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Scala: Speranza Scappucci dirige 'Capuleti e Montecchi'

Dieci minuti di applausi per Capuleti e Montecchi al femminile

Che una donna diriga l'opera alla Scala nel 2022 non dovrebbe fare notizia. Ma siccome si tratta della prima italiana (terza in assoluto) e della prima donna a dirigere un'opera di repertorio e non contemporanea, Speranza Scappucci fa notizia, anche per questo. Ma non solo. A dirigere I Capuleti e i Montecchi che hanno debuttato ieri sera con dieci minuti di applausi Scappucci è stata chiamata all'ultimo momento, quando il direttore previsto, Evelino Pidò, si è scoperto positivo al Covid seppur asintomatico.

Come ha detto lei, "in piena corsa" ha accettato "con lucida follia". Scommessa non facile, considerando che si tratta di un'opera non eseguita spesso e che lei aveva diretto nel 2013 a Yale e poi mai più. Ma il coraggio premia gli audaci in uno spettacolo dal sapore british (che con la vicenda di Romeo e Giulietta è poi quello giusto) grazie alla regia di Adrian Noble.

Ex direttore della Royal Shakespeare Company, ha mantenuto le atmosfere della compagnia teatrale shakespeariana più famosa al mondo, ambientando la vicenda (con scene di Tobias Hoheisel e costumi di Petra Reinhardt) in un non meglio precisato Novecento a cavallo fra gli anni '30 e '40 senza snaturare la storia del conflitto fra le due famiglie che non sente ragioni e non risparmia l'amore fra i due ragazzi. E in questa ambientazione, i veri protagonisti sono stati i cantanti, tutti applauditi: il cinese Jinxu Xiahou come Tebaldo, Jongmin Park nel ruolo di Capellio e il basso Michele Pertusi - enorme lusso averlo nella parte - ad interpretare Lorenzo. Ma Capuleti e Montecchi è affare di donne.

Bellini ha infatti scritto per soprano e mezzosoprano le parti di Giulietta e Romeo. E quindi le ovazioni più calorose sono arrivate quando sulla scena per gli applausi finali sono arrivate Marianne Crebassa (Romeo) e Lisette Oropesa, dimostrando tutta la sua bravura di cantante e di attrice. Per Speranza Scappucci sono arrivati gli applausi prima dell'inizio, un po' più forti di quelli canonici, come incoraggiamento con l'idea che "era ora" del debutto nell'opera anche di una direttrice. Lei preferisce parlare di musica piuttosto che di questo, ma senza dubbio è entrata nella storia della Scala.

"Wow, grazie. Era ora" ha scritto su Instagram l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. Per lei sono arrivati battimani, tanti, anche alla fine. "Grazie, che serata indimenticabile" ha scritto sui social. Si replica fino al 2 febbraio.
   

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