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Libri: Patrick Zaki, la sua storia tra disegni e parole

Il 3/2 esce per Feltrinelli graphic novel di Cappon e Costantini

"Grazie per la dedizione e l'impegno che avete dedicato al mio caso e per essere stati la mia voce. L'arte e la letteratura sono un'ancora di salvezza per molti detenuti politici che altrimenti verrebbero dimenticati": così il ricercatore e attivista egiziano Patrick Zaki ha ringraziato Laura Cappon e Gianluca Costantini per aver raccontato la sua terribile vicenda umana e giudiziaria nella graphic novel "Patrick Zaki. Una storia egiziana", in uscita il 3 febbraio con Feltrinelli Comics. Il volume, che ha il patrocinio di Amnesty International Italia, arriverà in libreria due giorni dopo la prossima udienza prevista l'1 febbraio, che dovrà decidere le sorti del giovane.

Tra le pagine di questa intensa opera di graphic journalism - Cappon è giornalista esperta di vicende egiziane, Costantini è attivista e fumettista, autore dell'immagine più iconica e diffusa di Patrick Zaki - il racconto chiaro e documentato di lunghi mesi di sofferenze e complesse battaglie, di violenze indicibili a opera di un regime che non rispetta i diritti umani e di impasse burocratici, ma anche di quanto può essere potente la speranza se è condivisa da un esercito di persone che credono nella libertà. La vicenda narrata dagli autori inizia proprio a partire da quel 7 febbraio 2020, quando lo studente egiziano, iscritto a un master in Studi di genere all'Università di Bologna e collaboratore di EIPR, l'Egyptian Initiative for Personal Rights, viene fermato dalla polizia egiziana all'aeroporto del Cairo, mentre sta tornando a casa. Per lui i capi d'accusa sono cinque e tutti gravissimi: minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di notizie false, propaganda per il terrorismo. Le prove invece sono dieci post pubblicati su Facebook che inciterebbero alla rivolta, ritenuti però non autentici dagli avvocati dello studente.

Dal giorno dell'arresto Patrick Zaki ha dovuto reggere il peso di 22 mesi di detenzione preventiva, vissuti in celle sovraffollate, in condizioni igienico-sanitarie precarie e subendo torture di vario genere da parte del regime egiziano: dopo esser stato a settembre scorso rinviato a giudizio con l'accusa di diffusione di notizie false e per aver seminato il terrore fra la popolazione con un articolo sulla situazione della minoranza cristiana in Egitto, a dicembre Patrick è stato infine scarcerato ma non ha avuto l'assoluzione. La sua storia, si sa, non è ancora finita e purtroppo non c'è alcuna certezza di un esito positivo. Nel libro Cappon e Costantini si concentrano sul dramma personale e i risvolti politici di questa storia (non mancano ovviamente i riferimenti anche all'uccisione di Giulio Regeni), spiegando anche molti dettagli sui mezzi e gli espedienti giuridici usati dalla dittatura di Abdel Fattah el-Sisi nel perseguire dissidenti e attivisti (si conta che siano almeno 60.000 i detenuti politici). Ma grande parte è occupata dal racconto emozionante dell'unico sostegno a cui Patrick ha potuto appigliarsi nel corso di questi due anni, quello della sua famiglia e degli amici, molti dei quali attivisti come lui, e quello di una incredibile mobilitazione internazionale da parte di intellettuali, politici, giornalisti e associazioni umanitarie e di tantissimi cittadini, tra cui una marea di giovani. Una campagna di grande impatto, che ha fatto il giro del mondo e in cui l'Italia è stata in prima linea.

"L'arte svolge un ruolo di primo piano nel far avanzare i casi dei detenuti politici ed espandere le loro cerchie di supporto creando consapevolezza sulle loro vicende giudiziarie", ha commentato ancora Zaki, "Il mio caso ne è una prova vivente: l'arte ha avuto una parte fondamentale nel riconquistare la mia libertà, anche se ancora in modo parziale. Vorrei ringraziare Gianluca e Laura per il loro attivismo negli ultimi due anni e per il loro sostegno. Spero che continuino a usare il loro talento per liberare altri prigionieri di coscienza". "Il lavoro di Cappon e Costantini è uno dei risultati più preziosi prodotti da una campagna ruggente e intensa iniziata ormai due anni fa. Una campagna che non solo è stata vicina a Patrick ma alla quale lui, nonostante le condizioni in cui si trovava, è stato vicino. In qualche modo questo libro non è solo per Patrick, ma è anche di Patrick", ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

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