Restaino, Basilicata, le sue rughe

Petrolio e tante risorse ma una malattia mortale:lo spopolamento

(di Enzo Quaratino) (ANSA) - ROMA, 14 OTT - MARIO RESTAINO, 'BASILICATA. RITRATTO CON RUGHE'(Grafie, Potenza, pag. 123, Euro 10.00) - Può oggi una regione del Mezzogiorno come la Basilicata - non "centrale" e non "efficiente" e per questo da tempo in predicato per essere divisa - avere ancora un futuro? E se sì, su quali basi, risolvendo prima quali problemi? Sono due delle domande a cui cerca di rispondere il libro di Mario Restaino, giornalista dell'ANSA, intitolato "Basilicata. Ritratto con rughe" .
    Nel ripercorrere la storia politica della regione nell'ultimo quinquennio, segnato dalla storica sconfitta del centrosinistra alla guida della Regione dopo un dominio ininterrotto, il libro analizza sia i grossi limiti che i partiti e la politica - senza distinzioni di colore e schieramento - evidenziano nell'affrontare la "questione Basilicata", sia le scelte, quelle fatte e quelle non fatte, che pesano sulla situazione lucana.
    Il problema più grande da risolvere - ma purtroppo solo in parte risolvibile - è quello dello spopolamento. Solo in parte risolvibile perché una parte della regione sembra irrimediabilmente condannata a non cambiare rotta.
    L'altra faccia della medaglia è rappresentata dalle risorse della Basilicata (petrolio in enorme quantità, acqua, boschi e foreste, alcune aree avanti rispetto alle altre, certe industrie che sono in linea con parametri nord italiani se non europei): in particolare in riferimento al greggio, il problema è utilizzare con lungimiranza i diritti di sfruttamento. Nel rispetto dell'ambiente e delle tesi che vorrebbero l'abbandono dei giacimenti, è giusto e realistico - osserva Restaino - dire che la Basilicata non può fare a meno di quei fondi.
    Una delle "rughe" che la Basilicata dovrebbe curare è senz'altro rappresentata da una politica che - secondo l'autore - dovrebbe smettere il piccolo cabotaggio e scegliere visioni ampie e nuove nell'avvicinarsi ai problemi della comunità. Il libro chiama in causa anche la Chiesa, "la più consistente rete infrastrutturale del Sud" (la definizione è dell'economista Carlo Borgomeo), le classi dirigenti in forte crisi, tutta la società civile un po' "intorpidita", a fare ciascuno la propria parte, superando divisioni a volte persino campanilistiche (Potenza contro Matera e viceversa) che ormai hanno un sapore patetico oltre che dannoso. Suggello allo "scatto" di cui la Basilicata ha bisogno (pena il suo declino inevitabile e inarrestabile) dovrebbe essere - a parere di Restaino - un rinnovato e più maturo rapporto fra l'informazione e il potere stesso, tornando entrambe queste entità a fare ciò che devono, come devono e al servizio di ogni persona. (ANSA).
   

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