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Con il coronavirus la spesa è nel quartiere, vola la consegna a domicilio

Con il coronavirus la spesa è nel quartiere, vola la consegna a domicilio

Oltre a Gdo al via tam tam per 'adottare' piccoli produttori

20 marzo 2020, 11:51

Redazione ANSA

ANSACheck

Coronavirus: la spesa al supermercato - RIPRODUZIONE RISERVATA

Coronavirus: la spesa al supermercato - RIPRODUZIONE RISERVATA
Coronavirus: la spesa al supermercato - RIPRODUZIONE RISERVATA

Spesa molto più abbondante del normale in tutti i negozi ed in particolare in quelli di quartiere e nei piccoli paesi mentre volano le consegne a domicilio i cui volumi negli ultimi giorni sono quadruplicati. Gli acquisti al tempo del coronavirus spingono le vendite 'sotto casa' con un aumento nella media distribuzione e nei negozi di alimentari di circa il 50%, con picchi di crescita che salgono però fino al 100-120% negli alimentari dei piccoli comuni più isolati.
Si vedono, come nelle foto vintage dei tempi di guerra e del resto la situazione è esattamente di emergenza, camioncini con sporte di spesa pronti a fermarsi ai portoni per consegnare provviste alimentari ordinate on line o via whatsapp, diventato strumento per rimanere in contatto con i fornitori. Per chi non rinuncia consapevolmente alla spesa 'dal contadino' ecco che cooperative sociali e aziende agricole propongono consegne porta a porta visto che i mercati sono chiusi per il contenimento del contagio. E così fanno anche le reti già esistenti come Kalulu, l'Alveare che dice sì e altri gruppi con siti online che mettono in contatto diretto produttori e consumatori. A Roma Ethical Food Selection con selezione di prodotti di contadini e piccole aziende consegna in questo periodo senza ulteriori costi i prodotti selezionati dalla Brigata Agricola di carni, farine, marmellate, salumi, latticini. Sono modi per sostenere le economie virtuose che animano e custodiscono i nostri territori perchè la natura non si ferma e così contadini e allevatori. "Adottiamo un contadino. Un piccolo produttore. Un allevatore" è una best practice per questi tempi di emergenza in cui, tra le altre cose, riscopriamo il valore della solidarietà. Dalla crisi causata dal coronavirus infatti la Grande Distribuzione ne uscirà rafforzata. I piccoli no, loro saranno a pezzi e così attivarsi per non interrompere il rapporto con loro è una opzione da valutare con responsabilità.
"Il ritmo delle vendite continua ad essere altissimo" " ma "non ci sono problemi di approvvigionamento delle merci" afferma la presidente di Fida Confcommercio, Donatella Prampolini, "se c'è qualche ritardo è fisiologico perché magari può capitare che ci sia personale ridotto nei magazzini per turni o malattie, e quindi di conseguenza questo provoca ritardo negli arrivi delle merci sugli scaffali. Direi che tutto comunque funziona bene".
Rassicurazioni sugli approvvigionamenti arrivano anche dalla grande distribuzione, dove -dopo il boom delle scorse settimane- le vendite si vanno normalizzando e nell'ultimo week end hanno anche registrato un piccola flessione, probabilmente per riassorbire tutte le scorte fatte in precedenza. "Ora il trend è verso la normalizzazione dice Claudio Gradara presidente di Federdistribuzione, fatto salvo il fatto che sono venuti meno i consumi fuori casa e che quindi quelli domestici aumenteranno un po' ma senza nessun eccessivo stress da domanda".
E proprio il nodo ed i timori per la sicurezza degli addetti continua ad accomunare il mondo del commercio, negozi, grandi e piccoli, supermercati e maxi piattaforme dell'online. Gli addetti chiedono protezione ed è stato di agitazione negli stabilimenti italiani di Amazon mentre aumentano i punti vendita che decidono per la chiusura domenicale per consentire una pausa ai propri dipendenti.

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