Papa:più donne in posti responsabilità nella chiesa

Su crisi climatica,"alt investimenti in aziende anti-ecologiche"

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 12 OTT - Papa Francesco torna a sollecitare una maggiore presenza di laici, e in particolare di donne, in posti di 'comando' nella Chiesa. A tale proposito, oggi all'Angelus ha ricordato la sua intenzione di preghiera per questo mese di ottobre: "Preghiamo perché i fedeli laici, specialmente le donne, partecipino maggiormente nelle istituzioni di responsabilità della Chiesa"." Perché nessuno di noi è stato battezzato prete né vescovo - ha osservato il Pontefice -: siamo stati tutti battezzati come laici e laiche. I laici sono protagonisti della Chiesa". "Oggi c'è bisogno di allargare gli spazi di una presenza femminile più incisiva nella Chiesa, e di una presenza laica, si intende, ma sottolineando l'aspetto femminile, perché in genere le donne vengono messe da parte", ha ribadito. Secondo papa Bergoglio, che a tale riguarda non lascia spazio a dubbi, "dobbiamo promuovere l'integrazione delle donne nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti".
    "Preghiamo affinché, in virtù del battesimo, i fedeli laici, specialmente le donne, partecipino maggiormente nelle istituzioni di responsabilità nella Chiesa - ha quindi aggiunto -, senza cadere nei clericalismi, che annullano il carisma laicale e rovinano anche il volto della Santa Madre Chiesa".
    Sempre all'Angelus, il Papa ha espresso "vicinanza alle popolazioni colpite dagli incendi che stanno devastando tante regioni del Pianeta". Il riferimento è alla costa ovest degli Stati Uniti, in particolare alla California, e alle regioni centrali del Sudamerica, alla zona del Pantanal, al Paraguay, alle rive del fiume Paraná, all'Argentina. "Molti incendi sono causati dalla persistente siccità - ha affermato -, ma non mancano quelli provocati dall'uomo. Il Signore sostenga quanti stanno soffrendo le conseguenze di queste catastrofi e ci renda attenti a preservare la creazione".
    E in merito al conflitto del Nagorno-Karabakh, ha "apprezzato" il cessate il fuoco tra Armenia e Azerbaigian "per motivi umanitari, in vista del raggiungimento di un sostanziale accordo di pace". "Nonostante la tregua si dimostri troppo fragile" ha poi richiamato, "incoraggio a riprenderla ed esprimo partecipazione al dolore per la perdita di vite umane, per le sofferenze patite, nonché per la distruzione di abitazioni e luoghi di culto".
    Francesco non ha mancato di ricordare la beatificazione, ieri ad Assisi, di Carlo Acutis, "ragazzo 15/enne, innamorato dell'Eucaristia. "Egli non si è adagiato in un comodo immobilismo, ma ha colto i bisogni del suo tempo, perché nei più deboli vedeva il volto di Cristo. La sua testimonianza indica ai giovani di oggi che la vera felicità si trova mettendo Dio al primo posto e servendolo nei fratelli, specialmente gli ultimi", ha detto il Papa, invitando a un applauso per il "nuovo giovane Beato 'millennial'".
    Intanto ieri sera, con un videomessaggio al TED-Countdown, evento globale online per soluzioni immediate in risposta alla crisi climatica, Bergoglio ha fatto appello ad "agire con urgenza se vogliamo avere una speranza di evitare cambiamenti climatici radicali e catastrofici". Ha quindi suggerito "tre piste di azione". La prima è "di promuovere, ad ogni livello, un'educazione alla cura della casa comune, sviluppando la comprensione che i problemi ambientali sono legati ai bisogni umani". La seconda proposta è di "mettere l'accento sul diritto all'acqua e all'alimentazione". La terza è la "transizione energetica": "una sostituzione progressiva, ma senza indugio, dei combustibili fossili con fonti energetiche pulite".
    E "per favorire questo cambiamento" ha proposto di "escludere dagli investimenti le compagnie che non soddisfano i parametri dell'ecologia integrale" e "premiare quelle che si adoperano concretamente in questa fase di transizione per porre al centro della loro attività parametri quali la sostenibilità, la giustizia sociale e la promozione del bene comune". (ANSA).
   

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