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In bicicletta del parco dei Castelli romani

In bicicletta del parco dei Castelli romani

Foliage d’autunno tra i borghi e i laghi e lungo i sentieri

16 aprile 2019, 23:00

di Ida Bini

ANSACheck

Nell’area naturale protetta del Parco dei Castelli - RIPRODUZIONE RISERVATA

Nell’area naturale protetta del Parco dei Castelli - RIPRODUZIONE RISERVATA
Nell’area naturale protetta del Parco dei Castelli - RIPRODUZIONE RISERVATA

ROMA - Misura 52 chilometri il “grande anello del Parco regionale dei Castelli romani” (www.parcocastelliromani.it), nuova pista cicloturistica che parte dalla stazione ferroviaria di Frascati, a sudest di Roma, percorre gran parte dell’area naturale protetta e attraversa tutti i comuni del Parco tra cui, con una deviazione di 16 chilometri, anche Velletri e Lariano.

Lungo l’intero percorso un’attenta segnaletica e la traccia Gps – da scaricare prima di partire - aiutano i cicloturisti a non perdersi nei vari sentieri del Parco, a seguire delle regole per salvaguardare il territorio e a scoprire ogni borgo o monumento. Il nuovo tracciato ciclabile è estremamente comodo perché parte e termina presso le principali stazioni ferroviarie, incentivando così l’uso dei mezzi pubblici: treno, bici e metropolitana. La pista, infatti, è raggiungibile anche dal capolinea Monte Compatri della metro C di Roma. 

Il tracciato del Parco si snoda in una bellissima area naturale dei Colli Albani, che al suo interno ospita edifici storici, borghi e bellissimi laghi, come quello di Albano e di Nemi. Tutto il territorio è punteggiato da borghi legati alla storia del papato e delle nobili famiglie capitoline che hanno lasciato in eredità edifici monumentali, dimore da sogno, manieri e ville degne di visite. Sono luoghi amati dai Papi e dai letterati, come il grande Johann Wolfgang Goethe, che rimase stregato dalla loro bellezza e dall’accoglienza della sua gente nel celebre Grand Tour italiano. Sono terre frequentate anche per i piaceri della buona tavola: dalla porchetta al pane casereccio di Ariccia ai vini dei colli Albani, spesso consumati nelle fraschette, luoghi informali e piacevoli dove una volta ci si poteva fermare portandosi il proprio cibo mentre il proprietario forniva il camino per la grigliata, il vino e il pane, ma che oggi sono diventate accoglienti trattorie.

Albano Laziale, Castel Gandolfo, Ariccia, Genzano, Velletri sono i più famosi e visitati dei 16 borghi che fanno parte del Parco regionale e che offrono piacevoli passeggiate e soste a chi sta pedalando nell’anello ciclabile. Albano Laziale è il borgo che si affaccia sul lago omonimo e che sorge tra generosi vigneti; è celebre, infatti, per i suoi vini - il Colli Albani Doc e i bianchi, rossi e rosati Castelli romani Doc - e le sue storiche cantine. Paradossalmente simbolo del borgo, d’origine romana, è il Cisternone, grande deposito d’acqua sotterraneo che è possibile visitare. Dopo pochi chilometri si arriva a Castel Gandolfo, costruito in cima a un cratere che delimita il lago di Albano e l’immensa villa di Domiziano. E’ da sempre la residenza estiva dei Papi e attuale dimora del Papa emerito Benedetto XVI, che ha scelto il delizioso borgo per ritirarsi dopo le storiche dimissioni di qualche anno fa. Si passeggia tra le viuzze fino alla piazza centrale dove si trova il palazzo papale, protetto dalle guardie svizzere, e ci si ferma a contemplare il paesaggio sulle terrazze sopra il lago che già in questi giorni regala colori autunnali da cartolina.

Lungo la strada che attraversa borghi e vigneti si incontra Ariccia, paese ricco di edifici e di monumenti barocchi firmati dal Bernini, l’artista prediletto dai Papi nella Roma del Seicento. Meritano una visita piazza di Corte con la collegiata di santa Maria Assunta, che ricorda il Pantheon; palazzo Chigi, dove è stato girato il celebre film ll Gattopardo di Luchino Visconti, e la ex locanda Martorelli, dove alloggiarono grandi artisti come Goethe e Goya, e oggi sede museale. Non si può lasciare Ariccia senza aver assaggiato la celebre porchetta, carne di maiale speziata e arrostita al forno, da gustare rigorosamente con la croccante pelle e con il pane casereccio e il vino dei Castelli nelle tante taverne o fraschette disseminate lungo le strade del centro. In via Borgo san Rocco ci sono le più rinomate, tutte accoglienti e a buon mercato.
Subito dopo Ariccia, quasi senza soluzione di continuità, segue Genzano, che domina il piccolo ma bellissimo lago di Nemi, famosa per i fiori, il pane casereccio e i buoni vini. Nel borgo, oltre allo shopping enogastronomico, è bene fare una visita al parco del palazzo baronale Sforza-Cesarini, un giardino romantico che arriva fino al minuscolo lago di Nemi. Anche il suo borgo è il più piccolo dei Castelli Romani e merita di essere visitato per le sue stradine, per le botteghe tradizionali e per le tante testimonianze del suo passato aristocratico: castello Ruspoli del XII secolo, i resti del tempio di Diana e il museo delle Navi, dove sono conservate le riproduzioni di due imbarcazioni appartenute all’imperatore Caligola.

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