Svolta indagini omicidio in Ogliastra dopo 3 anni,un arresto

Carabinieri di Lanusei identificano il presunto responsabile

La vendetta per un furto di asinelli sarebbe il movente dell'omicidio di Fabio Longoni e del tentato omicidio di Daniele Conigiu, entrambi allevatori di Villagrande, avvenuto il 22 novembre del 2017 nelle campagne del paese. Ieri un provvedimento del Gip di Lanusei Francesco Alterio, su richiesta del Pm Biagio Mazzeo, ha portato all'arresto del presunto autore di quei reati: Fabio Fois, 56 anni, residente a Girasole, pregiudicato e condannato per il sequestro lampo del figlio della direttrice delle Poste di Loceri. L'uomo si trova ora nel carcere di Lanusei in attesa dell'interrogatorio di garanzia. La vicenda è stata ricostruita stamattina nel corso di una conferenza stampa nel Comando Provinciale dei Carabinieri di Nuoro, dal Procuratore di Lanusei Biagio Mazzeo, titolare delle indagini e dal comandante della Compagnia dei Carabinieri di Lanusei Giuseppe De Lisa. Fois, secondo la ricostruzione del Pm, si è vendicato nei confronti di Conigiu e Longoni responsabili di avergli rubato i suoi asinelli l'anno prima. Ma c'è anche un licenziamento subìto da Fois, dipendente della ditta di pompe funebri della sorella di Daniele Conigiu, che avrebbe scatenato la furia omicida: dopo una discussione con la proprietaria fu messo alla porta e il suo posto era stato preso da Fabio Longoni. Ad incastrare il 56enne di Girasole è stata una intercettazione ambientale del luglio 2018 mentre conversava con un amico all'interno della sua auto e raccontava alcuni particolari dei momenti successivi all' agguato, dopo che le vittime erano scappate a piedi (Longoni morirà dopo 150 metri, mentre Conigiu riportò una lieve ferita al polpaccio) e lui si era impossessato dell'Audi A3 guidata da Conigiu per dileguarsi. "Dentro l'auto non ho parlato e non ho starnutito" avrebbe detto all'amico, preoccupato perché proprio in quei giorni gli era arrivato un avviso di garanzia per l'accertamento tecnico sull'Audi A3. Su Fois, difeso dall'avvocato Marcello Caddori, pesano anche una serie di elementi indiziari convergenti. "Sono soddisfatto del fatto che siamo riusciti ad arrestare un omicida e almeno questa volta abbiamo sfatato il luogo comune dell'impunità in Ogliastra - ha detto il Procuratore Mazzeo - Questo è solo il primo passo ma sono sicuro che si arriverà alla condanna della persona arrestata".

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