Robert Harris, V2 è un romanzo su futilità della guerra

Scrittore, "Brexit si è un po' persa con arrivo pandemia"

(di Mauretta Capuano) (ANSA) - ROMA, NOV 27 - Scritto durante la prima ondata di pandemia e influenzato nella scrittura dal lockdown, 'V2' , il nuovo romanzo di Robert Harris ci riporta a un episodio poco esplorato della Seconda guerra mondiale: il lancio su Londra nel novembre del 1944 dei sofisticatissimi missili V2 nazisti sviluppati da Wernher von Braun con l'ingegnere tedesco Rudi Graf. Ma parallelamente ci fa scoprire la missione delle ausiliarie dell'aeronautica militare britannica, le coraggiose donne della Waaf.
    "E' un romanzo sulla futilità della guerra. Il fatto stesso che tante morti siano state causate per la costruzione di questo missile è una cosa assolutamente assurda, priva di senso. Questo è l'aspetto che mi ossessiona di questa storia" dice Harris, in collegamento dallo studio della sua villa nella campagna londinese, dove ha scritto tutti i suoi 27 romanzi.
    Per la costruzione del missile e delle fabbriche ci sono stati "20 mila morti, cinque volte di più di quanti non ne abbia causati il V2 in quanto arma. Un progetto assolutamente folle.
    Solo un regime come quello hitleriano poteva perseguire una strategia così assurda" spiega Harris.
    Tutto è partito da un necrologio sul 'Times' del 5 settembre 2016 per Eileen Younghsband, in cui veniva descritta l'attività di questa donna, ufficiale dell'Aeronautica Militare Ausiliaria Femminile-Waaf, morta a 95 anni. "Ho trovato il necrologio di questa donna che utilizzò le sue abilità matematiche per contrastare Hitler" dice sventolando il ritaglio di giornale. "Mi è sembrata da subito una bellissima storia. Era da tempo che volevo scrivere un romanzo con un una donna come personaggio principale e questo era assolutamente quello ideale" spiega anche se l'ufficiale Kay Caton-Walsh e le altre ausiliarie che troviamo in 'V2' non hanno alcuna somiglianza con la Younghusband.
    "Molto più di Graf e von Braun e dei V2 questo personaggio mi ha dato la spinta a scrivere il romanzo" racconta lo scrittore che mentre lavorava al libro si è ritrovato, con la diffusione del Covid 19 "inaspettatamente in un'atmosfera simile a quella dei tempi della guerra".
    "Molti i paralellismi: il messaggio universale trasmesso da tutti i canali da parte della Regina, la conta dei morti, il senso di precarietà. L'incapacità da parte della popolazione di adattarsi, di scendere a patti con quello che stava succedendo.
    Una situazione che però ha reso molto difficile la concentrazione per più di 4 ore al giorno. 'V2' è un libro che ha una scrittura molto intensa. Qualcosa nel modo in cui è scritto è stato sicuramente influenzato dalle circostanze" spiega l'autore di 'Fatherland' ed 'Enigma'.
    E la pandemia ha un po' oscurato anche la Brexit di cui finisce il periodo di transizione il 31 dicembre. "Cosa succederà non lo sa nessuno. La Brexit si è un po' persa con l'arrivo della pandemia. Ma siccome la vita è caos potremmo chiederci quale parte di caos è dovuta all'una o all'altra. La Brexit aleggia su tutto il romanzo che racconta di un mondo moderno, dei missili balistici, e al tempo stesso fa emergere la profonda fragilità della pace europea e i grossi rischi che si corrono se gli equilibri di questa pace vengono toccati. Io ho sempre espresso molto chiaramente la mia opinione contraria sulla Brexit che per me costituisce un grave passo indietro" ribadisce Harris.
    Ma chi erano veramente Wernher von Braun e Rudi Graf che nel romanzo troviamo in una cupa cittadina della costa olandese, occupata dai nazisti, a sovrintendere al lancio dei V2? "Ho tentato di tracciare il ritratto più accurato e concreto di von Braun. Penso che davvero credesse nella possibilità di viaggiare nello spazio e che fosse realmente il suo obiettivo.
    Non credo fosse un nazista, ma dovette stringere un patto faustiano con quel regime perchè l'unica possibilità che aveva di mandare i V2 nello spazio era con il supporto dell'esercito tedesco che però era disponibile a finanziare il progetto solo a condizione che questo missile fosse un'arma. Nella costruzione sono morte 20 mila persone e in questo von Braun ha una parte di colpa" afferma lo scrittore. "Graf è una persona per bene intrappolata nella macchina della guerra" aggiunge.
    Accurato il lavoro sulle fonti, molte riportate alla fine del libro. "C'è moltissimo materiale sia su von Braun che sul programma dei missili V2, di meno sulle contromisure da parte britannica. C'è tantissimo sugli effetti dei missili che sono stati sganciati su Londra. Il problema reale è stata la pandemia perchè ho fatto in tempo solamente ad andare in Olanda per visitare i siti di lancio. Poi i viaggi all'interno dell'Europa erano vietati. Mi sono appoggiato sulla mia immaginazione e su tutte le risorse che anche la rete ci offre" spiega Harris.
    Scrivendo 'V2' Harris ha ripensato spesso a come "le vite di persone comuni si ritrovassero completamente ribaltate da eventi su cui non avevano alcun controllo. In quei tempi era la guerra, ai giorni nostri è la pandemia. Ma questo è il valore della narrativa e della storia. Ed è vero per tutti i libri che ho scritto" dice. (ANSA).
   

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