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Terremoto: 28.315 richieste di contributo privato al 30 aprile

Terremoto: 28.315 richieste di contributo privato al 30 aprile

3.215 interventi pubblici finanziati, in corso 1.537

ANCONA, 20 giugno 2023, 13:18

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sono 28.315 le richieste di contributo presentate al 30 aprile scorso per la ricostruzione privata post sisma 2016, su quasi 50mila attese, e i nuclei familiari che vivono ancora fuori dalle loro case sono 14.211, pari a circa 30mila cittadini. Alla stessa data, su 3.215 interventi di ricostruzione pubblica finanziati, quelli in corso sono 1.537, mentre ne sono stati conclusi 233. Numeri che fotografano lo stato della ricostruzione a sette anni dal terremoto che sconquassò il Centro Italia nel 2016 e che sono contenuti nel Rapporto aggiornato ai primi quattro mesi dell'anno, presentato oggi a Roma, presso la Biblioteca Chigiana di Palazzo Chigi, dal commissario straordinario Guido Castelli. Accanto a lui i rappersentanti delle quattro regioni colpite: Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo, e al sotosegreria al mef con delega alla ricostruzione Lucia Albano. Castelli ha fotografato lo stato della ricostruzione privata e pubblica nei territori del sisma 2016 e illustrato gli interventi messi in campo da quando, lo scorso 13 gennaio 2023, è stato nominato commissaria alla ricostruzione e riparazione dal governo Meloni. Il quadro che ne emerge è quello che configura la ricostruzione come una "creatura viva", in costante mutamento ed evoluzione. Nel corso degli ultimi anni diverse "esternalità negative" hanno concorso a ostacolare l'attività di ricostruzione all'interno del cratere, che ha una superficie di quasi 8mila chilometri quadrati ed è composta da 138 Comuni, compresi, appunto, in quattro regioni: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Tra queste esternalità - è stato detto in conferenza stampa - quelle che "hanno avuto il maggiore impatto sono state l'inflazione crescente, l'aumento del costo dei materiali edili e le difficoltà di approvvigionamento, la propensione di molte imprese a concentrarsi sul Superbonus 110% in altre aree del Paese, la difficoltà nel reperire maestranze, la fragilità degli apparati amministrativi, i carichi di lavoro dei professionisti che operano sul territorio del sisma". "Il quadro che emerge dal rapporto descrive una situazione dove non mancano le criticità, riconducibili in certa parte a una congiuntura particolarmente sfavorevole, ma anche alcuni segnali positivi - ha rilevato Castelli -. Nel primo quadrimestre del 2023, si registra un incremento dei lavori, in particolare sul fronte della ricostruzione degli edifici privati, ma sappiamo che deve essere ancora avviata una quota rilevante delle progettazioni, soprattutto le più complesse, e che il divario da colmare per la ricostruzione pubblica è ampio". "La ricostruzione è e resta la missione prioritaria: abbiamo il dovere di consentire il rientro nelle loro case a circa 30 mila persone che ancora vivono nelle Sae o beneficiano del contributo di autonoma sistemazione", ha aggiunto il commissario.

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