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Abbattimento immediato di tutti i maiali, entro 5 giorni ristori

Per altre attività intervento della Protezione civile nazionale

(ANSA) - GENOVA, 19 GEN - "Entro cinque giorni la Regione Liguria approverà una delibera di Giunta per stanziare i primi ristori agli allevamenti suinicoli danneggiati dall'ordinanza ministeriale contro la peste suina, in particolare i primi risarcimenti per gli abbattimenti di maiali previsti". Lo comunica il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.
    Saranno circa 500 i maiali allevati tra le province di Genova e Savona che dovranno essere abbattuti a causa del cluster di peste suina, sui 1010 censiti in Liguria. Per i tecnici del sistema veterinario e dell'istituto zooprofilattico "è imprescindibile l'abbattimento immediato di tutti i capi in allevamenti bradi, semibrado, brado, anche per quanto concerne l'allevamento familiare, perché c'è il pericolo di un contatto con il bosco, dove sono state individuate carcasse di cinghiale infette".
    "Per rimborsare le altre attività interverrà il sistema di Protezione civile nazionale dando mandato alle Camere di commercio di fare una ricognizione sui danni. La Regione Liguria ha deciso di intervenire per anticipare le esigenze più impellenti. Poco fa ho parlato con i ministri della Salute e delle Politiche agricole, Speranza e Patuanelli, per discutere dei ristori a carico del Governo, la settimana prossima ci sarà un tavolo a Roma a cui parteciperà anche la Regione Piemonte per ridiscutere l'ordinanza ministeriale e fare una prima ricognizione dei danni".
    Al momento l'ordinanza ministeriale vieta per sei mesi le attività di trekking, mountain bike, raccolta funghi, caccia e pesca in 114 Comuni lungo lo spartiacque appenninico tra Liguria e Piemonte per evitare che il virus della peste suina faccia il salto dal selvatico all'allevamento suinicolo.

Piana: come prime cose chiederemo lo stop delle cartelle esattoriali e il posticipo delle cartelle esattoriali

"Ho richiesto l'inserimento dell'ordine del giorno sulla peste suina africana nella commissione Politiche Agricole di domani, d'intesa con il coordinatore della Commissione Politiche Agricole Federico Caner per attivare a livello nazionale adeguati ristori". Così il vicepresidente della Regione Liguria con delega all'Agricoltura Alessandro Piana interviene sulle conseguenze dell'ordinanza ministeriale che ha vietato per sei mesi le attività di trekking, mountain bike, raccolta funghi, caccia e pesca, lungo lo spartiacque appenninico tra Liguria e Piemonte, per contenere il rischio di propagazione della peste suina tra i cinghiali. "Una delle prime richieste che le Regioni interessate rivolgeranno al Governo riguarderà la sospensione delle cartelle esattoriali e il posticipo del versamento dei contributi previdenziali da parte delle imprese soggette alle restrizioni", sottolinea Piana.

Cosa prevede l'ordinanza

Per dare indicazioni ai sindaci e contenere gli effetti del 'lockdown' imposto dalle disposizioni governative che per sei mesi impediscono le attività nei territori interessati dal virus della peste suina africana, la Regione Liguria ha preparato un'ordinanza. I territori interessati in Liguria sono parte delle province di Savona e Genova. E' disposto l'immediato abbattimento dei suini degli allevamenti bradi o semibradi e degli allevamenti misti (suini, cinghiali e ibridi) con divieto di ripopolamento per 6 mesi. Abbattimento anche per i suini detenuti in allevamenti familiari e divieto di ripopolamento per sei mesi. E' necessaria la visita di un veterinario prima e dopo l'abbattimento. In caso di macellazione la carne non può uscire dalle zone in cui è stato riscontrato il virus. L'abbattimento o la macellazione immediata è prevista anche per i cinghiali dei campi di addestramento cani. In tutti questi casi sono previsti ristori. Sospesa per 30 giorni la caccia in braccata e la caccia in forma vagante con i cani nei comuni confinanti con la zona vietata. Solo il personale autorizzato delle aree territoriali di caccia in stretto raccordo con il nucleo regionale di vigilanza faunistico-ambientale potrà accedere e percorrere la zona infetta per definire esattamente l'area interessata dall'epidemia ed effettuare la ricerca di carcasse infette, a partire dai confini esterni della zona interdetta. Nella zona infetta qualsiasi carcassa va immediatamente segnalata alla Asl competente. E' consentita l'attività all'aperto su strade provinciali e comunali e su tutte le strade asfaltate anche private necessarie per raggiungere abitazioni, luoghi di lavoro, fondi agricoli di proprietà, strutture ricettive. E' consentito l'accesso alle aree verdi dei centri urbani e i parchi cittadini, le spiagge, i moli e le strade lungomare, nonché le aree ricreative recintate di pertinenza dei centri abitati. Divieto di lasciare in libertà i cani o altri animali domestici. Sospese per 30 giorni dalla data dell'ordinanza le attività selvi-colturali. Sono consentiti solo i tagli per approvvigionamento di legna da ardere da parte dei residenti.
   

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