le Grandi città termali d'Europa diventano 57 i siti italiani iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale dell'umanità: insieme ai 14 iscritti nella lista rappresentativa del patrimonio immateriale dell'umanità, diventano così 71 i riconoscimenti Unesco in Italia. Padova diventa, assieme a Tivoli, una delle poche città al mondo a custodirne 2: un primato che rafforza la leadership culturale dell'Italia, ribadisce la vastità del patrimonio culturale nazionale e riconosce il ruolo delle comunità nella tutela e promozione dei propri beni". Così il ministro della Cultura Dario Franceschini.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Visite in ospedale con il Green Pass

Lo consente il decreto legge Covid appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Dl appena varato consente a parenti visite in ospedale (ANSA) Dl appena varato consente a parenti visite in ospedale

Il Green Pass sarà utilizzato anche per consentire l'accesso alle sale d'attesa dei pronto soccorso e degli ospedali. E' quanto precisa il ministero della Salute.

 "Per i parenti dei pazienti l'accesso alle sale d'attesa dei pronto soccorso e ai reparti ospedalieri" è previsto dall'articolo 4, lettera b del decreto appena varato dal governo con cui si norma l'uso del Green pass. 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Covid: 5.140 positivi, 5 vittime, risalgono le terapie intensive e i ricoveri

258.929 test, il tasso di positività scende al 2%. Boom di vaccini, trainano i giovani

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Un centro vaccinale a Roma (ANSA) Un centro vaccinale a Roma

Sono 5.140 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 5.143. Sono invece 5 le vittime in un giorno, mentre ieri erano state 17.

Sono 258.929 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 237.635. Il tasso di positività è del 2%, in lieve ribasso rispetto al 2,2% di ieri.

Tornano a salire le terapie intensive: Sono 172 i pazienti ricoverati nelle rianimazioni per Covid in Italia, 17 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 21 (ieri 10). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 1.340, in aumento di 36 rispetto a ieri.

 Nell'ultima settimana sono stati vaccinati con la prima dose o la dose unica (perché hanno già avuto il Covid) quasi 350mila under 30, 118mila dei quali giovanissimi tra i 12 e i 19 anni. Il dato si ricava dall'ultimo report del governo aggiornato a ieri dal quale emerge che le vaccinazioni tra i più giovani crescono ad un ritmo triplo rispetto a quelle degli adulti tra i 50 e i 69 anni i cui vaccinati negli ultimi sette giorni sono stati 124mila. 

In attesa di capire, la prossima settimana, che effetto avrà avuto il decreto che rende obbligatorio dal 6 agosto il green pass per accedere a tutta una serie di attività e servizi, il dato che comunque già si ricava guardando le tabelle relative all'ultima settimana è che a spingere la campagna vaccinale sono i giovani. Nella fascia 12-19, per la quale è autorizzato solo il vaccino di Pfizer, sono 1.232.932 i ragazzi che hanno fatto la prima dose o la dose unica, 117.788 in più rispetto a 7 giorni prima. Tra i 20 e i 29 anni - ai quali è stato somministrato Pfizer, Moderna e anche Johnson & Johnson - l'incremento nell'ultima settimana è di 231.180. Tra i 12 e i 29 anni, dunque, hanno fatto la prima dose o la dose unica in 348.968. Numeri ben più bassi, invece, tra i 50-59enni e tra i 60-69enni, classi di età nelle quali ci sono ancora complessivamente quasi 3,8 milioni di cittadini che non hanno fatto neanche la prima dose. Nell'ultima settimana i 50-59enni che hanno fatto la prima dose o la dose unica sono complessivamente 78.236 mentre nella fascia 60-69 sono 45.652, per un totale di poco meno di 124mila. 

"Dobbiamo usare ogni giorno e occasione per dire con forza che il vaccino è l'unica via di uscita da questa pandemia. Io dico anche che chi oggi decide liberamente di non vaccinarsi compie un atto di irresponsabilità". Lo ha detto Andrea Costa, sottosegretario al Ministero della Salute, intervenendo durante la rassegna aCourma!, organizzata a Courmayeur. "Irresponsabilità perché - ha spiegato - mette a rischio la propria vita e mette a rischio la vita degli altri. Credo che in un momento come questo dovrebbe prevalere un senso di comunità, nella consapevolezza che vaccinarsi significa mettere in sicurezza gli altri e significa fare anche un gesto di solidarietà'. "Vedete anche in questa battaglia credo che ognuno possa fare la sua parte. Perché di fronte a cittadini ancora scettici" nei confronti del vaccino anti-Covid "può essere più importante la parola di un amico, la parola un conoscente, la parola del medico di famiglia, la parola del farmacista". Lo ha detto Andrea Costa, sottosegretario del Ministero della Salute, intervenendo alla rassegna aCourma!, organizzata a Courmayeur. "Credo che veramente", ha aggiunto Costa, "c'è bisogno del contributo di tutti e ognuno può essere protagonista nel combattere insieme questa battaglia".
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Vacanze e relax, come riuscirci all'epoca dell'iper connessione

Nomofobia e tecnostress da combattere

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Con lo smartphone in ansia foto iStock. (ANSA) Con lo smartphone in ansia foto iStock.

Le vacanze estive, per chi può farle, sono per definizione una pausa, una vacatio, una sospensione dagli obblighi, e dunque le associamo al relax, allo stacco da tutto e tutti. Sono, o meglio dovrebbero, essere il momento per dedicare più tempo a se stessi, a cio' che ci fa stare bene, per recuperare energia, benessere mentale e positività e e ricaricarsi in vista della ripresa delle attività normali. Ma esiste ancora il relax nell’epoca dell’iper connessione, dei social e della continua condivisione? Cosa succede se le vacanze si trasformano in un’occasione per stare incollati ancora di più ai propri smartphone?
Ne parliamo con la dottoressa Rossella Valdrè di Guidapsicologi.it, che ci spiega come riconoscere nomofobia e tecnostress e come sfruttare le vacanze per combattere queste patologie, dandoci preziosi consigli e raccomandazioni su come mettere in pratica un vero e proprio digital detox che non si limiti esclusivamente alla vacanza, ma che si estenda invece al dopo vacanza.
In cosa consiste la nomofobia e chi sono i soggetti maggiormente colpiti?
«Nomofobia è un termine coniato di recente, che unisce l’inglese no-mobile e fobia, per indicare la fobia di restare non connessi al dispositivo cellulare, di trovarsi anche per un tempo molto breve non rintracciabili al cellulare. Diverse ricerche hanno visto che questo può dar luogo ad una vera e propria sindrome di dipendenza, analoga a tutte le dipendenze, al punto che qualcuno ha proposto di inserirla fra i Disturbi di dipendenza nel DSM V, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – una delle principali classificazioni diagnostiche in psichiatria», dice la psicologa. «Il soggetto che scivola nella nomofobia porta sempre con sé il cellulare, giorno e notte, anche quando dorme, lo controlla incessantemente alla ricerca di messaggi, risposte, news, condivisioni o altro, si allarma se non riceve nulla e si eccita, al contrario, se riceve una notifica, sviluppa ansia o anche panico se non ha il cellulare con sé, sino ad una vera e propria astinenza se ne viene privato come è tipico di tutte le dipendenze. Quanto ai soggetti più colpiti, benché oggi possa capitare a tutti, sono certamente gli adolescenti e i bambini, cioè i nativi digitali, coloro nati in un’epoca già dotata di tutte le tecnologie, ad essere più a rischio. Ciò accade non solo perché gli adolescenti sono più esperti nell’usare il mezzo, ma perché lo smartphone costituisce per loro un oggetto altamente investito sul piano affettivo e simbolico: è il mezzo con il quale si connettono al gruppo dei pari e al gruppo sociale, con il quale si scambiano opinioni, con il quale condividono su Facebook o Instagram l’immagine di sé, con il quale si controllano e si contattano reciprocamente, fino a volte all’ossessività, nei loro primi rapporti affettivi. A seconda dei contatti che ricevono, è il mezzo con cui misurano la loro autostima, o all’opposto che li può isolare dal mondo se il mondo è troppo frustrante. Tutto questo può valere anche per l’adulto, ma trova nella fragilità narcisistica dell’adolescente un terreno d’eccezione».
Il ritiro psichico. Come si manifesta, perché e quali sono i pericoli, soprattutto nei bambini «Nei bambini e negli adolescenti si può certamente parlare di un pericolo. Se usato bene, il cellulare come tutta la tecnologia può aiutare ad aumentare contatti e conoscenza e quindi a sviluppare la creatività, ma se usato al di fuori dello studio e della ricerca e per i motivi di pura ossessiva connessione detti sopra, di esasperata conferma narcisistica attraverso i social, il rischio principale è di isolare l’adolescente o il bambino, ancora peggio, in un mondo autarchico di fantasia, scollegato dalla realtà, in quello che noi psicoanalisti chiamiamo un “ritiro psichico”, che poi si nutre e si alimenta nel tempo, diventando sempre più profondo, e spiega la ragione di tanti crolli quando l’adolescente si trova ad affrontare le prime prove della vita. Il ritiro psichico illude di un mondo autocreato, onnipotente, magico, bloccando così lo sviluppo emotivo e certamente anche la vera creatività. Nelle persone più adulte il rischio è di una chiusura nell’isolamento, come difesa da una realtà evidentemente frustrante», afferma la dottoressa Rossella Valdrè. Tecnostress.Come riconoscerlo e quali sono le conseguenze
«Per tecnostress si intende in generale l’intenso stress causato dall’eccessiva esposizione agli strumenti tecnologici, in genere per ragioni lavorative. È un termine in uso soprattutto all’interno delle aziende e delle politiche del lavoro, che fu coniato per la prima volta nell’84 da Craig Brod. Da allora, si è prodotta una sufficiente letteratura e l’impatto del tecnostress sul lavoratore è certamente cresciuto; oggi, con la pandemia, abbiamo ragione di ritenere che crescerà inevitabilmente ancora. Lo si riconosce quando il soggetto trascorre un eccessivo numero di ore esposto a mezzi tecnologici, ad esempio il computer. Brod riconosceva due forme di tecnostress: quello, diciamo, del principiante, che lotta per accettare tale carico di lavoro, e quello della persona più preparata che si è identificata col mezzo. Il soggetto può sviluppare sintomi fisici da sovraccarico come insonnia, disturbi dell’appetito, ricorso all’alcool o all’eccesso di cibo, o sintomi psichici come ansia, depressione, astenia, una vasta gamma di sintomi, e un generale deterioramento della qualità di vita», continua Valdrè.
Le vacanze rappresentano potenzialmente un rischio per chi soffre di nomofobia e tecnostress
«Da un lato, la vacanza può rappresentare un rischio perché il soggetto si trova ad avere più tempo a disposizione, o perde i suoi normali punti di sicurezza e riferimento, e quindi rifugiarsi ancora di più nel cellulare e nel mondo protetto del ritiro psichico che questo comporta; ma la vacanza può anche rappresentare un’opportunità» dice la dottoressa. Come trasformare le vacanze nell'occasione per combattere la nomofobia e il tecnostress «Le raccomandazioni non sono facili, se abbiamo detto che si tratta, a livelli avanzati, di vere e proprie dipendenze. Per sottrarsi occorre avere qualcos’altro su cui investire, da cui ricavare un’altra fonte di piacere e rifornimento narcisistico: la vacanza, ma direi anche il dopo vacanza, può diventare un’occasione per allargare i propri interessi, trovare altre fonti di stimolo che possono essere sia attività, sia rapporti con persone o anche un diverso rapporto con se stessi, con la propria immagine. I bambini, che abbiamo visto essere i più a rischio, devono stare con gli adulti di riferimento e con altri bambini, non lasciati soli davanti a un cellulare, mentre per gli adolescenti il discorso è più delicato perché qui l’intervento adulto viene meno ascoltato, benché sia sempre essenziale che i genitori non si tirino indietro di fronte a un ragazzo che vive ritirato nel suo smartphone, ma facciano sentire viva la loro presenza, anche una presenza polemica. Quanto ai lavoratori che subiscono tecnostress, si tratta di modificare le politiche aziendali a favore di tempi e orari e mansioni più compatibili con le capacità umane di gestire il carico di informazioni, e di seduzione, che le nuove tecnologie comportano, tenendo conto da un punto di vista psicologico che le tecnologie avranno sempre per noi una doppia faccia, da un lato possono sviluppare capacità e creatività, ma dall’altro possono inibirle perché inducono dipendenza e ritiri psichici in soggetti fragili e predisposti», conclude la dottoressa Rossella Valdrè.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Podcast, social e Youtube, così lo studio cambia e diverte con nuovi influencer

Boom delle walking classroom, apprendimento e attività fisica

Lifestyle Teen
Chiudi Una ragazza si prepara con il podcast . foto iStock. (ANSA) Una ragazza si prepara con il podcast . foto iStock.

Social e web sono entrati ormai a gamba tesa nella scuola e con la didattica a distanza per la pandemia si sono guadagnati ulteriori spazi. Gli studenti e anche in parte gli insegnanti sfruttano i social per apprendere e formare in modo alternativo e creativo. I ragazzi guardano le lezioni su TikTok e YouTube, apprendono anche con 'bignami' live messi a punto da docenti ed esperti che piacciono moltissimo tanto da essere diventati guru dell’apprendimento con migliaia di visualizzazioni, soprattutto per le materie più ostiche, matematica ed inglese in testa. Molte le personalità più spigliate che spiegano loro le materie, insegnano i trucchi per non sbagliare più, leggono libri ad alta voce. Lo studio che diverte e fa fare attività fisica si trova sui social, i libri sono superati?
In crescita le piattaforme specializzate come Babbel, Duolingo o Aba English, le App e i podcast che permettono di apprendere anche camminando o facendo sport. Il mondo anglosassone fa largo uso di podcast per l’apprendimento, molto apprezzati soprattutto dagli studenti dei licei e universitari per materie come scienze, matematica, storia e lingue. Leader è Math Mutation, un breve podcast dedicato ai liceali divertente e facile da ascoltare che esplora angoli divertenti e strani del mondo della matematica che molto probabilmente non vengono insegnati a scuola. E’ super famoso anche Math for Primates, podcast gestito da due ragazzi, Tom e Nick, che parlano di tutto ciò che riguarda la matematica e fanno ridere a crepapelle.
In Italia è leader indiscusso di lezioni e conferenze di storia in podcast Alessandro Barbero che racconta in modo avvincente e ricco di curiosità gli aspetti più o meno noti della storia, dal Medioevo all'Età Contemporanea. E’ una vera star dell’insegnamento dell’inglese su TikTok, invece, la giovane ex maestra Norma Celletti, che a suon di #imparacontiktok si è reinventata docente con un seguito eccezionale fin dal primo lockdown del 2020. Seguono i ripassi con #ripassiamoinsieme di Sandro Marenco e una lunga serie di suggerimenti, strategie e trucchetti via Youtube per imparare nozioni e regole che sono tradizionalmente più ostiche da tenere a mente, tabelline incluse. Patrick Cherif è l'idolo dei ragazzi per le spiegazioni dei Promessi Sposi.
A scuole chiuse, negli Stati Uniti si stanno valutando i risultati dei sistemi di studio alternativi ed è recente la pubblicazione di una indagine curiosa volta a capire gli effetti delle ‘walking classroom’ praticate all’aperto col supporto dei podcast in cuffia.
Uno studio, appena pubblicato sul Journal of Physical Activity and Health e svolto alla University Of North Carolina, ha valutato la piattaforma di apprendimento in movimento più rinomata, quella messa a punto da Michael Kuczala, ideatore di @kinestheticlass e già autore del bestseller‘Training in Motion: How to Use Movement to Create Engaging and Effective Learning’, pubblicato nel 2015. Kuczala è il leader a livello internazionale dell’utilità dell’attività fisica durante l’insegnamento, training e apprendimento tramite podcast da ascoltare in cuffia. L’indagine ha osservato gli effetti dei suoi podcast di lingue, scienza e storia su 9 classi di quarta e quinta elementare di quartieri ad alto livello di povertà americani e i risultati sono incoraggianti. “Lo studio dimostra livelli più elevati di apprendimento mentre si cammina rispetto all'apprendimento da seduti. Anche le misurazioni dell'umore hanno avuto eccellenti risultati che suggeriscono come muoversi invece che stare chini sui libri può essere un vantaggio per gli studenti”, concludono i ricercatori.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Capitale cultura: 24 città candidate per il titolo del 2024

Franceschini, Sfida che innesca meccanismi virtuosi

ViaggiArt Bellezza
Chiudi Chioggia iStock.  (ANSA) Chioggia iStock.

Sono 24 le città italiane che hanno presentato la manifestazione d'interesse al Ministero della Cultura per partecipare al titolo di "Capitale italiana della cultura" per l'anno 2024. Quasi identica distribuzione geografica tra le diverse zone del Paese con 7 città al centro, 7 al nord e 10 tra sud ed isole. Adesso tutte le città partecipanti dovranno presentare il proprio progetto che sarà sottoposto alla valutazione di una commissione di sette esperti di chiara fama nella gestione dei beni culturali. La città vincitrice, grazie anche al contributo statale di un milione di euro, potrà mettere in mostra, per il periodo di un anno, i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di crescita dell'intera comunità. Il titolo di Capitale Italiana della Cultura nasce dalla vivace e partecipata competizione che culminò il 17 ottobre 2014 nella designazione di Matera Capitale Europea della Cultura 2019. L'impegno, la creatività e la passione che avevano portato le sei finaliste a costruire dei dossier di candidatura di elevata qualità progettuale convinsero il Governo a proclamare le altre cinque concorrenti, ossia Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena, Capitali Italiane della Cultura 2015 e a indire contestualmente una selezione per individuare, a partire dal 2016, la città meritevole di questo titolo. La prima prescelta fu Mantova, a cui seguirono Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018 e Parma nel 2020, titolo prorogato anche nel 2021 a causa dell'emergenza pandemica. Nel 2022 sarà Procida, mentre nel 2023 sarà il turno di Bergamo e Brescia.
    "La storia pluriennale di questa sfida ha dimostrato tutta la capacità della cultura di mettere in moto dei meccanismi virtuosi e percorsi di valorizzazione di tutte le città al di là della vincitrice" ha commentato il Ministro della Cultura Dario Franceschini.
    Ecco l'elenco delle città che hanno presentato la domanda per il 2024: Ala (Trento); Aliano (Matera); Ascoli Piceno; Asolo (Treviso); Burgio (Agrigento); Capistrano (Vibo Valentia); Chioggia (Venezia); Cittadella (Padova); Conversano (Bari); Diamante (Cosenza); Gioia dei Marsi (L'Aquila); Grosseto; La Maddalena (Sassari); Mesagne (Brindisi); Pesaro (Pesaro e Urbino); Pordenone; Saluzzo (Cuneo); Sestri Levante (Genova); Siracusa; Unione Comuni Montani Amiata Grossetana (Grosseto); Unione Comuni Paestum-Alto Cilento (Salerno); Viareggio (Lucca); Vicenza; Vinci (Firenze). 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

La 'lacrima blu' simbolo della siccità nel Sud Italia

E' il lago Pozzillo, in Sicilia, fotografata dai satelliti europei

Scienza & Tecnica Terra & Poli
Chiudi Il lago Pozzillo colpito da siccità (fonte: Ue, Copernicus Sentinel-2) (ANSA) Il lago Pozzillo colpito da siccità (fonte: Ue, Copernicus Sentinel-2)

Una piccola lacrima blu in procinto di asciugarsi: il lago Pozzillo, tra gli specchi d’acqua più grandi della Sicilia, appare così come l’emblema della siccità che sta colpendo il Sud Italia, nell’immagine acquisita lo scorso 16 luglio dal satellite Sentinel-2 di Copernicus, il programma di osservazione della Terra di Commissione Europea e Agenzia spaziale europea (Esa).

L’immagine coi suoi colori accesi permette di cogliere appieno la drammatica situazione in cui si trova attualmente il lago: all’inizio di luglio presentava un volume di 23 milioni di metri cubi, circa il 15% della sua capacità massima, all’incirca il 25% in meno rispetto al luglio 2020. Del resto il bacino, che si trova in provincia di Enna, sta fronteggiando la peggiore siccità dell’ultimo decennio, proprio come tutto il resto dell’isola: secondo i dati dell’Osservatorio ANBI sulla risorse idriche, nel luglio 2021 la Sicilia può contare su una riserva di soli 443 milioni di metri cubi d’acqua, ben 78 milioni di metri cubi in meno rispetto al 2020.

 

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Un drone a guida autonoma batte in velocità quelli con pilota

Molte applicazioni, dai soccorsi ai trasporti

Scienza & Tecnica Tecnologie
Chiudi Un drone a guida autonoma ha battuto in velocità i droni guidati da piloti (fonte: Robotics and Perception Group, Università di Zurigo) (ANSA) Un drone a guida autonoma ha battuto in velocità i droni guidati da piloti (fonte: Robotics and Perception Group, Università di Zurigo)

Per la prima volta un drone a guida autonoma ha battuto in velocità i droni guidati da piloti in carne e ossa: lo ha fatto grazie a nuovo algoritmo capace di calcolare il percorso ottimale che garantisce le migliori performance nel minor tempo possibile. Il risultato è stato ottenuto dai ricercatori dell’Università di Zurigo guidati dall’esperto italiano di robotica Davide Scaramuzza. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science Robotics, potrà avere numerose ricadute pratiche, dall’ambito dei soccorsi a quello dei trasporti.

Per essere utili, infatti, i droni devono essere veloci: a causa della durata limitata delle batterie, devono poter svolgere la loro missione nel più breve tempo possibile, adottando la migliore traiettoria con le accelerazioni e le frenate nei punti giusti. Finora nessun sistema di volo autonomo era riuscito a superare le performance ottenute dai piloti, ma il drone sviluppato da Scaramuzza ce l’ha fatta, “battendo il giro più veloce realizzato da due piloti di prim’ordine”, racconta l’esperto. La gara si è svolta su un circuito sperimentale sotto l’occhio di telecamere esterne, usate per seguire gli spostamenti del drone e per fornire le informazioni sulla sua posizione in tempo reale all’algoritmo. Per garantire una sfida alla pari, è stato consentito ai piloti di fare pratica sul circuito prima della gara, ma questo non è bastato: l'algoritmo li ha poi battuti conquistando tutti i giri più veloci e realizzando prestazioni più costanti.

Prima di portare il drone sul mercato restano ancora delle criticità da risolvere. I ricercatori stanno già lavorando per semplificare l’algoritmo (che al momento richiede quasi un’ora di calcoli per determinare la traiettoria) e per installare delle telecamere di bordo con cui monitorare il volo.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Donne e ricerca scientifica, l'Italia avanti verso la parità di genere

Studio Elsevier sulle pubblicazioni, sono il 44% nella ricerca scientifica. Poche in ruoli apicali

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi La ricercatrice Alessandra Rampazzo dell'Universit� di Padova, responsabile scientifica del progetto  che, nei test sulle cellule, � riuscito a bloccare il meccanismo molecolare della Cardiomiopatia  Artimgena del Ventricolo Destro .Padova (ANSA) La ricercatrice Alessandra Rampazzo dell'Universit� di Padova, responsabile scientifica del progetto che, nei test sulle cellule, � riuscito a bloccare il meccanismo molecolare della Cardiomiopatia Artimgena del Ventricolo Destro .Padova

In Italia quasi 5 ricercatori scientifici su 10 sono donne. Con una percentuale di presenza femminile del 44% il nostro Paese procede verso la parità di genere nel campo della ricerca. È una ottima notizia e forse a sorpresa quanto emerge dal report annuale “Gender in research” di Elsevier, uno dei più importanti editori scientifici del mondo con oltre 3000 pubblicazioni in ogni ambito scientifico. Lo studio, che prende in esame la partecipazione delle donne nel campo della ricerca in Europa e in altri 15 paesi del mondo, rivela per l’Italia una presenza femminile sopra la media Ue, con il 39%. La 'classifica' vede l'Italia con performance da podio seconda solo al Portogallo (è il paese guida sul genere) e in linea con la Spagna. La Francia è al 39%, la Danimarca 35%, Olanda 33%, Germania 32%, fuori dall'Europa l'Australia è al 39,46%. Ottime performance in Argentina e Messico. Terribilmente ultima il Giappone con il 15.22%. 
Gli ultimi cinquant'anni hanno visto enormi progressi per e dalle donne nella ricerca. Le donne ora rappresentano una quota maggiore di scienza, tecnologia, ingegneria, laureati in matematica (STEM) e medicina come mai prima d'ora, e c'è una maggiore concentrazione ed energia sulla partecipazione equilibrata, tenendo conto del genere. "Tuttavia, i nostri ultimi risultati - sottolinea Kumsal Bayazit, Chief Executive Officer, Elsevier - indicano che le disparità continuano ad esistere, con una crescita più lenta degli articoli pubblicati dalle donne, numero maggiore di donne che lasciano la ricerca e aree di ricerca poco studiate. Questo rapporto evidenzia anche che le donne non partecipano a reti di collaborazione allo stesso livello maschile, con un potenziale impatto sulla loro carriera. In media, gli uomini hanno più coautori delle donne, con una tendenza a collaborare con quelli dello stesso sesso, dimostrando che anche su questo ambito c'è lavoro da fare per affrontare i problemi che tagliano la parità tra diversità e inclusione". Gli elementi da prendere in esame sono pubblicazioni e citazioni, oltre a borse di studio e domande di brevetto: questa è 'l'impronta' che lascia il ricercatore. E gli uomini hanno un'impronta di ricerca più ampia in generale, pubblicano più delle donne, hanno assegnate più sovvenzioni rispetto alle donne, e fanno domanda per più brevetti delle donne. Questa è una tendenza - aggiunge Bayazit - evidente in tutti i paesi esaminati. Inoltre, in media, l'impatto delle citazioni del primo autore maschile nelle pubblicazioni è superiore a quello delle donne, insinuando un pregiudizio di genere nella pratica della citazione".

Verso l’uguaglianza retributiva
Non solo presenza però. L’Italia, infatti, nel settore della ricerca è avanti rispetto al resto d’Europa anche in termini di retribuzione. Il pay gender gap, seppure presente - siamo intorno a una differenza fra salario maschile e femminile del 7% circa, il settore della ricerca rispecchia comunque l'andamento dell'intera economia - è la metà rispetto alla media europea (oltre il 15%) e ancora una volta inferiore a quello della Danimarca (di poco sotto al 20%).
Ma come è messo il nostro Paese in termini di parità di genere quando si parla di discipline STEM (Scientifiche, Tecnologiche, Ingegneristiche, Matematiche)?
L'Italia procede verso l'uguaglianza nel campo della ricerca anche in questo segmento che vede aumentare con costanza le donne che firmano per la prima volta una pubblicazione, un percorso che coinvolge, seppure con ritmi di crescita diversi, anche l'intera Europa. Infatti, se in media in Ue fino al 2003 la percentuale di ricercatrici su scienza, tecnologia, matematica e ingegneria che avviavano la propria carriera restava poco sopra il 20% (negli stessi anni l’Italia era già ben oltre il 30%), oggi anche a livello europeo questa percentuale è quasi raddoppiata, arrivando al 40%, mentre il nostro paese è di poco sotto al 50%. Per quel che concerne invece esclusivamente la ricerca in ingegneria, poi, l’Italia è ben sopra la media europea: tra il 2014 e il 2018 erano donne il 25,5% dei ricercatori in quel settore, a fronte di una media Ue negli stessi anni del 20,7.
Ancora poche donne con cariche apicali
Per quanto riguarda la distribuzione dei ruoli, sempre nel settore delle discipline STEM, in Italia la rappresentanza femminile supera addirittura quella degli uomini fra i candidati ai dottorati (52%), mentre nel terziario avanzato, fra gli impiegati e i tecnici, le donne che svolgono queste professioni in Italia sono quasi il 60%, contro una media Ue di poco al di sopra del 50%. Siamo invece sotto la media quando ad essere censite sono le posizioni apicali degli istituti di ricerca, dove le donne hanno poco più del 20% di rappresentanza (il resto d’Europa è comunque sopra di pochissimi punti), o i ruoli di scienziate e ingegnere dove la presenza femminile è di poco sopra al 30%, con una media Ue oltre il 40%.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Morto il fisico Miguel Virasoro, teorico della teoria delle stringhe

Parisi, la fisica piange uno dei suoi protagonisti più brillante

Scienza & Tecnica Fisica & Matematica
Chiudi il fisico Miguel Virasoro (ANSA) il fisico Miguel Virasoro

È morto all'età di 81 anni il fisico Miguel Virasoro, uno dei principali studiosi della teoria delle stringhe, l'ambizioso modello che tende a conciliare la meccanica quantistica con la relatività generale. Nato in Argentina, a Buenos Aires, il 9 maggio 1940, Virasoro ha lavorato in Italia fin dal 1977, dove dal 1981 ha insegnato nell'Università Sapienza di Roma e dal 1995 al 2002 ha diretto il Centro Internazionale di Fisica Teorica "Abdus Salam" (Ictp) di Trieste. Ha collaborato a lungo con il fisico Giorgio Parisi, oggi presidente dell'Accademia dei Lincei, per il quale "la fisica italiana piange uno dei suoi più brillanti protagonisti e io - ha aggiunto - piango un fraterno amico e un eccezionale collaboratore".

 laureato all'Università di de Buenos Aires nel 1962, Virasoro aveva lasciato l'Argentina nel 1966, in seguito alla Noche de los Bastones Largos, lo sgombero violento da parte della polizia federale argentina, il 29 luglio 1966, di studenti e insegnanti che avevano occupato cinque facoltà accademiche dell'Università di Buenos Aires per rivendicarne l'autonomia dal governo militare del Generale Juan Carlos Onganía. Nel 1977 il trasferimento in Italia, dove ha collaborato anche con la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste e con l'Università di Torino. Attualmente era professore emerito nell'argentina Universidad Nacional de General Sarmiento.

Virasoro era noto per gli studi sulla teoria delle stringhe e per lo sviluppo di algebre di Lie a dimensione infinita; con Giorgio Parisi, alla Sapienza e con Marc Mézard, direttore dell'École normale supérieure di Parigi, ha dato un grande contributo alla meccanica statistica, e allo studio dei vetri di spin in dimensioni infinite.

Nel 2020 gli è stato assegnato uno dei maggiori riconoscimenti internazionali nel campo della fisica, la Medaglia Dirac dell'ICTP, condiviso con André Neveu dell'Università di Montpellier e Pierre Ramond della University of Florida, "per i loro contributi pionieristici all'inizio e alla formulazione della teoria delle stringhe che ha introdotto nuove simmetrie bosoniche e fermioniche in fisica".
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Tesla accetterà di nuovo i Bitcoin, la valuta risale

Si alla criptovaluta con il 50% del 'mining' ad energia green

Motori Industria
Chiudi  (ANSA)

 Nel corso della B Word, conferenza sul mondo delle criptovalute organizzata da Jack Dorsey e Cathie Wood, Elon Musk ha confermato il prossimo ritorno di Tesla nell'accettare Bitcoin per l'acquisto delle auto. Lo scorso marzo, l'imprenditore aveva fortemente criticato la criptovaluta, per per il pesante consumo di energia che comportava il suo 'mining', l'estrazione digitale di valore. Con la svolta green dei maggiori minatori, che hanno confermato di voler usare solo sistemi potenziati da energia rinnovabile, Musk è tornato sui suoi passi. "Volevo più di due dichiarazioni sulla conferma che la percentuale di utilizzo di energia rinnovabile fosse pari o superiore al 50%" ha spiegato online. "Vedo che c'è una certa tendenza all'aumento di tale numero, e in tal caso Tesla riprenderà ad accettare Bitcoin". La dichiarazione ha generato un aumento del prezzo di Bitcoin oltre la soglia dei 30.000 dollari, portando la valuta a toccare quota 32.000 dollari. Tesla aveva iniziato ad accettare pagamenti in Bitcoin per le sue auto a marzo, portando la criptovaluta al valore unitario di 46.000 dollari. Poco dopo però, il produttore di veicoli elettrici aveva sospeso i pagamenti, come conseguenza delle preoccupazioni sul rapido aumento nell'uso di combustibili fossili, per il crescere dell'energia elettrica necessaria ai processi informatici di estrazione. Il 13 giugno, Musk aveva anticipato il ritorno ai Bitcoin qualora i principali 'miners' avessero, almeno per il 50%, cominciato ad utilizzare energia pulita. 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Raduno motociclisti davanti stadio Milano, 22 multe in zona

Ritirate due patenti, un mezzo sequestrato

Motori Attualità
Chiudi  (ANSA)

Quasi 500 persone e 350 moto si sono riunite, ieri sera, nei pressi di un bar vicino allo stadio Meazza di Milano, nel piazzale dello Sport. L'assembramento, andato avanti dalle 20 fino a circa mezzanotte, è stato monitorato dalla polizia di Stato, carabinieri, Gdf e polizia locale, che durante il servizio hanno elevato 22 sanzioni per violazioni al Codice della strada. Inoltre sono stati sospesi dalla circolazione 4 veicoli, uno è stato sequestrato e 2 patenti di guida e 2 carte di circolazione sono state ritirate.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Moto:fino a 23.000 spettatori al giorno per Gp di San Marino

In pista anche la Moto3 del CEV, prevendite disponibili online

Motori Attualità
Chiudi  (ANSA)

 Via libera a 23.000 ingressi al giorno per la MotoGp a San Marino dal 17 al 19 settembre. Le decisioni di ieri del Governo, informano gli organizzatori, soddisfano quindi anche i principali protagonisti dell'evento sportivo e rendono possibile aumentare la capienza del 'Simoncelli' al Gran Premio OCTO di San Marino e Riviera di Rimini, nel rispetto delle norme di sicurezza, fino a 23.000 spettatori al giorno in tribuna. Ciò significa l'ampliamento della disponibilità di biglietti a Tribuna E, Tribuna Carro 2 e Tribuna Brutapela 2. "Lo scorso anno fu bellissimo ritrovare la gente in circuito, quest'anno speriamo si possa fare ancora meglio". Un coro univoco quello dei piloti MotoGP impegnati a inizio settimana nei testi a MWC. "È una bella notizia per le imprese, per lo sport, per tutti - commenta Luca Colaiacovo, Presidente Santa Monica SpA - e ci trova pronti ad applicare le decisioni del Governo. 23.000 posti era un format sul quale avevamo puntato per chiedere un'eventuale deroga". I prati resteranno chiusi, in tribuna saranno rispettate le distanze di un metro. Come lo scorso anno ogni tribuna avrà un parcheggio dedicato e la App MWC indicherà agli spettatori il tragitto per associarlo al biglietto nominativo acquistato e che insieme al green pass consentirà di godere in sicurezza allo spettacolo in pista. Come già organizzato per il Wsbk di giugno verranno allestiti anche i laboratori per la necessità eventuale di tamponi rapidi e al fine di agevolare gli accessi. Nel programma sportivo (17-19 settembre) si aggiunge una novità: sabato pomeriggio alle 17.15 è in programma anche la gara di Moto3 del FIM CEV Repsol, unica tappa extra spagnola del campionato. Il programma quindi prevede, oltre alle gare delle tre classi del motomondiale, anche due gare del FIM Enel MotoE e appunto l'inedito appuntamento col CEV. Sei gare complessivamente.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Strade: Anas riapre al traffico ponte sulla 125 a Arzachena

Conclusi i lavori di manutenzione

Motori Attualità
Chiudi  (ANSA)

L'Anas ha riaperto al traffico il tratto della strada statale 125 "Orientale Sarda" interessato dai lavori di manutenzione del ponte sul Rio Bucchilalgu, ad Arzachena, in Gallura.
    Gli interventi hanno riguardato il risanamento e il consolidamento dell'opera, oltre l'installazione di nuovi guardrail.
    L'apertura del tratto permette un più agile collegamento per i flussi veicolari in entrata e in uscita da Arzachena e Cannigione. Proseguono intanto gli interventi di finitura previsti dal programma dei lavori che non interferiscono con il traffico veicolare. 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

JoJob, Green Pass per i pendolari che condividono l'auto

Certificazione verde per la mobilità casa-lavoro

Motori Attualità
Chiudi  (ANSA)

Jojob, società benefit che costituisce una piattaforma di welfare completo per la mobilità dei dipendenti, introduce la certificazione verde anche per i dipendenti che fanno carpooling.
    "Quella che stiamo introducendo è una novità importantissima che permetterà ai dipendenti di viaggiare più serenamente con altri colleghi e fornirà alle aziende anche uno strumento in più di prevenzione per i luoghi di lavoro", spiega Gerard Alberto, ceo & founder di Jojob. "L'update, che verrà gradualmente rilasciato per tutte le aziende che usufruiscono di Jojob Real Time Carpooling, non esclude dal servizio i non possessori del Green Pass né tantomeno sarà obbligatorio manifestarne il possesso per ovvie ragioni di privacy. Tuttavia rappresenta uno strumento in più a disposizione di tutti nella lotta alla pandemia e siamo convinti possa contribuire al mantenimento della business continuity delle aziende italiane".
    In questo contesto, Jojob ribadisce la sua proposta di #carEpooling, ovvero di un carpooling in sicurezza: equipaggio di massimo due persone, sedute una davanti e una dietro e dotate di dispositivi di protezione individuale, con i finestrini aperti, con l'invito a igienizzare con regolarità l'abitacolo e a creare degli equipaggi stabili nel tempo. "Promuovere il carpooling aziendale - conclude Albertengo - rappresenta una scelta strategica nello scenario attuale, in cui convivono elevate misure di sicurezza a causa della pandemia e in cui è altrettanto necessario mantenere alti i livelli di produttività.
    Condividere l'auto significa abbattere i costi e le emissioni di CO2 ed, grazie al Green Pass, sarà possibile farlo con un ulteriore livello di sicurezza". 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Colonnine ricarica veicoli elettrici, accordo Acea-Piné

Piano di transizione ecologica, 52 postazioni in 5 anni

Motori Eco Mobilità
Chiudi  (ANSA)

L'amministratore unico di Acea Innovation, Valerio Marra, e il sindaco di Baselga di Piné, Alessandro Santuari, hanno sottoscritto oggi un accordo programmatico nell'ambito di una partnership di medio termine che dà l'avvio allo sviluppo progettuale del comune trentino nel segno della transizione ecologica.
    La partnership, nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità contenuti nell'Agenda 2030, prevede, come primo passo, lo sviluppo del Piano di mobilità sostenibile con l'installazione di 52 punti di ricarica per veicoli elettrici nei prossimi cinque anni nel territorio del comune. L'iniziativa si inquadra nel processo di sviluppo integrato di progetti di energy e waste transition in vista delle Olimpiadi Invernali del 2026 di cui Baselga di Piné sarà una delle sedi.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Autogrill completa cessione di attività autostradali in Usa

Tramite la controllata HmsHost, per 375 milioni di dollari

Motori Attualità
Chiudi  (ANSA)

Autogrill, attraverso la sua controllata HmsHost Corporation e dopo avere ottenuto le necessarie autorizzazioni governative oltre che il consenso dai landlord, ha completato la cessione delle proprie attività autostradali statunitensi a un consorzio controllato e guidato da Blackstone Infrastructure Partners, che include Applegreen Limited e B&J Holdings. Come reso noto al momento dell'accordo, lo scorso 31 marzo, la cessione era stata concordata per 375 milioni di dollari. L'attività autostradale statunitense di HmsHost comprende concessioni food & beverage di vari brand quali Starbucks, Burger King e Pret (che il gruppo continuerà a gestire in qualità di licenziatario in altri canali) e concessioni convenience retail, situati in circa 60 aree di servizio autostradali negli Stati Uniti. La cessione delle attività autostradali statunitensi è in linea con la strategia e le ambizioni a medio termine già rese note al mercato l'8 giugno 2021, viene evidenziato, spiegando che l'attuale guidance per il 2021, per cui era stata data una stima di perdita underlying tra i 300 e i 200 milioni, così come gli obiettivi per 2024, ovvero un'inversione di segno da negativo a positivo, includono già gli impatti di questa operazione.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Acea, boom elettriche, raddoppia quota mercato

Nel secondo trimestre 2021 sale a 7,5% da 3,5% dello scorso anno

Motori Industria
Chiudi  (ANSA)

 Nel secondo trimestre del 2021, le immatricolazioni di auto a ricarica elettrica hanno registrato un'ulteriore crescita nell'Unione Europea. La quota di mercato dei veicoli elettrici a batteria è più che raddoppiata, dal 3,5% nel secondo trimestre del 2020 al 7,5% dello stesso periodo di quest'anno, mentre gli ibridi plug-in hanno rappresentato l'8,4% di tutte le nuove auto vendute. Anche la domanda di auto ibride è fortemente aumentata durante questo periodo di tre mesi, rappresentando il 19,3% delle immatricolazioni di auto nell'Ue.
    Lo rende noto l'Acea, l'associazione dei costruttori automobilistici europei, spiegando che contestualmente si è ridotta la quota di mercato dei carburanti tradizionali (benzina e gasolio), che insieme rappresentano il 62,2% delle auto nuove vendute.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Hyundai i20 N e i30 N, emozioni garantite su pista di Monza

N-Driving Experience per scoprire 2 auto prestazionali a benzina

Motori Prove e Novità
Chiudi Hyundai i20 N e i30 N, emozioni garantite su pista di Monza (ANSA) Hyundai i20 N e i30 N, emozioni garantite su pista di Monza

Davvero apprezzabile l'atteggiamento di Hyundai che, correttamente impegnata in un equilibrato cammino verso l'evoluzione del 'prodotto' automobile e, in generale, della mobilità individuale (non dimentichiamo anche il programma per i robotaxi volanti) annuncia - a fianco delle importanti tappe legate all'offerta di modelli elettrici ed elettrificati - lavora anche sulle auto sporitve, prevedendo addirittura l'ampliamento della sua gamma N e N Line fino a 18 modelli entro il 2022 per soddisfare le esigenze di tutti gli appassionati della guida sportiva.

Non a caso il Gruppo sudcoreano è impegnato, con identico spirito innovativo, nel Campionato Rally WRC+ e nelle gare del TCR con modelli benzina e nel nuovo E-TCR con macchine completamente elettriche. Modelli di punta strategia 'prestazionale' sono la nuova i20 N - che porta il brivido del motorsport sulla gamma i20 - e la nuova i30 N, prima vettura ad alte prestazioni di Hyundai prodotta in serie, che si presenta con un design rinnovato orientato a performance, emozioni ed espressività.
Hyundai i20 N e i30 N sono state protagoniste in questi giorni dell'evento N-Driving Experience, presso il leggendario autodromo di Monza, offrendo la possibilità a clienti, potenziali acquirenti, appassionati e 'addetti ai lavori', di vivere sulla celebre pista brianzola le emozioni che solo auto con il Dna derivato dalle competizioni sanno dare.
Nuova i20 N è offre un'esperienza sportiva grazie a entusiasmanti performance e innovazioni tecnologiche che si riflettono sulla dinamica di guida.
Il propulsore turbo GDI di 1,6 litri eroga 204 Cv e 275 Nm di coppia. E' abbinato a un cambio manuale a 6 marce ed assieme a funzionalità dedicate - come Launch Control e Rev Matching - contribuisce a un'esperienza incentrata sul pilota. Hyundai i20 N può contare anche sull'N Corner Carving Differential, un differenziale meccanico a slittamento limitato (m-LSD) che garantisce una trazione ottimale e migliora l'aderenza a ogni curva, per una guida ancora più sportiva e agile.
Hyundai i30 N per la prima volta mette a disposizione del guidatore il nuovo cambio automatico doppia frizione a otto rapporti (N DCT). In configurazione Performance, il modello genera un massimo di 280 Cv e 392 Nm di coppia, così da permettere un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,9 secondi. Per regalare un'esperienza sempre più dinamica i30 N è equipaggiata con numerosi sistemi per agevolare la guida sportiva tra cui la barra di irrigidimento posteriore, che offre il massimo divertimento in pista. Ogni modello N ad alte prestazioni, inclusi i30 N, i30 Fastback N, Veloster N, i20 N e Kona N, è disegnato da esperti appassionati e progettato presso il Centro di Ricerca e Sviluppo Hyundai di Namyang. Durante lo sviluppo, le vetture vengono portate in Germania al Nürburgring, uno dei circuiti più impegnativi del mondo, per essere sottoposti a rigorosi test e verifiche. Attraverso questo meticoloso processo, la tecnologia N è nata ed è stata perfezionata. E il brand N prende appunto il nome da Namyang e Nürburgring.
L'arrivo dei nuovi modelli N e N Line includerà varianti in ognuno dei principali segmenti, per soddisfare le esigenze di tutti gli appassionati di auto. "Il nostro brand ad alte prestazioni N ha avuto un grande successo dal lancio di i30 N nel 2017- afferma Thomas Schemera, executive vice president and head of product division di Hyundai - Questa volta abbiamo deciso di sviluppare un modello ispirato alla nostra i20 Coupé WRC, che l'anno scorso ci ha portato al successo nel campionato del mondo di rally".
L'esperienza sulla pista di Monza h permesso di valutare appieno la maneggevolezza e la prontezza di risposta di Hyundai i20 N e i30 N, all'interno dei due rispettivi segmenti: la prima, con un peso di 1.190 kg offre un rapporto kg/Cv tra i migliori della categoria. Nuova i20 N è capace di una velocità massima di 230 km/h e può scattare da 0 a 100 km/h in soli 6,7 secondi. Il motore offre una curva di potenza piatta, che si traduce in alta reattività e la migliore accelerazione su strada e in pista. Nuova i20 N mantiene il massimo valore di coppia dai 1.750 ai 4.500 giri e raggiunge la potenza massima dai 5.500 ai 6.000 giri, migliorando così l'accelerazione a velocità medio-alte e offrendo costantemente elevate prestazioni nelle più diverse condizioni di guida. Grazie al rapporto di sterzo ridotto a 12.0 (dai 12.4 di Nuova i20) e l'ottimizzazione specifica del servocomando elettrico, posizionato direttamente sulla cremagliera, i20 N offre cambi di direzione diretti e precisi per una guida sportiva e un maggiore controllo del veicolo. Oltre che per le qualità del motore e del nuovo cambio doppia frizione nuova i30 N spicca per l'equipaggiamento con cerchi in lega da 18 pollici, mentre con il Performance Package offre ulteriori miglioramenti tra cui i nuovi cerchi in lega forgiati da 19 pollici a 5 razze 'calzati' con pneumatici ad alte prestazioni Pirelli P-Zero, sviluppati per questo modello, al posto dei Michelin Pilot Super Sport di serie.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Claudio Bisio, il nuovo Zelig con vecchi e nuovi comici

Il politically correct? Spero non influenzi la satira

Lifestyle People
Chiudi Claudio Bisio (ANSA) Claudio Bisio

Claudio Bisio attore, conduttore televisivo, comico, cabarettista, doppiatore e umorista italiano, questo il lungo elenco delle sue molte professionalità, non si fa mancare niente: ritorna non solo a ZELIG dopo dieci anni, c'è poi per lui la seconda stagione COPS 2 UNA BANDA DI POLIZIOTTI e anche un cameo ne VICINI DI CASA di Paolo Costella in un film targato Medusa. 
" Sì è vero torno a ZELIG dopo dieci anni in una versione nuova, tre puntate che andranno in onda su Mediaset in autunno. In realtà - dice al Filming Sardegna Festival dove riceve il premio Nanni Loy - non ho mai smesso di occuparmi di comicità in tutti questi anni come di frequentare i nuovi locali milanesi dove c'è una nuova generazione di comici molto interessante. Comici che fanno stand Up all'americana, una comicità spesso molto dura e nuova con un linguaggio molto forte".
Nelle tre puntate previste per ZELIG "abbiamo pensato - dice - di coinvolgere tutti i comici che sono nati al suo interno, compreso lo stesso Checco Zalone. Comunque - aggiunge - il ritorno di questo storico programma coinciderà anche con i 25 anni dalla prima puntata, che risale all'ottobre del 1996, e con i 35 anni dalla nascita del locale".
Come influenzerà il politically correct nella comicità? "Dal mio punto di vista si può ridere di tutto anche se io, ovviamente, ho la mia personale etica, la mia morale. Spero però non prevalga il conformismo, ma credo che poi alla fine tutto dipenderà dal pubblico".
Dei trenta anni da MEDITERRANEO di Gabriele Salvatores dice polemicamente: "E pensare che quando uscì nel 91 quel film fu massacrato. Dissero che era storicamente scorretto, ma oggi cosa dire se non: Viva a film così!".
Sfumato il film di Walter Veltroni QUANDO, causa Covid per il comico milanese ci sarà invece la seconda stagione della miniserie COPS 2 UNA BANDA DI POLIZIOTTI con la regia di Luca Miniero ambientata in Puglia.
"Quest'estate, esattamente tra tre settimane, farò poi un film Medusa di Paolo Costella, tratto da un testo teatrale spagnolo, SENTIMENTAL, che in italiano prenderà il titolo VICINI DI CASA , una sorta di Carnage girato in un appartamento di Roma con nel cast Vittoria Puccini".
Da gennaio a marzo Bisio torna poi al teatro stabile di Genova con LA MIA VITA RACCONTATA MALE di Francesco Piccolo.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Crea, in arrivo pesche dolci, croccanti e che durano

Varietà stony hard resistono sulla pianta mantenendo i benefici

Terra & Gusto Mondo Agricolo
Chiudi Crea, in arrivo pesche dolci, croccanti e che durano (Fonte: Crea) (ANSA) Crea, in arrivo pesche dolci, croccanti e che durano (Fonte: Crea)

Acquistare una pesca dolce e croccante da mangiare subito ma anche a distanza di diversi giorni tenendola perfino fuori dal frigorifero. E' il sogno nel cassetto di tanti consumatori stanchi di frutti troppo deperibili e dai sapori 'a sorpresa', due fattori che nel tempo hanno provocato una certa disaffezione. Da questo presupposto è partito il progetto di ricerca del Crea dedicato alla pesca stony hard, varietà di origine orientale caratterizzata appunto da una scarsa o nulla emissione di etilene alla maturazione. Il segreto è prolungare la durata di vita del frutto sull'albero e raccoglierlo ad uno stadio di maturazione più avanzato, il chè garantisce caratteristiche organolettiche ottimali con un'elevata dolcezza e croccantezza. Il tutto allungando il calendario di maturazione che va da inizio luglio a fine agosto.

"Le stony-hard hanno caratteristiche molto innovative rispetto a quelle in commercio", spiega all'ANSA la ricercatrice del Crea Daniela Giovannini, "la polpa è molto soda e croccante quasi come una mela, inoltre avendo un periodo di fioritura tardivo, sono meno esposte ai danni da freddo di fine inverno che nelle due ultime annate ha compromesso la produzione in molte aree". E sono proprio i dati Ismea a preannunciare la campagna 2021 tra le più complicate degli ultimi 30 anni, con frutteti falcidiati dal gelo in fase di fioritura e raccolti in calo del 10%. Sul fronte del mercato, rileva l'Istituito, la domanda è lenta con prezzi all'origine non soddisfacenti per i produttori, mentre quelli al dettaglio su livelli tali da scoraggiare gli acquisti. Dall'inizio dell''attività di miglioramento genetico per il carattere stony hard l lavoro di incrocio e selezione del Crea ha portato a perfezionale l'estetica dei frutti per forma e per colore della buccia dal bicolore rosa-rosso sfumato al rosso deciso per riconquistare il consumatore sempre più attenti al mix tra sapore ed estetica.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Škoda 1100 OHC, il sogno infranto della 24 Ore di Le Mans

Prototipo degli anni '50 pensato per le gare più 'dure'

Motori Attualità
Chiudi Škoda 1100 OHC, il sogno infranto della 24 Ore di Le Mans (ANSA) Škoda 1100 OHC, il sogno infranto della 24 Ore di Le Mans

Un bolide da 200 chilometri orari e un peso di soli 550 chili. Sono questi i due numeri principali che riflettono lo spirito della Škoda 1100 OHC, superstortiva nata con il sogno, poi naufragato, della 24 Ore di Le Mans.
Nella primavera del 1956, la casa automobilistica Plzen cominciò a costruire un prototipo di barchetta sportiva, basata su un motore 1100 a quattro cilindri e da 85 CV. La potenza era, per quei tempi, degna di nota, soprattutto se messa in relazione al peso dell'autovettura che faceva fermare l'ago della bilancia ad appena 550 chilogrammi. l motore, poi, era stato elaborato così da riuscire a funzionare soltanto con una speciale benzina ad alto numero di ottani, di derivazione aeronautica.
A distinguere la 1000 OHC dai precedenti modelli sportivi della marca, il fatto che la nuova arrivata non aveva il telaio derivato dalla produzione di serie, perché i tecnici della Škoda misero per l'occasione a punto una struttura tubolare di nuova progettazione, molto più leggera, per garantire un handling ideale anche per le gare più dure. La prima apparizione ufficiale della 1000 OHC porta la data di giugno 1958 e coincise anche con la sua prima vittoria, sul circuito cittadino di Mlada Boleslav, dove a tagliare per primo il traguardo fu il pilota Miroslav Fousek.
Oltre alla barchetta, furono costruiti anche due esemplari di 1000 OHC con carrozzeria chiusa in alluminio. Per mantenere l'elevato standard di prestazioni della versione aperta, gli sforzi degli ingegneri furono tesi a limare al massimo il peso, contenuto alla fine in soli 618 chilogrammi.
Entrambe le vetture, non riuscirono però a raggiungere l'obiettivo di partecipare alla 24 Ore di Le Mans, un po' per le complicate situazioni politiche internazionali di quegli anni e un po' a causa dei danni ingenti alla meccanica e alla carrozzeria che subirono durante le severe fasi di collaudo. Gli esperti carrozzieri e meccanici del museo Škoda sono però oggi riusciti nella ricostruzione di uno degli esemplari andati distrutti e che oggi è parte della collezione esposta allo Škoda Museum di Mladá Boleslav.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Audi Sport RS Q e-Tron elettrificato, missione Rally Dakar

Motore TFSI del DTM carica sistema propulsivo elettrico 500 kW

Motori Prove e Novità
Chiudi Audi Sport RS Q e-Tron elettrificato, missione Rally Dakar (ANSA) Audi Sport RS Q e-Tron elettrificato, missione Rally Dakar

Audi Sport ha iniziato a testare il nuovo buggy da competizione RS Q e-Tron, con cui la Casa dei Quattro Anelli affronterà nel gennaio 2022: il Rally Dakar, una delle più grandi sfide nelle gare automobilistiche.

RS Q e-Tron sarà la prima vettura racing ad utilizzare un sistema di propulsione elettrificato ad alta efficienza, che sfrutta un motore termico TFSI (lo stesso impiegato nel DTM) per generare corrente che carica la batteria ad alta tensione - pesa circa 370 chilogrammi e ha una capacità di circa 50 kWh - durante la guida funzionando nell'intervallo più vantaggioso.
È quello compreso tra 4.500 e 6.000 giri ed è tale - spiega Audi Sport - da offrire un consumo specifico di benzina ben al di sotto di 200 grammi per kWh. La trazione è naturalmente integrale e gli assi anteriore e posteriore sono dotati ciascuno di un'unità motore-generatore (MGU) simile a quella dell'attuale vettura di Formula E Audi e-Tron FE07.
Una terza unità MGU, di identico design, fa parte del convertitore di energia e serve per ricaricare la batteria ad alto voltaggio durante la guida. Inoltre, l'energia viene recuperata durante la frenata. Con questa soluzione, che combina il meglio delle tecnologie di elettrificazione applicate allo sport automobilistico, Audi punta a competere per la vittoria assoluta contro i concorrenti a motore convenzionale nel rally più duro del mondo.
"La nostra Audi Quattro è stata una svolta per il World Rally Championship. E siamo stati il primo marchio a vincere la 24 Ore di Le Mans con una propulsione elettrificata. Ora vogliamo inaugurare una nuova era al Rally Dakar - afferma Julius Seebach, Ceo di Audi Sport GmbH e responsabile del motorsport presso Audi - testando e sviluppando ulteriormente la nostra tecnologia e-Tron in condizioni estreme. Il nostro nuovo RS Q e-Tron è stato creato partendo da un foglio di carta bianco in tempi record e vuole confermare il nostro motto Vorsprung durch Technik, cioè Guidati dalla Tecnologia".
Le caratteristiche del Rally Dakar hanno richiesto agli ingegneri sfide speciali: l'evento dura due settimane e le tappe giornaliere sono lunghe fino a 800 chilometri. "È una distanza molto lunga - afferma Andreas Roos, responsabile del progetto Dakar presso Audi Spor - Quello che stiamo cercando di fare non è mai stato fatto prima. Questa è la sfida finale per un sistemo di propulsione elettrica".
La potenza massima del sistema di e-drivetrain è di 500 kW, cioè oltre 670 Cv ma quanta di essa possa essere utilizzata durante la Dakar è ancora in fase di definizione da parte degli organizzatori della gara, proprio per equilibrare la sfida con i modelli tradizionali. La soluzione 'elettrificata' offre molti vantaggi: i motori elettrici possono essere controllati in modo estremamente preciso e possono quindi garantire la massima guidabilità. Inoltre, l'energia di frenata può essere recuperata. L'Audi RS Q e-Tron necessita solo di una marcia avanti.
I due assi non sono collegati meccanicamente al sistema propulsivo, e il software sviluppato da Audi si occupa della distribuzione della coppia tra di loro creando così un differenziale centrale virtuale e liberamente configurabile, cosa che permette di risparmiare peso e spazio.
Anche esteticamente, Audi RS Q e-Tron differisce in modo significativo dai buggy Dakar a motore convenzionale. "Il veicolo ha un aspetto futuristico e ha molti elementi di design tipici di Audi - afferma Juan Manuel Diaz, Team Leader of Motorsport Design di Audi - Il nostro obiettivo era quello di simboleggiare il motto Vorsprung durch Technik e il futuro del nostro marchio".
La partecipazione alla Dakar Rally prevede la collaborazione con Q Motorsport. "Audi ha sempre scelto percorsi nuovi e audaci nelle corse, ma penso che questa sia una delle auto più complesse che abbia mai visto - afferma il team principal Sven Quandt - La propulsione elettrica significa che molti sistemi diversi devono comunicare tra loro. Oltre all'affidabilità, che è fondamentale nel Rally Dakar, questa è la nostra più grande sfida nei prossimi mesi". Quandt paragona il progetto Dakar di Audi al primo sbarco sulla luna: "Allora, gli ingegneri non sapevano davvero cosa sarebbe accaduto. Per noi è la stessa cosa: se finiremo il primo evento Dakar, sarà già un successo".
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Peugeot 9X8 Hypercar, la sportiva disegnata per correre

Due esemplari al FIA World Endurance Championship 2022

Motori Prove e Novità
Chiudi Peugeot 9X8 Hypercar, la sportiva disegnata per correre (ANSA) Peugeot 9X8 Hypercar, la sportiva disegnata per correre

Peugeot ha alzato il velo sulla nuova 9X8 Hypercar di ultima generazione, vettura da competizioni nel FIA World Endurance Championship (FIA WEC) nel 2022.
    Alimentato da un propulsore ibrido con trasmissione a trazione integrale, questo prototipo iper-efficiente si inserisce nella strategia Neo-Performance di Peugeot, orientata alle prestazioni responsabili delle sue vetture stradali e da corsa.
    Il lavoro del team di ingegneri di Peugeot Sport e di Peugeot Design si è unito come mai prima d'ora per produrre la 9X8 che, grazie alle sue linee fluide, all'assenza di un alettone posteriore e alla forte identità del marchio, annuncia una nuova era nell'automobilismo sportivo. Le soluzioni tecniche innovative che racchiude e il suo portamento felino sono caratteristiche inconfondibili di Peugeot.
    La Peugeot 9X8 - l'ultima nata del marchio nelle gare di resistenza - è l'erede diretta della Peugeot 905, vincitrice della 24 Ore di Le Mans nel 1992 e nel 1993, e della Peugeot 908, vincitrice della classica francese nel 2009. Il nuovo prototipo è destinato a continuare il lungo coinvolgimento del marchio nel motorsport di livello mondiale con vetture altamente competitive e caratterizzate da un'identità di marca forte e immediatamente riconoscibile.
    La Peugeot 9X8 è un progetto guidato dal marchio in conformità con la sua visione Neo-Performance che si basa sulla combinazione di un pedigree sportivo premium con l'eccellenza stilistica, l'efficienza e la competenza tecnologica che può essere portata sulle auto da strada.
    Le forme e le caratteristiche aerodinamiche della 9X8 sono frutto dell'apporto congiunto degli ingegneri di sviluppo che lavorano sotto la responsabilità del direttore Tecnico di Peugeot Sport Olivier Jansonnie e del team di progettazione guidato dal direttore del Design Matthias Hossann.
    Il loro approccio è stato disciplinato dal regolamento elaborato dalla FIA (Fédération Internationale de l'Automobile) e dall'ACO (Automobile Club de l'Ouest) per la nuova classe Le Mans Hypercar (LMH) che subentra alla vecchia categoria LMP1 delle gare di endurance.
    Il nome fonde la nozione di patrimonio con quella di lungimiranza: il "9" continua la serie utilizzata dal costruttore per le sue recenti auto da corsa di endurance di punta, ovvero la Peugeot 905 (che ha corso dal 1990 al 1993) e la 908 (dal 2007 al 2011), entrambe diventate icone del marchio; la "X" si riferisce alla tecnologia a trazione integrale e al powertrain ibrido della Peugeot Hypercar, che incarna la strategia di elettrificazione del marchio nel mondo delle corse.
    L'"8" è il suffisso utilizzato per tutti gli attuali nomi dei modelli Peugeot, dalla 208 e 2008, alla 308, 3008, 5008 e, naturalmente, la 508 che è recentemente passata per le mani degli ingegneri e dei designer che hanno creato l'Hypercar per diventare la prima auto con il marchio Peugeot Sport Engineered.
    Due Peugeot 9X8 parteciperanno al FIA World Endurance Championship 2022. (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Mercedes Sprinter, il large van con gamma diesel efficiente

Generazione di motori OM654 offre comfort più elevato

Motori Componenti & Tech
Chiudi Mercedes Sprinter, il large van con gamma diesel efficiente (ANSA) Mercedes Sprinter, il large van con gamma diesel efficiente

Sprinter, il large van di successo di Mercedes-Benz Vans, amplia la gamma dei motori. Dalla fine dello scorso anno, infatti, lo Sprinter Furgone e la variante Autotelaio a trazione posteriore sono già disponibili con il motore diesel quattro cilindri OM654 della gamma Mercedes-Benz Cars. Tutte le altre varianti seguiranno in autunno. In questo modo il comfort di marcia a bordo dello Sprinter nel 2021 migliorerà sensibilmente.
    In particolare, la generazione di motori OM654, classificata come Euro VI-E o Euro 6d secondo la norma sulle emissioni, offre un comfort più elevato in termini di rumorosità e vibrazioni.
    Nello Sprinter, quindi, si viaggia immersi in un piacevole silenzio e le fastidiose vibrazioni sono state ridotte al minimo.
    Alloggiamento in alluminio e pistoni in acciaio, processo di combustione con camera di combustione a gradini, rivestimento delle superfici di scorrimento dei cilindri Nanoslide per diminuire l'attrito all'interno del motore, ricircolo dinamico dei gas di scarico a vie multiple e post-trattamento dei gas di scarico in prossimità del motore: tutto questo consente livelli ridotti di consumi e basse emissioni. Essendo posizionato vicino al motore, il post-trattamento dei gas di scarico opera con una ridotta perdita di calore ed in condizioni di funzionamento vantaggiose.
    A seconda della variante di trazione e carrozzeria scelta, il motore OM654 è disponibile per lo Sprinter in quattro livelli di potenza: 84 kW (114 CV), 110 kW (150 CV), 125 kW (170 CV) e 140 kW (190 CV).
    Ma c'è un'altra novità: Mercedes-Benz coniuga il propulsore da 2,0 litri con il cambio automatico 9G-TRONIC. L'innesto manuale è comunque ancora possibile grazie al cambio meccanico a 6 marce. Ulteriori dettagli sull'OM654 usato nello Sprinter saranno disponibili in autunno, quando avranno inizio le vendite.
    Dal 2020, inoltre, lo Sprinter è disponibile anche con trazione elettrica a batteria. L'eSprinter è in grado di coprire l'intera gamma di applicazioni della logistica urbana, a zero emissioni locali. 
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Audi RS3, al via le prevendite di Sportback e Sedan

Compatte sportive dei 4 anelli nelle concessionarie da ottobre

Motori Prove e Novità
Chiudi Audi RS3, al via le prevendite di Sportback e Sedan (ANSA) Audi RS3, al via le prevendite di Sportback e Sedan

Prende il via in Italia la prevendita delle nuove Audi RS 3 Sportback e Audi RS 3 Sedan.

Oltre che per il design ancora più sportivo rispetto alle precedenti generazioni, i due modelli si distinguono per le prestazioni garantite dall'abbinamento del propulsore a 5 cilindri 2.5 TFSI da 400 CV e 500 Nm, alla trazione integrale quattro con tecnologia RS Torque Splitter. Porta d'accesso al mondo RS e, RS 3 Sportback e Sedan, possono contare sul propulsore che per nove anni consecutivi è stato insignito del titolo di miglior motore nella categoria da 2 a 2,5 litri dalla giuria del premio 'International Engine of the Year' e in grado di erogare una coppia massima di 500 Nm, contro i precedenti 480 Nm.

La potenza massima di 400 CV è ora disponibile sin da 5600 giri/min, anziché da 5850 giri come in passato, così che la compatta ad alte prestazioni dei quattro anelli scatta da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi, ovvero un tempo inferiore di ben 3 decimi rispetto al precedente modello, con lo zampino della funzione launch control. La velocità massima, autolimitata, è di 250 km/h, elevabile a richiesta a 280 km/h oppure, optando per il pacchetto RS Dynamic plus, comprensivo dei freni carboceramici e delle sospensioni a regolazione adattiva DCC, a 290 km/h. Per la prima volta, l'impianto di scarico è dotato della gestione totalmente variabile delle valvole, così da consentirne aperture parziali che valorizzano ulteriormente il timbro del 2.5 TFSI.

Il sistema Torque Splitter, invece, è quello incaricato di ripartire la coppia tra le ruote posteriori attivamente e in modo totalmente variabile, garantendo a nuova Audi RS 3 un comportamento tendenzialmente sovrasterzante e una gestione precisa della trazione integrale quattro. La nuova tecnologia si avvale di due frizioni elettroidrauliche a lamelle: una per ciascun semiasse al retrotreno. Adottando uno stile di guida sportivo, in percorrenza di curva il sistema distribuisce la spinta tra le ruote posteriori incrementando la coppia sulla ruota con maggiore aderenza, quella esterna alla traiettoria, scongiurando l'insorgere del sottosterzo. In rettilineo, l'azione delle frizioni garantisce invece l'operato della trazione integrale quattro e la coppia viene indirizzata a entrambe le ruote posteriori.

Il drive select consente di scegliere tra 7 programmi, dei quali tre totalmente inediti. Alle modalità comfort, auto, dynamic ed efficiency si aggiungono i nuovi setup RS Individual, RS Performance ed RS Torque Rear. La configurazione RS Performance, in particolare, nasce per garantire il massimo feeling e prestazioni di riferimento in pista in abbinamento agli pneumatici semi-slick Pirelli P Zero Trofeo R, per la prima volta disponibili, a richiesta, come primo equipaggiamento entro la fine del 2021. Proposte in otto tinte carrozzeria, tra le quali le Grigio Kemora e Verde Kyalami, Audi RS 3 Sportback e Audi RS 3 Sedan raggiungeranno le concessionarie italiane nel corso del mese di ottobre con prezzi a partire da 60900 euro per la hatchback e 64000 euro per la berlina a quattro porte.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

7 tappe per le Dop Valtellina Casera e Bitto

Disponibile nei punti turistici la guida "I Sentieri di gusto"

Terra & Gusto Prodotti Tipici
Chiudi 7 tappe per le Dop Valtellina Casera e Bitto (Fonte: Consorzio Tutela dei formaggi Bitto e Valtellina Casera) (ANSA) 7 tappe per le Dop Valtellina Casera e Bitto (Fonte: Consorzio Tutela dei formaggi Bitto e Valtellina Casera)

Sette tappe alla scoperta dei borghi più belli della Valtellina per un viaggio alla scoperta delle Dop Valtellina Casera e Bitto: è quanto propone il Consorzio Tutela dei formaggi Bitto e Valtellina Casera con la guida "Sentieri di Gusto" finalizzata in particolare a scoprire i luoghi e i segreti di produzione attraverso rotte turistiche non consuete. L'iniziativa consente nel particolare di scoprire terrazzamenti storici della Valtellina e borghi come Chiuro o Morbegno e i luoghi di produzione del Valtellina Casera, "il re dei formaggi valtellinesi di latteria", e del Bitto, il re dei formaggi di alpeggio estivo, prodotto con latte appena munto e lavorato nelle baite a 1400 metri di altezza. I percorsi, raccontati attraverso una cartina e a disposizione dei turisti nei punti informativi e negli enti turismo locali, saranno fruibili online anche da smartphone e tablet. "Gli itinerari del gusto - afferma Vincenzo Cornaggia, presidente del Consorzio Tutela dei formaggi Bitto e Valtellina Casera - rientrano all'interno della campagna di promozione 'Alle origini del Gusto' e nel piano strategico di investimenti sul territorio per il biennio 2021-2022 del valore complessivo di 600 mila euro, annunciato lo scorso maggio". "Il nostro obiettivo - aggiunge - è sviluppare un'offerta turistica a 360 gradi di un territorio che conta quasi 1.200 attività ricettive e che nel 2019, pre-pandemia, aveva registrato tre milioni di presenze con un aumento di quasi un terzo rispetto al 2017, grazie ad una offerta che si sviluppa principalmente tra Madesimo, Bormio con le fonti termali, e Livigno, valorizzando anche l'offerta gastronomica che i nostri allevatori, produttori e stagionatori, piccole e grandi aziende zootecniche, latterie di paese e moderni caseifici offrono, portando avanti una tradizione millenaria". 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Renault Megane E-Tech, anche la berlina attacca la spina

Dopo la station wagon, arriva anche la berlina ibrida plug-in

Motori Prove e Novità
Chiudi Renault Megane E-Tech, anche la berlina attacca la spina (ANSA) Renault Megane E-Tech, anche la berlina attacca la spina

Dopo la station wagon, anche la versione berlina di Renault Megan e-Tech attacca la spina. La nuova versione ibrida plug-in del modello, sul quale la casa francese punta molto per il prossimo futuro, anche in vista della versione elettrica che verrà e che sarà basata su una piattaforma completamente nuova, si ripresenta in scena e questa volta è 'ricaricabile', con il cavo e con la motorizzazione E-Tech Plug-in Hybrid 160, ovvero con una potenza combinata di 160 CV.

Il modello è anche quello che beneficia del recente restyling, pensato per offrire un design rivisitato, interni più ergonomici e moderni, così come anche migliori tecnologie in termini di connettività, multimedialità e dispositivi di assistenza alla guida.
    Giunta alla sua quarta generazione e con qualcosa come sette milioni di unità vendute a partire dal 1995, la nuova Megane è anche la sesta vettura della gamma E-Tech lanciata dal marchio d'oltralpe. "Il nome E-Tech - ha commentato Francesco Fontana Giusti, Direttore della Comunicazione di Renault Italia - sarà alla base di tutto il nostro futuro elettrificato e Megane avrà un ruolo da protagonista". La nuova motorizzazione è stata concepita per consentire la massima versatilità, ma anche di scoprire una nuova esperienza di guida e nuove performance. Sul fronte del propulsore, Megane è dotata una batteria di trazione e una trasmissione smart che consente di sfruttare in modo ottimale entrambe le fonti di energia disponibili (elettrica e termica). Affiancato da una batteria da 10,4 kWh e due motori elettrici, il quattro cilindri da 1.6 l consente di circolare in modalità elettrica fino a 50 km in ciclo misto (WLTP), così da poter circolare senza consumare carburante nei percorsi quotidiani, ma anche partire per lunghi viaggi senza il pensiero della ricarica.
    L'avviamento avviene sistematicamente in modalità elettrica e la motorizzazione E-Tech Plug-in Hybrid consente, in ciclo urbano WLTP e secondo quanto dichiarato da Renault, di risparmiare fino al 70% dei consumi rispetto ai motori termici equivalenti. In ciclo misto WLTP, i consumi dichiarati partono da 1,3 l/100 km, mentre le emissioni di CO2 partono da 29 g/km.
    Due, sono gli allestimenti disponibili, ovvero Business E-Tech Plug in Hybrid, con un prezzo a partire da 36400 euro e R.S.Line, con una caratterizzazione più sportiva e un prezzo a partire da 39150 euro. Per la versione station wagon Megane Sporter, sempre nei due allestimenti, servono 1000 euro in più.

   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Citroën, tetto panoramico su gamma urban per massimo comfort

Dalla piccola Ami alla Grand C4 SpaceTourer

Motori Componenti & Tech
Chiudi Citroën, tetto panoramico su gamma urban per massimo comfort (ANSA) Citroën, tetto panoramico su gamma urban per massimo comfort

Citroën mostra una costante attenzione al tema del comfort, con l'obiettivo di offrire un benessere globale ai suoi clienti. Sono numerosi i modelli nella gamma Citroën che propongono differenti soluzioni per dare una maggiore luminosità all'abitacolo, con il tetto panoramico che diventa anche apribile. Tra i diversi fattori che contribuiscono a rendere sereno per tutti gli occupanti ogni momento a bordo di una vettura Citroën, la luce ricopre un ruolo importante, come testimoniano le ampie superfici vetrate laterali con il grande parabrezza, ed una opzione che viene richiesta con sempre maggiore frequenza: il tetto panoramico.
La luminosità porta il buon umore, e dopo mesi di confinamento negli spazi domestici amplifica quella voglia di evasione che non si è mai sopita, tutt'altro. Fare entrare luce nell'abitacolo è un obiettivo primario per Citroën, come testimonia l'iconico tetto pieghevole in tessuto della leggendaria 2CV. Nel tempo la tecnologia ha portato importanti sviluppi, come sulla concept car Xanae del 1994 con il suo tetto di vetro che illuminava tutto l'interno. Il più recente Citroën 19_19 Concept è addirittura ispirato al mondo dell'aeronautica, con la sua cabina totalmente vetrata dalla eccezionale visibilità in tutte le direzioni.
Oggi, nella gamma della marca, che si tratti di un oggetto di mobilità urbana come Ami - 100% ëlectric oppure di una spaziosa monovolume, lo sguardo sul cielo viene costantemente considerato fondamentale nella carta delle opzioni con cui la Marca arricchisce le dotazioni dei propri modelli.
I più recenti veicoli arrivano ad offrire in opzione il tetto in vetro panoramico apribile, un equipaggiamento che oltre ad amplificare la percezione di spazio a bordo, vuole proporre una sensazione di continuità verso l'esterno, per un viaggio all'insegna della libertà.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Vendemmia: Mipaaf, on line vademecum per adempimenti e norme

Bussola per gli imprenditori. Più controlli

Terra & Gusto Mondo Agricolo
Chiudi Vendemmia: Mipaaf, on line vademecum per adempimenti e norme (ANSA) Vendemmia: Mipaaf, on line vademecum per adempimenti e norme

Con l'inizio della vendemmia torna on line sul sito del ministero delle Politiche agricole il vademecum dell'Icqrf, l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, a cui tutti gli operatori del settore potranno fare riferimento per le indicazioni relative ai principali adempimenti da fare, alle norme e alle disposizioni applicative.

Una vera e propria bussola che comprende quest'anno una sezione dedicata ai documenti di accompagnamento che scortano i trasporti dei prodotti vitivinicoli; dal 1° gennaio 2021, infatti, sono entrate a pieno regime le norme Ue e nazionali che, in particolare, regolamentano l'utilizzo dei moderni strumenti informatici a tutela dell'autenticità dei documenti stessi e, di conseguenza, della rintracciabilità delle produzioni. L'icqrf in questo periodo dell'anno intensificherà i controlli nel settore per prevenire e contrastare comportamenti non conformi alle disposizioni poste a tutela delle delicate fasi della raccolta e movimentazione delle uve, delle operazioni di trasformazione e della circolazione dei prodotti e dei sottoprodotti vitivinicoli ottenuti. L'Italia, primo produttore del mondo di vino, ha reso operativo il registro telematico del vino già dal 2017, rivelandosi uno strumento fondamentale non solo per i controlli, ma anche per le statistiche di settore (Cantina Italia), a vantaggio dell'intera filiera. Le verifiche dell'Ispettorato saranno effettuate su tutto il territorio nazionale e particolare attenzione sarà rivolta anche ai prodotti provenienti dall'estero con controlli stradali, ferroviari e sui porti. 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Nuovo disciplinare di produzione per il prosciutto di Norcia

Per "l'assoluta trasparenza" della tracciabilità del prodotto

Terra & Gusto Prodotti Tipici
Chiudi  (ANSA)

Approvato all'unanimità dall'assemblea ordinaria dei soci del Consorzio di tutela dell'Igp del prosciutto di Norcia il nuovo disciplinare di produzione. "Le integrazioni apportate - ha spiegato il presidente Pietro Bellini - sono un passo importante per i consorziati che in questo modo coronano un intenso lavoro che si è protratto per circa un anno con un confronto democratico, di qualità e di grande passione e partecipazione a testimonianza dell'amore verso questo settore da parte di imprese operanti, eredi e figli di questa terra, patria della norcineria italiana.

Attraverso le regole del nuovo disciplinare si va a migliorare ulteriormente la qualità del prosciutto di Norcia Igp, si rafforza la compagine consortile e si è più attrezzati per le sfide future dei mercati nazionali ed esteri". Il nuovo disciplinare, dopo 20 anni dalla prima redazione, conferma il percorso intrapreso dal Consorzio - si legge in un suo comunicato -, rivolto alla qualità, identità, sicurezza e sostenibilità. Le modifiche apportate al disciplinare consentono al Consorzio di allinearsi alla nuova politica comunitaria seguendo la strategia farm to fork, un piano "ambizioso" pubblicato dalla Commissione europea, che ha tra l'altro l'obiettivo di "cambiare il sistema agroalimentare in modo tale da garantire ai cittadini europei l'accesso a cibi sani e sostenibili". Il Consorzio di Tutela, attraverso il nuovo disciplinare, ha voluto garantire "l'assoluta trasparenza" della tracciabilità del prodotto nei confronti del consumatore, ad esempio con l'apposizione di un sigillo metallico su ogni coscia, sulla quale compare in rilievo la sigla Ctpn, Consorzio di tutela del prosciutto di Norcia, e la data di inizio lavorazione; il sigillo è conformato in modo tale che, applicato con idonea sigillatrice, risulta inamovibile. Questo marchio identificativo - spiega ancora il Consorzio - contribuisce sia alla qualificazione della materia prima che all'identificazione e alla rintracciabilità sia in fase produttiva sia di commercializzazione dell'Igp Prosciutto di Norcia, rappresentando un ulteriore elemento di valorizzazione del prodotto e di tutela per il consumatore. 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Pnrr: Patuanelli, il futuro della nostra agricoltura è nelle eccellenze

"Purtroppo vedo una pulsione verso un'agricoltura omogenea, che porta verso il cibo sintetico"

Terra & Gusto Istituzioni
Chiudi  (ANSA)

"Il futuro della nostra agricoltura è mantenere alta la capacità di produzioni distintive e di eccellenza del nostro Paese. Purtroppo vedo una pulsione verso un'agricoltura omogenea, che porta verso il cibo sintetico.

Quindi penso che la protezione dei nostri sistemi produttivi debba partire da qui". A dirlo, il ministro per le politiche agricole Stefano Patuanelli, oggi ospite di Rainews24.

"Le risorse e i progetti ci sono - dice - La Pac post-2020 avrebbe potuto essere migliore, ma abbiamo ottenuto alcuni elementi necessari per continuare a investire in agricoltura" cui si aggiungono "le risorse per il Piano nazionale di ripresa e resilienza che serviranno a rafforzare alcune fragilità, come la produzione di agro-enegie" ma anche per "il rafforzamento della logistica e l'innovazione". 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Il 95% dei britannici sceglie l'agroalimentare italiano

Trend positivo del Made in Italy nonostante Covid e Brexit

Terra & Gusto In breve
Chiudi  (ANSA)

Nonostante la pandemia e la Brexit, l'Italia mantiene un trend positivo nelle esportazioni verso la Gran Bretagna, a differenza di altri membri dell'Unione europea.

A rilevarlo è un'analisi di Osservatorio Food - centro di raccolta e analisi dati di Food, società editoriale multicanale specializzata nell'agroalimentare italiano. Dal report economico risulta che centrale per lo sviluppo delle esportazioni italiane è il ruolo dei Big Retailer: il 95% degli shopper britannici acquista infatti prodotti italiani al supermercato.

Con l'analisi viene rilevato che pasta secca (95%), sughi per la pasta (67%) e formaggio (60%) sono in cima alle preferenze d'acquisto. Gli analisti registrano che più di due consumatori su cinque comprano prodotti made in Italy anche all'interno di negozi specializzati, optando soprattutto per caffè, vino, prosciutti e formaggi. Il 66% dei britannici indica la cucina italiana tra le top tre preferite a livello globale, un dato che sale al 70% se si considerano solo le risposte degli under 55 anni. Nel 2020- sostengono i ricercatori- le esportazioni italiane di prodotti agroalimentari e bevande verso il Regno Unito hanno raggiunto quasi i 3 miliardi di sterline, registrando, dopo una "flessione nei primi mesi dell'anno, una ripresa e un incremento dell'1,7% rispetto al 2019 e il food in particolare ha segnato +5,37%." Il trend è trainato dalla Grande distribuzione organizzata (Gdo)- Per il 2021 la Brexit, partita il 1° gennaio di quest'anno, ha fatto invece registrare un'iniziale battuta d'arresto: a gennaio le importazioni italiane sono arretrate del 12,8%, mentre a febbraio si è registrata una sostanziale stabilità (-0,4%), in un contesto di calo generalizzato. 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Via a percorso per Dop a caciocavallo podolico

Riunite associazioni allevatori di alcune regioni del Sud Italia

Terra & Gusto Prodotti Tipici
Chiudi  (ANSA)

Le associazioni degli allevatori di Basilicata, Calabria, Campania e Puglia, con il supporto del Dipartimento qualità agroalimentare (Dqa), si sono riunite a Potenza per condividere un percorso che possa portare al riconoscimento della denominazione di origine protetta (Dop), al caciocavallo podolico.

Il caciocavallo podolico - è scritto in una nota dell'Ara Basilicata - "è una rinomata eccellenza casearia che può rappresentare il punto da cui far ripartire l'intero comparto zootecnico del Mezzogiorno, soprattutto nel settore dell'allevamento condotto al pascolo".

Il direttore del Dqa, Michele Blasi, ha spiegato che "occorre un lungo e minuzioso lavoro preparatorio, ed è anche importante poi, una volta ottenuta l'attestazione continentale, continuare ad operare per difendere e soprattutto promuovere l'economia e l'immagine del prodotto".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Dacia si conferma leader mercato Gpl: Sandero al 1/o posto

Bene anche le consegne Duster

Motori Industria
Chiudi Dacia si conferma leader mercato Gpl: Sandero al 1/o posto (ANSA) Dacia si conferma leader mercato Gpl: Sandero al 1/o posto

Con 33.506 veicoli immatricolati (+44,5%) ed una quota di mercato del 3,41% (-0,18pt), Dacia si posiziona all'undicesimo posto sul mercato totale, riuscendo a mantenere un buon posizionamento malgrado le difficoltà che l'intero mercato si è trovato ad affrontare nel primo semestre a causa della scarsa disponibilità di materie prime e semiconduttori che hanno impattato sul ritmo di produzione.
    In questo contesto, la marca si posiziona al settimo posto per la vendita di autovetture a privati posizionando ben 2 modelli nella Top 10, Sandero al quarto posto con 15.613 vetture e Duster al nono posto con 12.468 veicoli.
    Dacia si conferma protagonista indiscussa del mercato Gpl, consolida inoltre la sua leadership con 22.086 immatricolazioni (+170,7%) ed una quota di mercato del 37,17%. Considerando esclusivamente le vendite di autovetture a privati, la quota di mercato oltrepassa il 40% con oltre 19.000 immatricolazioni. Sul gradino più alto del podio del mercato Gpl a privati troviamo la Sandero con 11.026 immatricolazioni ed una quota del 22,44% ed al secondo posto il Duster con 8.665 immatricolazioni ed una quota del 17,64%. 
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Federalimentare, Green pass sui ristoranti è il male minore

Il rischio di chiudere ancora non può essere ammesso

Terra & Gusto In breve
Chiudi  (ANSA)

"Il green pass per entrare nei ristoranti al chiuso è il male minore tra le scelte che sono state messe sul tavolo. Non possiamo permetterci che i ristoranti chiudano ancora perché questo metterebbe in ginocchio sia il settore dell'Horeca, che tutta la filiera alimentare, legata al settore della ristorazione a filo doppio". È quanto dichiara Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, a commento del nuovo decreto sul green pass varato ieri. Vacondio sottolinea che "quello di chiudere i ristoranti è un rischio che non possiamo più correre perché ci è già costato troppo".

"Naturalmente - aggiunge il presidente di Federalimentare - ci auspichiamo che tutto torni alla normalità il prima possibile e che non ci siano più restrizioni ma nel frattempo, con questa nuova misura, speriamo di eliminare completamente il rischio della chiusura così che sia l'Horeca - che nel nostro Paese copre un terzo della torta dei consumi alimentari nazionali ed è l'unico segmento in salute sul mercato alimentare interno nell''ultimo decennio - sia l'industria alimentare possano tornare a crescere. Le premesse - sostiene Vacondio nel merito - ci sono tutte, produzione +5% nei primi 5 mesi dell'anno, export, +3,8% nei primi 4 mesi dell'anno e fatturato sono in crescita, ora è fondamentale tutelare il settore. Il green pass è una parte importante di questa tutela". In una nota Federalimentare ricorda che "l'Horeca nel 2020 ha perso quasi 30 miliardi e l'industria alimentare, di conseguenza, è stata duramente colpita visto anche che i prodotti con maggiore valore aggiunto, dove cioè la redditività è più alta, sono dedicati proprio al settore della ristorazione". (ANSA).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Bugatti Divo, consegnato ultimo dei 40 modelli prodotti

Ogni modello è diverso e realizzato anche su gusti del cliente

Motori Attualità
Chiudi  (ANSA)

L'ultimo esemplare di Bugatti Divo è stato consegnato in Europa, a tre anni dal debutto pubblico della hypercar. Presentata nell'agosto 2018 al Concours d'Elegance Pebble Beach, l'auto ha un prezzo base di 5 milioni di euro e, anche se nata con numerosi elementi in comune con la Chiron, ha una carrozzeria completamente ridisegnata. Sotto al cofano, invece, il propulsore è lo stesso 8,0 litri W16 con 1479 CV a disposizione.

Ai tempi, le previsioni di Hendrik Malinowski, direttore delle vendite e delle operazioni di Bugatti, erano che tutte le 40 unità della Divo sarebbero state vendute nel giro di poco tempo. Infatti, dopo un periodo di sviluppo di due anni, le consegne dei clienti sono iniziate nell'agosto 2020 e solo un anno dopo tutte le 40 unità della Bugatti Divo avevano trovato un nuova casa.

Secondo quanto fatto sapere da Bugatti, ogni Divo è completamente su misura, con molti clienti che optano per caratteristiche di produzione su misura, contribuendo personalmente alla realizzazione con le loro idee di design.

L'ultimo esemplare di Divo consegnato, per esempio, è verniciato con una tinta blu brillante, combinata ai cerchi in carbonio blu scuro e oro metallizzato. Per l'interno, il proprietario ha optato per i colori principali French Racing Blue e Deep Blue, con elementi in carbonio grigio opaco.

Per quanto riguarda il futuro della produzione a marchio Bugatti, dopo il recente annuncio a proposito dell'accordo sottoscritto dalla casa automobilistica e da Rimac, è stato confermato che il primo EV di Bugatti sarà presentato prima della fine di questo decennio.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Auto elettriche, migliorano anche il carattere del guidatore

Indagine Kia: si viaggia più rilassati imparando a programmare

Motori Sotto la Lente
Chiudi Auto elettriche, migliorano anche il carattere del guidatore (ANSA) Auto elettriche, migliorano anche il carattere del guidatore

Anche se, fondamentalmente, un'auto elettrica si guida come una vettura con motore a combustione, l'esperienza quotidiana di utilizzo è molto diversa e genera nuove abitudini tra i conducenti. Si evidenziano soprattutto nuovi atteggiamenti anche nei confronti di uno stile di guida e di innovazioni - come le App per pianificare i viaggi - che possono riguardare (e migliorare) anche il rapporto con le automobili benzina o diesel. Lo conferma una ricerca che è stata realizzata da Kia Iberia e che ha tenuto conto dei feedback dei clienti che hanno acquistato una Bev della Casa sudcoreana. Si scopre, ad esmpio, che il guidatore di un auto elettrica pianifica prima il viaggio: anche se nella vita di tutti i giorni, quasi nessuno percorre così tanti chilometri per scaricare la batteria. E inoltre i modelli elettrici Kia hanno autonomia molto elevate.
    Si impara però che al momento d'intraprendere un viaggio più lungo - per lavoro o, in questa stagione, per andare in vacanza, è necessario programmare il percorso e le eventuali ricariche.
    In questo caso la App Kia Charge rende tutto più semplice, e fa sembrare banale questo radicale cambiamento nelle abitudini.
    Con l'auto elettrica si scopre anche che può essere utile approfittare delle occasioni - normalmente trascurate con i modelli tradizionali - per ricaricare la batteria. Oggi gli utenti di Bev (è stato rilevato nell'indagine) guardano a supermercati, centri commerciali, aree ricreative, a o ristoranti che dispongono di colonnine pubbliche. E di solito scelgono quelle destinazioni per poter fare il 'pieno' di energia mentre fanno la spesa o trascorrono del tempo libero.
    Chi è al volante di un modello elettrico guida poi più rilassato. La scorrevolezza e la silenziosità sulla strada, i bassi consumi di energia e lo spirito ecosostenibile creano un'atmosfera nell'auto che induce a guidare con meno fretta e aggressività al volante. La stessa valutazione può essere fatta per luso più fluido dell'acceleratore e per il minore utilizzo del freno. Si impara in fretta che una forte pressione sul pedale dell'acceleratore, in tante situazioni non serve a nulla.
    I guidatori 'elettrici' si abituano in fretta a lasciare che l'auto prenda gradualmente velocità.
    Lo stesso vale per i rallentamenti: il sistema di recupero dell'energia delle auto elettriche garantisce un efficace decelerazone quando si toglie il piede dall'acceleratore. Nei modelli Kia la modalità 'One Pedal' attiva il massimo recupero di energia in frenata, ed è possibile guidare senza usare quasi mai il pedale del freno in condizioni di guida normali. Questa buona abitudine ha una ricompensa in quanto il cruscotto delle Kia mostra i chilometri 'risparmiati' dalla strategia di recupero e quindi aggiunti - gratuitamente - alla carica della batteria.
    Chi guida un'auto elettrica impara anche ad utilizzare - in misura maggiore rispetto a chi ne dispone su un modello benzina o diesel - i sistemi di regolazione della dinamica di marcia. E' frequente che l'automobilista personalizzi l'esperienza di guida in base alle proprie esigenze, passando ad esempio alla modalità Eco quando è stata consumata metà dell'autonomia disponibile.
    Al volante di una Bev ci si dimentica anche del problema cambio: l'accelerazione e la spinta sono assolutamente lineari, senza variazioni o strappi, e questo permette di concentrarsi sulla strada e sul traffico. Azzerato anche lo stress da rumore: molti conducenti di auto elettriche confessano che, in certe situazioni - come in città nelle notti d'estate, attraversando un parco naturale, o su una strada costiera - amano viaggiare con i finestrini abbassati, per sentendo come l'auto scivola sull'asfalto con il solo suono dell'aria e delle gomme.
    L'indagine di Kia ha evidenziato però un nuovo problema, sconosciuto con i modelli benzina e diesel che si 'fanno sentire': molti conducenti di auto elettriche temono che pedoni o ciclisti possano non averli notati. Un timore che è superato, però, utilizzando un modello elettrico Kia, che da tempo è dotato dei dispositivi di 'avviso sonoro' (denominati Avas) e che sono diventati obbligatori dallo scorso primo luglio .
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Agriturist, incertezze legate al Covid non aiutano le vacanze

Registrato un calo di presenza straniera, soprattutto americana

Terra & Gusto In breve
Chiudi  (ANSA)

"Luglio e agosto registrano il tutto esaurito in alcune zone del Paese, mentre altre stentano e risentono del calo del turismo straniero. L'incertezza sul futuro certamente non aiuta a conciliare la voglia di vacanze con l'emergenza sanitaria. La paura spinge molti stranieri a discendere lo Stivale con la propria auto, fornendo un'opportunità per scoprire le nostre aree interne. Sarà un'altra estate anomala e continueremo a navigare a vista, sperando che a settembre la situazione migliori e arrivino gli americani e gli inglesi, che telefonano per informarsi". E' quanto dichiara Augusto Congionti, presidente di Agriturist (Confagricoltura), facendo un bilancio dell'andamento delle prenotazioni nei 24.000 agriturismi italiani.

Ad oggi, secondo l'analisi sul turismo di Agriturist, "gli stranieri sono diminuiti e, con il dibattito ancora aperto su come arginare le nuove varianti del Covid, si registra a macchia di leopardo perfino qualche disdetta". Agriturist fa presente che "gli americani si contano sulla punta delle dita e pochissimi sono gli inglesi nel Belpaese". In particolare - sostiene Agriturist - "in Toscana, loro terra prediletta, sono stati sostituiti da svizzeri, francesi, tedeschi, belgi e olandesi che raggiungono anche il 50% delle presenze". Arrivano, invece, al 30% - segnala l'associazione dell'agriturismo - in Puglia e al 50% in Liguria dove, con gli italiani, si registra il tutto esaurito fino a fine agosto. Con lo studio viene certificato in particolare che tiene la Sicilia, apprezzatissima dal turismo prevalentemente nazionale.


Bene anche la Calabria. Positivo l'andamento in Umbria dove la fisiologica diminuzione degli stranieri è stata sostituita da famiglie italiane. Premiate soprattutto le strutture vicine al mare nelle Marche e in Campania. Nel Lazio bene la ristorazione e le attività all'aria aperta. (ANSA).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

A scuola no all'isolamento dei contatti, basta un test rapido

Studio inglese, analisi quotidiana riduce del 40% assenze

Salute & Benessere Sanità
Chiudi tamponi a scuola (ANSA) tamponi a scuola

Se a scuola c'è un positivo al Covid non è necessario isolare tutta la classe, ma basta fare test rapidi tutte le mattine e mettere in quarantena gli eventuali positivi. Lo afferma uno studio, ancora non pubblicato, dell'università di Oxford, secondo cui questa procedura non fa aumentare i contagi e nello stesso tempo riduce i giorni di scuola persi di quasi il 40%.

Sin dallo scorso marzo le scuole inglesi hanno offerto il test rapido a tutti gli studenti due volte alla settimana, con i positivi costretti ad autoisolarsi insieme ai contatti stretti per 10 giorni. Questo sistema però ha portato ad esempio la scorsa settimana alla perdita di un milione di giorni di scuola, a fronte di appena 47mila contagi. Per verificare una via 'alternativa' i ricercatori hanno arruolato 200 scuole secondarie, di cui metà ha continuato con le policy attuali, mentre nell'altra metà ai contatti stretti è stato chiesto di eseguire il test tutti i giorni, ma continuando ad andare a scuola.

Al termine dello studio le assenze sono state il 39% in meno, scrivono gli autori, e il test giornaliero si è rivelato efficace quanto l'isolamento per controllare la diffusione del virus. L'1,5% dei contatti stretti nel gruppo di quelli testati è risultato poi positivo, mentre tra quelli a casa la percentuale è risultata dell'1,6%. "I dati mostrano che la maggior parte dei bimbi che entrano in contatto con il Covid-19 nelle scuole non si infetta - spiega David Eyre, uno degli autori, alla Bbc -. Il test quotidiano ha identificato la maggior parte di quei pochi in cui è successo, che sono stati isolati, permettendo agli altri di rimanere a scuola". (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Aifa, nel 2020 +11,6% prescrizioni di psicofarmaci a under 17

Cresce soprattutto consumo antipsicotici, anche tra gli adulti

Salute & Benessere Medicina
Chiudi  (ANSA)

Cresce il consumo di antidepressivi e antipsicotici nell'anno della pandemia, e cresce in particolari tra i bambini. "Nel 2020 la prevalenza d'uso degli psicofarmaci nella popolazione pediatrica è stata pari allo 0,3%, con un tasso di prescrizione di 28,2 per 1000 bambini, in aumento dell'11,6% rispetto all'anno precedente". In particolare, tra gli under 17 "gli antipsicotici sono i farmaci che registrano l'aumento maggiore delle prescrizioni (+17,2%) rispetto all'anno precedente. E' quanto emerge dal Rapporto Osmed 2020 sull'Uso dei Farmaci in Italia, presentato oggi dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa).

Il ricorso agli psicofarmaci presenta un andamento crescente per età, raggiungendo il massimo nella fascia 12-17 anni di età, nella quale si registrano un tasso di prescrizione di 65 per 1000 bambini e una prevalenza dello 0,71%. Analizzando le prescrizioni per sottocategoria di farmaci, la prevalenza d'uso maggiore si osserva per gli antipsicotici (0,19%), con un numero di confezioni pari a 15,7 per 1000 bambini, a cui seguono gli antidepressivi, con una prevalenza d'uso di 0,14% e la prescrizione di 8,1 confezioni per 1000 bambini, e i farmaci per l'ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione Iperattività) con una prevalenza pari a 0,06% e una prescrizione di 4,4 confezioni per 1000 bambini.

Anche negli adulti gli antipsicotici hanno visto un aumento importante. Dal 2014 al 2020 il consumo è "aumentato di oltre il 20% passando da 8,3 nel 2014 a 10,1 dosi giornaliere nel 2020.

Mentre in termini di variazione media annuale si rileva un aumento del 3,3%". In media, per ogni cittadino, la spesa è stata pari a 4,87 euro con un aumento del 2,1% in confronto al 2019 (+4,2% in termini di dosi). Tra le Regioni "si notano importanti differenze": "la Sardegna ha un consumo quasi doppio rispetto alla Lombardia e, in generale, in quasi tutte le Regioni del Centro-Sud, ad eccezione della Campania, vi è un maggior ricorso a questi farmaci rispetto al Nord". (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Ducati Panigale V2, serie speciale dedicata a Troy Bayliss

Serie limitata celebra primo dei 3 mondiali vinti su Ducati

Motori Due Ruote
Chiudi Ducati Panigale V2, serie speciale dedicata a Troy Bayliss (ANSA) Ducati Panigale V2, serie speciale dedicata a Troy Bayliss

Una Ducati Panigale V2 speciale e dedicata al pilota Troy Bayliss. Porta impresso il numero 21, quello del leggendario pilota che proprio quest'anno celebra il ventennale dalla conquista del Campionato Mondiale Superbike 2001 in sella a due ruote di Borgo Panigale. Per omaggiare la carriera del pilota australiano, Ducati a deciso di dedicargli una versione speciale della Panigale V2, prodotta in serie numerata e che celebra il primo dei tre titoli WorldSBK vinti da Bayliss. Nasce così la Ducati Panigale V2 Bayliss 1st Championship 20th Anniversary.
   

Il legame tra Bayliss e Ducati Corse nel Campionato Mondiale Superbike è stato siglato negli anni con 52 vittorie, 94 podi e tre titoli mondiali (2001, 2006 e 2008) conquistati con tre moto diverse: le bicilindriche 996 R, 999 R e 1098 R. Troy Bayliss è stato anche l'unico motociclista nella storia capace di vincere in MotoGP e nel WorldSBK nella stessa stagione (2006).
    Il nome della nuova moto è stato scelto direttamente dal pilota, che ha contribuito attivamente anche alla creazione del concept grafico. Realizzata partendo dalla base della Panigale V2, la versione Bayliss 1st Championship 20th Anniversary si caratterizza per la speciale livrea , la cui grafica si ispira a quella della 996 R che nella stagione 2001 ha accompagnato Bayliss alla conquista del suo primo titolo mondiale.
    Il rosso Ducati è il colore principale della moto e si unisce al verde e al bianco in un tributo all'italianità della casa motociclistica bolognese, mentre sui lati e sul frontale spiccano l'iconico numero 21, numero di gara di Troy Bayliss, e il logo Shell, che rafforzano visivamente il legame con la moto da corsa. Sul serbatoio è riprodotto l'autografo di Troy, mentre sulla piastra di sterzo in alluminio ricavata dal pieno sono riportati il nome della moto e la numerazione progressiva di questo modello unico.
    Per rendere la moto ancora più efficace nella guida in pista, Ducati ha scelto di dotare la Panigale V2 Bayliss 1st Championship 20th Anniversary della componentistica Öhlins . La forcella NX30 e l'ammortizzatore posteriore TTX36 garantiscono massima scorrevolezza e sono progettati per ottenere le migliori prestazioni in circuito. L'ammortizzatore di sterzo, poi, grazie alle regolazioni di cui è dotato, permette di personalizzarne la taratura adattandola allo stile di guida e alle caratteristiche del tracciato.
    Rispetto alla versione standard, la Panigale V2 Bayliss 1st Championship 20th Anniversary è anche più leggera di 3 kg, grazie all'adozione della batteria agli ioni di litio e alla scelta della configurazione monoposto che richiama esplicitamente il look della moto da gara (sella passeggero e pedane sono disponibili nell'equipaggiamento a corredo). La Panigale V2 Bayliss 1st Championship 20th Anniversary sarà disponibile nei concessionari della rete Ducati a partire da fine settembre 2021 al prezzo di 20990 euro. 
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Aifa, nel 2020 calato del 21,7% l'uso degli antibiotici

+23% per i vaccini antinfluenzali mentre i farmaci usati per il Covid crescono dell'8,5%

Salute & Benessere Sanità
Chiudi  (ANSA)

Nel 2020 c'è stata una riduzione del consumo degli antibiotici rispetto al 2019 del 21,7%, "che potrebbe essere attribuita alla modifica dei modelli organizzativi e alla diffusione delle mascherine, che possono aver ridotto la trasmissione delle infezioni batteriche". Mentre sono cresciuti i consumi del vaccino antinfluenzale (+23,6%), "grazie a un aumento dell'adesione alla campagna vaccinale nel corso del periodo pandemico". A evidenziare come la pandemia abbia influenzato, anche indirettamente, il consumo di medicinali in Italia, è il Rapporto Nazionale sull'Uso dei Farmaci in Italia, presentato oggi dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa).

Resta stabile la spesa farmaceutica nazionale totale è stata nel 2020 pari a 30,5 miliardi di euro. La spesa pubblica, con un valore di 23,4 miliardi, ha rappresentato il 76,5% della spesa farmaceutica complessiva ed è rimasta pressoché stabile rispetto al 2019 (-0,8%). La spesa per i farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche è stata di circa 13,5 miliardi di euro (222,87 euro pro capite), stabile rispetto all'anno precedente. Nel 2020 la spesa per farmaci a carico del cittadino ha raggiunto i 5,7 miliardi di euro circa, stabile rispetto al 2019. Le benzodiazepine, contraccettivi e farmaci utilizzati nella disfunzione erettile si confermano le categorie a maggiore spesa. I farmaci cardiovascolari sono quelli per cui si è speso di più (49 euro pro capite) nel canale della spesa farmaceutica convenzionata, mentre i farmaci antitumorali sono stati tra quelli per i quali hanno speso di più le strutture pubbliche.



Nel 2020 +8,5%consumo di quelli usati per Covid

Nel 2020, l'anno dello scoppio della pandemia di coronavirus, il consumo dei farmaci utilizzabili nell'ambito del trattamento del Covid-19 si è attestato a 20,7 dosi per 1000 abitanti al giorno, pari al +8,5% in confronto al 2019. In particolare le eparine, ovvero farmaci anticoagulanti, hanno rappresentato quasi la metà dei consumi e circa un terzo della spesa. A seguirle i corticosteroidi, ovvero antinfiammatori steroidei, come il metilprednisolone e il desametasone. 

 

6 su 10 hanno almeno 1 prescrizione
Sempre nel 2020 poco più di 6 cittadini su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione di farmaci. E i consumi crescono con l'aumentare dell'età, tanto che la popolazione con più di 64 anni ha assorbito oltre il 60% della spesa e circa il 70% delle dosi. I farmaci più prescritti si confermano gli antinfettivi per uso sistemico e quelli per l'apparato respiratorio, entrambi in riduzione rispetto al 2019. Mentre al terzo posto, con un incremento del 4,2% si collocano i farmaci del sistema nervoso centrale.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Geronimo Stilton, il famoso topo diventa allenatore per le Olimpiadi

Tra imprevisti e gag allenatore di una squadra fuori forma

Lifestyle Teen
Chiudi  (ANSA)

    Geronimo Stilton, direttore de l'Eco del Roditore, il giornale più famoso dell'Isola dei Topi, viene selezionato come allenatore per le Olimpiadi. Chi lo avrebbe mai detto che tra le tante avventure con cui si è misurato ci sarebbe stata anche questa? A sceglierlo la squadra di staffettisti di Rocca Robiola che si presenta piuttosto scalcagnata e fuori forma, ma piena di voglia di partecipare. Non sarà facile l'impresa per Geronimo come scopriamo nel libro 'Un Coach per le Olimpiadi', pubblicato da Piemme in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2021, che si aprono il 23 luglio.
    "Gli atleti di Rocca Robiola sognano le Olimpiadi e hanno scelto proprio me come coach! Ma io non sono un vero allenatore... e loro sono davvero fuori forma! Per mille mozzarelle, riusciremo a qualificarci?" si chiede Stilton.
    Destinato ai bambini dai 7 anni, ma un po' per tutti, è un volume con tante idee anche per giocare e divertirsi con gli amici e soprattutto per scoprire quanto sia importante lo spirito di squadra. "Dopotutto, cari amici roditori, è proprio questa la cosa più bella dello sport: non i trofei, non le vittorie, ma l'incredibile magia di essere una squadra! Parola di Stilton" dice Geronimo che vive a Topazia, la capitale dell'isola dei Topi. Ad aiutarlo nel difficile incarico di coach che lo vede, tra imprevisti e buffe gag, portare avanti gli allenamenti, la famiglia Stilton. E così gli improbabili e insospettabili atleti diventeranno sempre più bravi e faranno capire che tutto quello di cui avevano bisogno erano solo i consigli giusti e un pizzico di fiducia in più in loro stessi! Ma riuscirà alla fine la squadra di Stilton a qualificarsi per le Olimpiadi? Nel tempo libero, Geronimo colleziona antiche croste di formaggio del Settecento, ma soprattutto adora scrivere libri dal successo eccezionale: pubblicati in 51 lingue, hanno venduto 37 milioni di copie soltanto in Italia e 175 milioni in tutto il mondo.
    In 'Un Coach per le Olimpiadi" anche brevi notizie su quando sono nate le Olimpiadi, che cos'è la fiaccola olimpica e sulla cerimonia di apertura dei giochi.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Mercedes S 580 e 4Matic, l'ammiraglia diventa ibrida plug-in

Con model year 2022 debuttano novità e opzioni delle Maybach

Motori Prove e Novità
Chiudi Mercedes S 580 e 4Matic, l'ammiraglia diventa ibrida plug-in (ANSA) Mercedes S 580 e 4Matic, l'ammiraglia diventa ibrida plug-in

Mercedes ha scelto la sua ammiraglia Classe S per portare al debutto la quarta generazione del sistema di propulsione ibrida ricaricabile che prevede l'impiego del motore benzina 6 cilindri in linea M 256 da 367 Cv in combinazione con un'unità elettrica da 110 kW (150 Cv) per una potenza complessiva di 510 Cv.
  

  Nonostante la mole, la nuova versione S 580 e 4Matic vanta un consumo combinato record di 1,5-1,1 litri per 100 km ed emissioni di CO2 comprese fra 33,0 e 26,0 g/km. Di spicco anche il nuovo sistema elettrico, che sopporta ricarica sia AC che DC a 11 kW o fino a 60 kW, e che permette un'autonomia completamente elettrica di oltre 100 chilometri (WLTP) in questo caso con velocità autolimitata a 140 km/h.
    Questa nuova ibrida plug-in è disponibile su ordinazione, sia nella versione a passo corto che lungo, con un prezzo che in Germania parte da 123.736 euro. La gamma della Classe S è stata recentemente arricchita con l'aggiunta dell'altra variante 'green' Mild Hybrid S 580 4Matic che utilizza un motore V8 benzina con sistema avviamento-generatore integrato di seconda generazione e rete di bordo a 48 Volt. Il consumo di carburante combinato in questo caso è di 10,6 - 10,0 litri per 100 km, con emissioni di CO2 combinate comprese fra 242 e 228 g/km. La sistemazione della batteria nel veicolo è stata migliorata rispetto al modello precedente, in quanto il bagagliaio non ha più un gradino e offre l'apertura per un carico passante. Tra le novità del model year 2022 ci sono anche le nuove vernici (blu nautico metallizzato, bianco cashmere designo magno, oro kalahari metallizzato designo e grigio selenite magno designo) e diversi pacchetti di personalizzazioni, come la consolle centrale con finitura nera effetto cristallo a linee tratteggiate.
    A richiesta Mercedes Classe S (nelle versioni con impianto elettrico a 48 Volt) può essere ottenuta con il sistema di sospensione attiva E-Active Body Control - abbinato alle sospensioni pneumatiche Airmatic di serie - per offrire maggiore confort di guida e agilità. Il sistema regola individualmente le forze della molla e dell'ammortizzatore su ciascuna ruota, contrastando non solo il rollio, ma anche i movimenti di beccheggio e sollevamento. Le caratteristiche innovative includono la possibilità di sollevare il corpo vettura al momento di un impatto laterale. In combinazione con Road Surface Scan e la funzione Curve Cornering, offre un livello di confort ancora più elevato.
    Debutta anche la preinstallazione per il trasferimento della chiave digitale, un nuovo servizio di Mercedes Me che rende la Classe S pronta per il car sharing. Il proprietario può sbloccare il veicolo a distanza tramite una App. Una chiave di scorta conservata all'interno viene quindi temporaneamente attivata e chi è autorizzato può avviare il veicolo.
    Mercedes Classe S porta al debutto anche nuove opzioni di sicurezza e confort dei sedili posteriori già presenti nelle Maybach Classe S. Si tratta dell'assistente interno MBUX per i posti posteriori (in combinazione con l'MBUX nella parte anteriore) che, tra l'altro, rileva la presenza di passeggeri in quei sedili facendo estendere automaticamente i poggiatesta. La tendina parasole avvolgibile posteriore nel tettuccio panoramico scorrevole può così essere comandata semplicemente con gesti intuitivi delle mani.
    Prevista anche l'automazione per le cinture di sicurezza posteriori che rende più comodo allacciarle e non richiede più lo spostamento dalla posizione di seduta comoda. Proposte anche l'illuminazione adattiva dell'abitacolo nella zona posteriore con faretti Led regolabili e la funzione di massaggio del polpaccio per stimolare la circolazione ed evitare l'affaticamento di chi siede dietro. 
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Volvo prova a separarsi da proprietario cinese Geely Holding

Casa svedese acquisterà fabbriche e rete commerciali in Cina

Motori Industria
Chiudi Volvo prova a separarsi da proprietario cinese Geely Holding (ANSA) Volvo prova a separarsi da proprietario cinese Geely Holding

Volvo Cars ha firmato un accordo con la sua controllante Geely Holding per acquisire il pacchetto di azioni che quest'ultima possiede nelle joint venture di entrambe le società in Cina. L'obiettivo di Volvo Cars è assumere la piena proprietà dei suoi stabilimenti e delle sue operazioni di vendita in questo Paese.
    La Casa automobilistica con sede a Göteborg in Svezia, che era stata acquistata da Geely nel 2010 dal precedente controllante Ford Motor Co, sta esplorando le opzioni del mercato dei capitali, tra cui una potenziale offerta pubblica iniziale (IPO) e la quotazione in borsa.
    L'acquisizione di un ulteriore 50% delle azioni di Daqing Volvo Car Manufacturing Co Ltd e Shanghai Volvo Car Research and Development Co Ltd - si legge nella nota - rafforzerà ulteriormente la posizione di Volvo Cars in Cina, il suo mercato principale e massimizzerà la sua presenza in una delle Regioni in più rapida crescita al mondo. Sebbene le due joint venture siano già incluse nei rendiconti finanziari di Volvo Car Group, la quota dell'utile netto e del patrimonio netto di Volvo Cars aumenterà dopo la transazione.
    "Con questo accordo - ha affermato Håkan Samuelsson, Ceo di Volvo Cars - Volvo Cars diventerà la prima grande Casa automobilistica non cinese ad avere il pieno controllo delle sue operazioni in questo Paese" Al completamento delle transazioni, Volvo Cars avrà la piena proprietà dei suoi stabilimenti di Chengdu e Daqing, della sua società di vendita nazionale in Cina e delle sue strutture di ricerca e sviluppo a Shanghai.
    L'operazione si svolgerà in due fasi: avrà inizio nel 2022, una volta svanito l'obbligo di creare joint venture per la produzione di automobili in Cina, e dovrebbe concludersi formalmente nel 2023. Il programma è in attesa di autorizzazione da parte degli organi di controllo. I dettagli finanziari non saranno divulgati "Geely Holding Group e Volvo Cars stanno continuamente esplorando il modo migliore per collaborare e strutturare le operazioni all'interno del Core Group - ha affermato Daniel Donghui Li, Ceo di Geely Holding - Con questa transazione, la struttura proprietaria sarà più chiara sia per Volvo Cars che per Geely Holding". Negli ultimi anni, Volvo Cars è cresciuta molto più velocemente della media del mercato cinese e continuerà a investire nella Regione per mantenere questo forte trend di crescita.
    Nel 2020, ha venduto 166.617 veicoli in Cina, con un aumento del 7,5% rispetto al 2019 e il suo ottavo record di vendite consecutivo nel mercato. Nel primo semestre del 2021 le vendite di Volvo Cars sono cresciute rispettivamente del 44,9% e del 40,1% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del 2019.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

All'Argentario l'ultimo viaggio per le ceneri di Raffaella Carrà

Giovedì 5 agosto messa nel trigesimo della scomparsa

Lifestyle People
Chiudi  (ANSA)

Giovedì 5 agosto, alle ore 11.30, presso la Chiesa di Santo Stefano Protomartire (Monte Argentario) la messa dedicata a Raffaella Carrà, nel trigesimo dalla sua scomparsa. Sergio Japino accompagna le ceneri della grande artista in questo ultimo viaggio nei luoghi a lei più cari, com'era suo desiderio. L'ingresso in chiesa sarà aperto al pubblico secondo le modalità e il numero di posti consentiti dalle vigenti norme anti Covid. 
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Sport, non solo passione, per i giovani è anti stress e inclusione

Ricerca Terre des Hommes e OneDay, zedders chiedono più strutture e accessibilità

Lifestyle Teen
Chiudi Amicizia sul campo di basket foto iStock. (ANSA) Amicizia sul campo di basket foto iStock.

L’estate 2021 sarà ricordata come una delle più sportive di sempre: il trionfo degli Azzurri agli Europei di Calcio, la finale del tennista Matteo Berrettini a Wimbledon o della Nazionale di Volley femminile Under 20 neo-laureata campione del mondo. E ora le Olimpiadi di Tokio, l’appuntamento più prestigioso per lo sport mondiale.
Questi eventi internazionali portano miliardi di persone a seguire decine di sport differenti, ma lo sport è davvero inclusivo e alla portata di tutti? Terre des Hommes e OneDay l’hanno chiesto a mille giovanissimi, tra i 13 e i 23 anni, provenienti da tutta Italia attraverso l’Osservatorio Permanente sullo Sport e le Nuove Generazioni e il risultato è sorprendente: lo sport piace a tutti, ma non è poi così inclusivo come si pensa anzi è scenario di discriminazioni e abusi. Non solo: non ci si investe abbastanza tempo e denaro!
L’anno che abbiamo trascorso, tra lockdown, paura del contagio e distanziamento sociale, è stato certamente fonte di stress, solitudine e inattività per ragazzi e ragazze, che hanno cambiato completamente il loro stile di vita. Non stupisce quindi che la maggior parte di loro viva oggi lo sport principalmente come un’esigenza e una valvola di sfogo: 6 ragazz* su 10 dicono che il motivo per cui fanno attività fisica è proprio per scaricare stress, ansie e fatiche scolastiche, solo il 37% racconta di praticare uno sport per passione e tra i commenti ricevuti leggiamo: “Per colpa della pandemia non trovo la voglia di allenarmi, prima ero più attivo”.
Ragazzi e ragazze credono nello sport come strumento di inclusione, però il 77% di loro ritiene che lo Stato e le Istituzioni non investono abbastanza per renderlo tale, tanto che nelle scuole e nelle città non ci sono sufficienti strutture per renderlo accessibile a tutti gratuitamente (il 50% dei giovani dichiara che nelle loro scuole non hanno campi sportivi).
Ma non solo, gli zedders (i giovani della generazione Z) hanno le idee chiare anche sul tema delle differenze di genere: ritengono infatti che i ragazzi siano spesso, ingiustamente, avvantaggiati rispetto alle ragazze nella carriera sportiva così come negli stipendi (sostenuto da oltre il 90%) e che dentro e fuori dalle competizioni sportive troppo spesso si verifichino episodi di bullismo (42%), violenza (sia verbale che fisica, rispettivamente 72% e 46%), abusi e molestie sessuali (17%). Infine, circa 1/3 tra ragazzi e ragazze dice di aver subito comportamenti inappropriati da parte di adulti e il 45% da pari. Diminuiscono le percentuali di chi dichiara di aver subito comportamenti inadeguati dal punto di vista sessuale da adulti, o da pari; scendiamo rispettivamente al 7 e al 9%.
I giovani, però, sono intenzionati ad essere protagonisti del cambiamento, anche nel mondo dello sport: il 60% di loro vorrebbe contribuire a scrivere un regolamento condiviso da atleti, famiglie e società sportive per renderlo più equo, inclusivo e sicuro.
 “Attraverso questo Osservatorio ragazzi e ragazze ci fanno capire quanto lo sport sia una parte fondamentale della loro vita, esprimendo tutto il disagio che hanno vissuto in questo anno e mezzo di pandemia, quando non hanno potuto praticarlo regolarmente. Non solo, i giovanissimi ci dicono anche chiaramente tutto quello che non va nel mondo dello sport, dove purtroppo sono presenti discriminazioni, bullismo e abusi. I campi da gioco sono un luogo cruciale per la crescita di bambini, bambine, ragazze e ragazzi e dobbiamo garantire che siano un ambiente sicuro, sereno e piacevole per tutti.”, commenta Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes Italia. “Abbiamo voluto indagare il ruolo sociale dello sport per la GenZ e il risultato è una lucida consapevolezza: i giovani ripongono grande fiducia nello sport attribuendogli un ruolo fondamentale come motore di inclusione sociale, ma ritengono che le istituzioni non facciano abbastanza. Credo proprio che dovremmo ascoltarli di più!” conclude Gaia Marzo, Corporate Brand Director & Equity Partner OneDay Group.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Dall'AI di Google il ritratto di tutte le proteine umane

I dati pubblici per accelerare la ricerca, è una nuova era per la biologia

Scienza & Tecnica Biotech
Chiudi L’intelligenza artificiale ha prodotto il più completo ritratto delle proteine umane (fonte: Karen Arnott/EMBL-EBI) (ANSA) L’intelligenza artificiale ha prodotto il più completo ritratto delle proteine umane (fonte: Karen Arnott/EMBL-EBI)

Si apre una nuova era nella biologia grazie al più completo e accurato ‘ritratto’ delle proteine del corpo umano: lo ha realizzato il sistema di intelligenza artificiale AlphaFold, sviluppato dall'azienda britannica DeepMind di Google, che è riuscito a prevedere la struttura 3D delle 20.000 proteine espresse dal genoma umano, oltre a quelle di altri 20 organismi (dal topo al parassita della malaria) cruciali per la ricerca. I risultati, pubblicati sulla rivista Nature, sono raccolti in un database che in collaborazione con il Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (EMBL) viene reso liberamente accessibile agli scienziati di tutto il mondo, per accelerare la ricerca nel campo delle scienze della vita, per sviluppare nuovi farmaci e sfruttare al meglio le risorse del pianeta.



Il database aumenta moltissimo la conoscenza acquisita finora, più che raddoppiando il numero di strutture proteiche umane predette con grande precisione. In precedenza era stato possibile determinare la posizione esatta del 17% degli amminoacidi che formano le proteine umane: questo risultato è stato ottenuto con decenni di studi ed esperimenti di laboratorio particolarmente lungi e complessi. L’intelligenza artificiale, invece, è riuscita in pochi mesi a prevedere con un buon margine di certezza la posizione del 58% degli amminoacidi: il 35,7% è stato localizzato con un altissimo grado di confidenza, praticamente il doppio di quanto ottenuto sperimentalmente.

"Questo sarà uno degli insiemi di dati più importanti dalla mappatura del genoma umano", afferma il vice direttore generale dell'EMBL e direttore dell'EMBL-EBI Ewan Birney. "Rendere le predizioni AlphaFold accessibili alla comunità scientifica internazionale apre moltissime nuove strade di ricerca, dalle malattie trascurate ai nuovi enzimi per la biotecnologia e molto altro. Si tratta di un nuovo grande strumento scientifico, che integra le tecnologie esistenti, e ci permetterà di allargare i confini della nostra comprensione del mondo".

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo


Modifica consenso Cookie