Istituto della Resistenza, online la storia della propaganda politica

Firenze, sul web galleria di volantini, opuscoli, lettere, atti

FIRENZE - "Italiani! La Patria vi chiama!", "Italiani! Pace, pace!", "Italiani! Avanti per l'Italia e per la libertà!". Nella storia sono tanti, tantissimi gli appelli agli italiani che campeggiano come titolo e come slogan nei documenti della propaganda politica. Ora l'Istituto storico toscano della Resistenza e dell'Età contemporanea li ha censiti e digitalizzati in un database realizzato con il contributo della Fondazione Cr Firenze e che è consultabile sul portale online dell'Istituto. Il database, di cui è ideatrice e responsabile l'archivista Maria Sechi, è composto da immagini in alta risoluzione corredate dalla scheda archivistica. Il sistema utilizzato è ArDes, creato proprio per la descrizione archivistica e sviluppato dal centro archivistico della Scuola Normale di Pisa.

Da 36 fondi sono stati attinti circa 600 singoli documenti e un totale di circa 1.300 immagini che insieme costituiscono una collezione di valore storico importante. L'obiettivo è valorizzare la porzione di patrimonio dell'Isrt che riguarda la propaganda politica: documenti prodotti da partiti politici, sindacati e altri enti, tra cui il Comitato toscano di liberazione nazionale e la Repubblica sociale italiana. Fra i 36 fondi censiti, alcuni appartengono a personaggi famosi, come il Monument Man italiano Cesare Fasola e lo scrittore Romano Bilenchi, partigiani come Carlo Francovich e Ferruccio Montevecchi, la staffetta Maria Luigia Guaita e Gilda Larocca, la voce di Radio Cora.

Fra i documenti più interessanti le lettere di Gaetano Salvemini al Senato accademico dell'Università di Firenze all'epoca delle sue dimissioni in segno di protesta contro il regime fascista; il volantino con il discorso dell'arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa alla messa di Natale del 1943; il manifesto firmato da intellettuali italiani in favore della nascita della Repubblica e pezzi dannunziani, cartoline postali della Marina, D'Annunzio aviatore nella guerra marittima 1915-1918 fotografato con il proprio aereo e un ritratto, insieme a cinque soldati, con gli appunti presi dallo scrittore sul bombardamento di Cattaro del 4 ottobre 1917.

"Una parola sola, ma con tanti significati. Chi sono davvero gli italiani? - sottolinea il direttore dell'Isrt Matteo Mazzoni - A loro si rivolgono nei manifesti, nei volantini e negli opuscoli, dal Risorgimento fino agli anni '50, comunisti, fascisti, inglesi, azionisti, tedeschi e così via, attribuendo significati diversi dentro a contesti diversi a una parola usata e abusata negli appelli alla guerra, alla resistenza, al cambiamento, alla pace, alla protesta. Un esempio che aiuta a comprendere come le componenti grafiche, visive e linguistiche di questo patrimonio documentale, spesso di forza espressiva dirompente, rappresentino un canale privilegiato di studio per analizzare il passato e stimolare riflessioni sul presente".

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