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>>>ANSA/La voce di Patrizia Cavalli in film di Benini e Piccolo

>>>ANSA/La voce di Patrizia Cavalli in film di Benini e Piccolo

A settembre in sala Le mie poesie non cambieranno il mondo

ROMA, 24 agosto 2023, 14:50

Redazione ANSA

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(di Mauretta Capuano) Lo sguardo di Patrizia Cavalli sul mondo, sulla poesia, sull'amore, sul poker, sulla malattia. Il cammino di una delle più grande poetesse del nostro tempo, il percorso di una donna libera, sempre in lotta con la "nemica mente", il senso profondo di un'esistenza che rifiuta la banalità delle definizioni, ci viene restituito da Annalena Benini e Francesco Piccolo nel documentario Le mie poesie non cambieranno il mondo, realizzato con la partecipazione della Cavalli. Un lavoro prezioso che rappresenta l'ultima testimonianza della poetessa, morta il 21 giugno 2022 durante la post produzione del film, che riprende l'indimenticabile titolo della sua raccolta più famosa, con la quale ha esordito nel 1974. A scoprire il suo talento, quando poco più che ventenne approdò a Roma da Todi, dove era nata nel 1947, fu Elsa Morante della quale la Cavalli custodiva la macchina per scrivere. "Grazie al montaggio delle immagini di repertorio insieme alle giornate passate insieme a lei, abbiamo mostrato il passaggio del tempo: dalla forza alla fragilità, e poi di nuovo gli scatti vitalissimi, il piacere di stare sul palcoscenico. Le poesie, le canzoni, la gioia di discutere, il trionfo della gelosia. L'abbiamo seguita nella sua generosità di offrire la verità su ogni cosa: la verità di un pensiero non conforme e la verità del desiderio di performance, di divertimento, che vince su tutto ed è un atto poetico" raccontano nelle note di regia della giornalista e scrittrice Annalena Benini, nuova direttrice del Salone del Libro di Torino e dello scrittore Premio Strega e sceneggiatore Francesco Piccolo. Ritratto intimo, ironico e libero, con le musiche di Diana Tejera, il documentario di 77 minuti, prodotto e distribuito da Fandango, in collaborazione con Rai Documentari, realizzato con il contributo del MiC-DGCA, sarà presentato alle Notti Veneziane, la sezione realizzata dalle Giornate degli Autori, in accordo con Isola Edipo, alla Mostra del Cinema di Venezia 2023, e arriverà nelle sale con Fandango dal 14 settembre. "Per incontrare Patrizia Cavalli bisogna passare del tempo nelle sue stanze, tra i suoi cappelli, i libri, le poltrone, il tavolo del soggiorno, la grande foto di Elsa Morante, nel posto in cui ha vissuto da quando ha iniziato a scrivere poesie, il posto che coincide con la sua scoperta del mondo e con la vita esteriore e anche interiore. È stato un incontro tra amici, soprattutto all'inizio, quindi era giusto mostrarne anche il backstage, la costruzione del film, i cambi d'umore e di idea. Abbiamo seguito Patrizia Cavalli con fiducia e lei si è fidata di noi" spiegano gli autori. Autrice di raccolte come Il cielo (1981), L'io singolare proprio mio (1992) riunite successivamente nel volume Poesie (1974-1992), famosa per i suoi recital e performance, grande appassionata di teatro e traduttrice fra l'altro di opere di Moliere e Oscar Wilde, nel 2000 Cavalli era entrata nella cinquina del Premio Campiello, con Passi giapponesi (Einaudi Supercoralli), il suo unico libro di prose con potenti immagini e stati d'animo. Una summa della sua poetica si trova in Vita meravigliosa (Einaudi), il suo ultimo libro che comprende anche il breve poemetto Con Elsa in Paradiso. Bisognosa di giocare seriamente con la vita, con diversi registri La Cavalli ha raccontato le nostre ossessioni e paure quotidiane, la ferocia e bellezza dell'amore. Dalla collaborazione con Diana Tejera era nato nel 2012 Al cuore fa bene far le scale (Voland), una raccolta con cd di 11 poesie e canzoni. Il documentario è un "racconto visivo, senza formalità o gabbie rigide, del cammino di una donna geniale e totalmente libera, che ha detestato la solitudine. È un film sulla libertà di essere e vivere come ti pare. Non c'è nessun codice esistenziale a cui Patrizia Cavalli aderisca, i codici sono soltanto suoi, li ha creati lei. Ce li ha offerti e noi li abbiamo restituiti con la macchina da presa, senza lasciarla mai" sottolineano Benini e Piccolo.
   

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